8.9.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì al giovedì 10

Lui non c'entra niente, ma me l'ha chiesto la Jessica!

Carissimi amici vegani e vegetariani, penso di aver già dimostrato in passato quanta stima e affetto io provi nei vostri confronti. L'ultima volta che ci siamo incrociati vi avevo avvisato, ora il momento è giunto, e stasera l'unico vegetariano ammesso a questa tavola è lei.

Il sogno proibito. Un metro e novanta, curve mozzafiato, corna voluttuose, 1700 chili di pura bistecca alla fiorentina.

Quindi stasera sono gentilmente pregati di levarsi dai coglioni:
- vegetariani
- vegani
- frugivori
- Hare Krishna
- Indiani (quelli dell'India, gli altri possono)
- il Moige
- quelli di Criminal Minds
- quelli che per me ben cotta

Purtroppo, non disponendo di griglia su brace incandescente, le operazioni di cottura si svolgeranno su piastra in ghisa arroventata per l'occasione a una temperatura che più o meno si stabilizzerà sui 150-160°C.
Come tutti sanno, e l'ho anche già detto da qualche parte, per innescare la reazione di Maillard  servono almeno 140°C, e senza di quella la carne non verrà mai come ci aspettiamo. Comunque vi ho messo il link di wikipedia, fate finta di capirci qualcosa della condensazione di aldeidi e chetoni, che fa sempre figo, e intanto guardate come faccio io.

Innanzitutto non tirate fuori direttamente la bistecca dal frigo, lasciatela prima decantare un po' a temperatura ambiente. E assicuratevi che la superficie sia bella asciutta.
Se volete salatela già, oppure fatelo sulla piastra, oppure dopo, tanto non cambia niente, la fase di cottura è talmente veloce che non interverranno fenomeni di osmosi a prosciugare dai propri succhi la vostra cena.
Se invece punzecchiate la carne con la forchetta allora sì che i liquidi escono, ma quella si chiama forza di gravità, quindi questa cosa non si fa se non volete una bistecca secca secca.

Appena la piastra sarà pronta stendete il vostro cimelio assicurandovi che ci sia abbastanza spazio per far evaporare l'acqua e non far quindi abbassare troppo la temperatura.
A questo punto potreste affidarvi al timer, ma si sa le variabili sono talmente tante che non esiste una formula calcolabile di minutaggio, a seconda dello spessore diciamo dai 3 ai 5 minuti per lato, ma l'importante è saper osservare, cogliere l'attimo in cui l'imbrunimento risulta perfetto e a quel punto procedere con il ribaltamento, e attendere ancora e ancora, fino al momento fatale in cui  la cottura risulterà ottimale. Il trucco è quello: carpe diem!
Carpe diem! Ehi, ma c'è Mork con quello del dr. House... Ma c'è anche quello di Gattaca!
Quando la nostra bistecca alta tre dita avrà abbandonato la piastra, adagiamola su un foglio di alluminio e lasciamola riposare per un minuto, tendiamo le orecchie ad ascoltare i liquidi interni che si ridistribuiscono e vanno a occupare le zone arse dalla cottura. Ora è pronta.

Magari faccio anche qualcosa di contorno, ma non serve, non serve nient'altro...

Ah, ero così affascinato dalla magia della fiorentina che quasi mi dimenticavo degli ospiti di stasera.

Altro che corpo di Cristo, viva il vitello grasso!

Mee..da far parlare i mostri!


Confermo che era al sangue!
Ma che cazzo mi avete invitato a fare? Non-violenza una minchia, vi rompo il culo, io!

Nel blog dipinto di blog


Mi capita ogni tanto di perdermi in qualche post di qualche blog di qualche sito di qualche parte nell'internet, in cui si elenca il decalogo per avere un blog di successo.
Consigli, suggerimenti, regole, usanze, costumi, prassi: insomma, tutto quel che il buon blogger deve mettere nella propria cassetta degli attrezzi.

Le ricette, lo ammetto, sono tra le più disparate. Ognuno ha la sua. Spesso in contrapposizione.
Quindi c'è chi ti dice scrivi tanto, scrivi poco, pubblica con frequenza regolare, pubblica quando ti pare, etc, etc, etc...

Che, sia ben chiaro, mica passo di lì per capire come avere un blog di successo (che a me il successo non è mai successo e manco mi attira) ma perché in effetti mi diverte parecchio misurare quanto fuori dalle regole (degli altri) riesco a stare.

Comunque, le cose che davvero servono sono essenzialmente due:
- scrivere di qualche argomento che possa interessare a una qualche categoria di persone (e possibilmente scrivere solo di quello, ché non sia che uno passa per leggere la recensione di un fumetto e si trova la poesia o il post da caro diario o Ken Shiro, e viceversa [che poi non so come funzioni il viceversa quando ci sono più di due argomenti... vabbè, chiudo un po' di parentesi]). Specializzazione quindi.
- avere gente che ti segue. Per fare questo devi rompere i coglioni, fare il giro degli altri blog come i testimoni di geova, suonare al citofono dei commenti, fare le faccine, empatizzare gli struggimenti della blogosfera, litigare nei forum, magari parlare male di qualcuno e farti linkare (e a me farmi linkare un po' di paura la fa).

Detto ciò, potrà mai questo spazio rispettare queste semplici regole?
Ovviamente no, sarebbe decisamente imbrogliare e imbrogliarmi. Perché, e a questo davvero ci tengo, quel che faccio è lo specchio di ciò che sono: e il casino che c'è qui dentro è lo stesso che c'è qui dentro (che poi il fatto che in italiano "qui" e "qui" indichino due posti diversi è decisamente motivo di ulteriore confusione).

Dunque, è stato forse interessante questo post? Assolutamente no!
Me ne frega qualcosa? Beh, no...

Quindi perché scrivere qui (qui!)? In realtà è perché un giorno avevo finito la bic e non sapevo dove appuntarmi una cosa...

cose che ho scritto


La mite carezza dei tuoi occhi
è il fondo del bicchiere
in cui liquido annega il mio sguardo,
liquoroso ondeggiare di emozioni…
e io ubriaco di te
mi specchio nel riflesso
delle tue incertezze.

Sul bordo liscio delle tue labbra
scorrono le mie dita,
incerte e tremanti,
a sfiorare quella magia di cristallo;
inebriata dall’effluvio dolce
la mia anima  barcolla,
i sensi sorridono di quel piacere brillo,
sciocco forse ma inevitabilmente perfetto.

E mi ritrovo qui
a raccogliere i pensieri annebbiati
come di fronte a un foglio bianco,
a desiderare quel sorso di te
unico sollievo alla mia sete,
e mi ritrovo a sorridere di me
assaporando la pace che mi dà
stringere quel bicchiere tra le mani…

7.9.11

cose che leggo


Ex voto

Accade
che le affinità d'anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. É raro
ma accade.

Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perché solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.


(Eugenio Montale, Satura; Satura II)

6.9.11

Ma il nuovo Superman sarà un pacco?


Va a finire che, a forza di sprofondare nella palude seriosa dell'introspezione, si rischia che non emerga più la volgarità che da sempre mi fu egida.
Onde evitare di traviare con discorsi troppo aulici chi, per sorte, speme o intendimento, decidesse di passare di qui, direi che è d'uopo sviare l'attenzione su qualche tema che di recente abbia solleticato i miei morbosi istinti sarcastici.

Direi che uno degli argomenti principi dell'estate sia stato quello delle mutande di Superman.
Superman (si legge supermen), lo sappiamo tutti, è lui
Magliettina attillata, 'S' di Savona, stivaletti della Barbie e soprattutto mutandoni rossi da Bridget Jones portati con orgoglio sopra i leggings azzurro puffo.

Proprio le mutande del superuomo sono state brutalmente epurate nella nuova versione del costume che si potrà vedere nel film in lavorazione 'Man of steel' ennesimo capitolo della saga dell'alieno più famoso del mondo.

Nelle prime foto di scena infatti le mutande non ci sono e la divisa del beniamino appare così

Dove sono finite?
Beh, mi sembra ovvio che gliele abbiano arrotolate e infilate nel pacco, altrimenti non si spiega, davvero non si spiega.

Ah, il regista del film è Zack Snyder. Che a pensarci bene ha fatto questo
e anche questo

 direi che dovevamo anche aspettarcelo questo


Comunque, a cercare immagini di Superman, qualcosa di carino si trova sempre