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18.3.14

Se questo è un uovo


L'altro giorno ho comprato delle uova.
Volevo fare questi, cosa che non ho poi fatto per tutta una serie di motivi su cui non mi dilungo ma che contemplano la configurazione di impianti audiotelevisivi moderni, l'arte di guidare, la folla e i ninja.
Comunque sulla confezione di  'ste uova che ho comprato c'è un'immagine e una scritta.
A dire il vero c'è anche un'altra scritta che è "biologiche". Ecco, che al solo pensiero che ci possano essere delle uova non biologiche mi vengono le paturnie. Quelle su cui non c'è scritto biologiche come le fanno? Le montano i ragazzini thailandesi come le Nike? Le fanno col computer?

Vabbé, la scritta e l'immagine di cui parlavo erano invece queste
 

L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto.
Lo sappiamo, le foto promozionali presenti sull'incarto sono sempre migliori del prodotto contenuto all'interno




Insomma, c'abbiamo provato tutti a fare fare il sorriso al sofficino o a tagliare il tonno con un grissino...

Solo che in questo caso, da uovo a gallina c'è decisamente uno step evolutivo non indifferente.
Cioè, quale dovrebbe essere il messaggio? Che a lasciarle lì, magari nell'ambiente adatto, le uova si potrebbero tramutare in pollo, un po' come le scimmie di mare?
È come mettere la foto di una canottiera sulla confezione del cotone idrofilo...

Niente, mi sembrava strano che sull'immagine che  presenta il prodotto in realtà il prodotto non ci sia, o meglio c'è elevato alla sua potenza massima, come se le uova fossero una versione più brutta e meno presentabile della gallina.
Tipo come se sulla confezione del cucciolone ci mettessero la foto del Winner Taco!
a fine marzo!!! a fine marzo!!! a fine marzo!!!! ahhhhhhhhh!!!!!!!!

Comunque per fotografare il cibo utilizzano parecchi trucchi.
Per fare il miele usano l'olio motore, la lattuga la spruzzano di glicerina, per il vapore dei cibi fumanti mettono delle palline di cotone bagnate nel microonde, l'effetto brina sulla frutta è fatto col deodorante spray, le torte le lucidano con la lacca per capelli, sul pollo si spalma il lucido da scarpe marrone, il latte è fatto con la vinavil e il gelato con la margarina. (fonte: l'internet)

E a fine marzo torna il Winner Taco. Dio, devo prepararmi...

18.10.11

Un uovo nuovo


In un momento di euforia mediatica, ieri sera abbiamo acceso il tivvù.

Nell'era del digitale terrestre il trucco è quello di rimanere su un canale soltanto il tempo necessario perché compaia il titolo di ciò che stanno trasmettendo, non un secondo di più. Tergiversare un attimo, distrarsi, scivolare sul tasto del CH+, può rivelarsi nella maggior parte dei casi fatale.

Se per qualsiasi motivo il flusso di scorrimento dei canali dovesse involontariamente interrompersi, abbassate il volume e distogliete subito lo sguardo dallo schermo: il rischio è quello di venire rapiti da un fatale raggio della morte che inibisce ogni capacità di discernimento e ci costringe a guardare, guardare, guardare...
a me gli occhi!

L'indugio di un istante spalanca le porte a quel canto di sirena che immaginifico ci travolge e accoglie nel caldo buono della sua demenza. E d'un tratto ti ritrovi a puntare sul rosso di roulette immaginarie, appassionarti ad acquisti di case da milioni di euro, scoprire i punti psicologicamente deboli di un pincher indemoniato.

Oppure di ritrovi di fronte a  questo (l'ho visto su La5, giuro!):


Decisamente maestoso, impressionante direi nella sua semplice genialità.
Con solo 29 euro potrete per sempre (PER SEMPRE!) risparmiarvi la fatica di battere l'uovo sul bordo della terrina.
Cioè, pensiamo a quanti bordi potremo preservare con questo pratico oggetto.
Mai più dita mozzate nell'insana insolenza di rompere un uovo a mano.

Il solo pensiero di come potrebbe migliorarmi la vita un utensile del genere è mirabolante.

Ma allora mi chiedo, se esiste il rompi-uova perché non dovrebbero esistere che so:
- De-grape lo stacca-acini: mai più dita che si insinuano nella selva molesta di un grappolo d'uva, mai più la molesta sensazione di un chicco troppo maturo.
- Twisteak il gira-bistecca: basta usare la forchetta in modo improprio, è ora di smetterla con le bistecche che magari si girano e si piega un angolino, con il nuovo twisteak e il suo manico allungabile riusciremo a girare le bistecche fino a un metro di distanza.
- SaleQB lo spizzica-sale: mai più dosi approssimative, il quanto basta da oggi ha la sua misura! Finalmente un pizzico di sale sarà effettivamente un pizzico di sale. Il dosatore di pizzichi è un brevetto tutto italiano, l'ennesima eccellenza del Made in Italy nel mondo.

(io non ho avuto cuore di cercare con Google se effettivamente queste meraviglie dell'ingegno esistano davvero, nel qual caso mi scuso con gli inventori, non volevo assolutamente appropriarmi indebitamente del loro brevetto. Bravi e grazie!)