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28.3.13

Anatra al porno



Stavo impacchettando tutte le cose del blog (che come sapete ha chiuso i battenti con il post numero 500), quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia], dicevo, stavo impacchettando tutto quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia] cade il dado.

Non sto nemmeno qui a spiegarvi quale dado. Quel dado!
Cade, e d'improvviso il mio sguardo si perde nelle profondità burrascose di due occhi indagatori.

Con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale, questo misterioso animale viene infatti chiamato il Clint Eastwood della Nuova Olanda e pare che riesca a far allontanare i Testimoni di Geova solamente guardandoli dallo spioncino.
Proprio per questa sua caratteristica è stato chiamato nell'arco degli anni con vari appellativi: mallamong, boondaburra, tambreet, water mole.
(Da notare come tutti questi nomi richiamino un'enorme aragosta fosforescente che inghiotte un facocero [a parte boondaburra, che si riferisce ad alcune particolarità relative alle pratiche sessuali preferite da questo curioso mammifero {ops, mi sono traditio ho detto che è un mammifero}]).

Tra l'altro, e questo l'ho appreso studiando alcuni testi di famosi naturisti  naturalisti, 'sta bestia tu puoi chiamarla come vuoi, come e quanto vuoi, tanto non è che viene lì, la chiami e manco ti caga, che sono animali timidi e riservati.
Talmente riservati che per anni  i naturopati naturalisti si sono scannati per portare avanti la propria teoria.
Ed è un mammifero, no è un uccello, no è Superman. E quelli che mi assumo la responsabilità di dire che è un mammifero, e quelli che no ha il becco ed è per forza un uccello, e quelli che siamo per una classificazione di larghe intese e facciamo che è un ovoviviparo basta che ci date il colle del presidente dei naturalisti.

L'avrete capito ormai, stiamo parlando dell'ornitorinco.

L'ornitorinco lo conosco perché l'ho portato agli esami di quinta elementare (e anche alle medie, che ho fatto tutta una roba sull'evoluzione), ma in particolar modo in quinta elementare l'ho disegnato. Così.
(chiedo ai tecnici di blogger di introdurre il reperto n.143)

Da questa accurata illustrazione (pensate che ho quasi vinto una medaglia Fields dato che: 1) il disegno era fatto su un foglio a quadretti 2) pare che descriva in maniera esatta la funzione che corrisponde alla curva che conferma la congettura di Poincaré. Ma vi assicuro che è per puro caso) si possono notare le caratteristiche principali del platipo (sì, si chiama anche così), scritte in tutti i libri di scienze dal '700 in poi:
- becco d'anatra
- tutte e quattro le zampe palmate
- corpo e coda di castoro ricoperti da pelliccia
- speroni velenosi fighissimi nelle zampe posteriori
- busto a forma di supposta
- i cuccioli hanno denti a tre cuspidi
- fa le uova
- allatta
- è per quasi tutti meglio dell'uomo ragno

Foto inserita solo per aumentare il tasso di tenerezza del blog. Non abbiate paura della tenerezza! (ma 'na botta di durezza ogni tanto concedetevela...). Papa Mauro.


In realtà wikipedia dice che tutti e quattro i piedi sono palmati.
C'ho pensato un po' ma poi ho deciso di non scriverlo. L'unico animale che mi piace ricordare con i piedi è questo
babubabubabubabubalsa...

Parlare dell'ornitorinco non si dovrebbe, quantomeno non in questo blog.
Tra l'altro non è nemmeno un animale strano, che di lui pare che siano tutti esperti. Quindi non fa di diritto parte di questa rubrica. Ma chi se ne frega!

Una cosa toga dell'ornitorinco (sì, non avevo mai scritto toga in vita mia, ma la crisi di mezza età inizia a farsi sentire) è che nuota con gli occhi chiusi. Sarà che i fiumi australiani sono pieni di cloro, sarà che gli occhialini gli stringono, sarà forse paura dell'uveite (pensate che fino a qualche settimana fa avrei dovuto anche spiegare cos'è [pensate che tra qualche settimana ci sarà bisogno di spiegarlo].

Ah, e poi mica c'ha solo una coppia di cromosomi, eh no. Ne ha 5. XYXYXYXYXY.
Se lo pronunciate velocemente otterrete il verso che fa l'ornitorinco mentre scopa xyxyxyxyxy (per avere un quadro completo considerate che l'animaletto è poliginico [poliginico significa tipo quei film porno dove c'è un uomo con tante donne, e che hanno titoli come L'importanza di chiavarsi Ernesto o Spingigonzales]).

Tante altre cose ci sarebbero da dire su questo simpatico monotremo.
Ma questa e internet signori, mica la vita vera.
Arrangiatevi!

(post pubblicato senza rilettura. Tutti i refusi che troverete sono quindi voluti.)



28.1.13

Come sopravvivere 50 milioni di anni senza tette


[Prima di iniziare questo post vorrei spendere due parole per la persona che ha reso possibile la sua pubblicazione.
Sarò sincero, quando qualche mese fa decisi di iniziare a scrivere dei testi sulle bestie rare, speravo che non sarebbe mai saltato fuori il nome dell'animale che fra poco vi descriverò.
Lo speravo perché troppi erano i fili dei ricordi che si avvolgevano sempre più stretti alla mia gola, rubandomi il respiro, segando la pelle, stritolando gli ultimi sprazi di lucidità collegati a un periodo della mia vita che ho sempre cercato di rimuovere.

L'echidna è stata per me proprio quel mostro di cui parla la mitologia greca, le urla, il sangue, il rumore dei vetri che squarcia il silenzio della notte australiana. E il fumo che brucia i polmoni, le sirene, poi più niente. Per quanti giorni non lo so, non lo so più, ho rimosso, non ricordo.
Per questo non volevo parlarne.

Ma come Eracle anch'io ho deciso di farmi forza, di scoparmi quel mostro.
E per aver trovato il coraggio di farlo devo ringraziare lei, Ciku.




Le sue manine slave hanno lasciato scivolare il dado con gentile meraviglia, i suoi commenti delicati e stranieri sono penetrati in me come aculei di echidna riportando al mio cervello quel dolore, ma anche la voglia di provarci, di superare l'ostacolo, di scoparmi il mostro.

Ora Ciku non c'è più, ma il suo ricordo alberga forte in noi.
Prendetevi tutti per mano, questo post è dedicato a lei...




(ma checcazzo, avevo detto Somewhere over the rainbow chi è che ha messo su Tanti Auguri della Carrà? Ma porca troia, un attimo l'ho lasciato giù l'mp3... che minchia perdo tempo io con voi... ?
Chi cazzo me l'ha fatto fare? Ah, sì la cikulina... Ecco, fortuna che non c'è più va'...

Ah, e comunque anche da Trieste in su non è che si scopi poi così male.)

Allora, l'echidna è un mammifero. Togliamoci subito 'sto dubbio così poi procediamo lisci lisci fino alla fine senza tanti intoppi e maestra ma aveva detto che i mammiferi hanno le tette, maestra aveva detto che i mammiferi non fanno le uova, maestra ma la cloaca non era una roba dei rettili e degli uccelli? (lo so, Ciku era una maestra... no, non fatemici pensare che mi vengono i lacrimoni...).



E' vero, l'echidna non ha le tette. Però fa il latte.
Un po' come Tanzi, solo che lei non è in galera.
E poi io una volta ho conosciuto una che non aveva le tette però non ho mai pensato che non fosse una mammifera (anche perché mammava di brutto la porcellina...).
L'echidna non ha capezzoli ma secerne latte dalla pelle, come le spugnette che ci sono in posta. Che in Australia le mettono a pancia in su e le leccano come la farcitura della Kinder Brioss quando separi il pezzo sopra.

Comunque l'echidna è una specie di riccio, un formichiere con gli aculei che assieme all'ornitorinco (sì, ho detto ornitorinco, ORNITORIIIINCOOOO), appartiene alla classe dei monotremi.
Animali con caratteristiche sia dei mammiferi che dei rettili, ma che non se la tirano e che non sono l'anello di congiunzione di niente, solo che sono così. Se no è come dire che i gay sono l'anello di congiunzione tra l'uomo e la donna, e invece no i gay sono così.
E all'echidna dell'evoluzionismo o del creazionismo non gliene frega un cazzo, che non vuol diventare l'icona di niente e se la lasciate vivere in pace senza estinguersi a lei sta bene.

E vermi, l'echidna vuole vermi (la specie col muso corto, mentre quella col muso lungo preferisce le termiti. E tra l'altro quelle col muso lungo non è che vanno negli spogliatoi a prendere per il culo quelle col muso corto e a fargli la L col pollice e il medio, anche perché le echidna mica ce l'hanno il pollice. Ma sono lo stesso migliori degli uomini).
[Però è anche da notare che mentre quelle col muso lungo sono a rischio estinzione, quelle col muso corto proliferano garrule e gioviali in tutta la Guinea. Metafore a parte].

Sessanta centimetri di lunghezza, quindici chilogrammi di peso, le zampe sono corte ma forti, zampe da scavatore con artigli potenti e instancabili.
La bocca è priva di denti, e tutti a fare oooooh e a darsi di gomito col sorrisetto, ma la lingua è coperta da spine. Tiè!

E poi è carinissima che tutti ne vorrebbero una.



Vabbé, siamo arrivati fino a qui, parliamone. Tanto lo so che è proprio dove volevate arrivare. Dove voleva arrivare Ciku, che Odino l'abbia in gloria.

TEMA

Il pene dell'echidna.

SVOLGIMENTO

L'echidna è un animale che ha un organo del sesso lungo un quarto di tutto il corpo. Che per fortuna che non è un animale grande grande se no gli toccava mettersi le rotelle a lato come la bicicletta del mio fratellino.
Che la mamma ha detto che papà è alto 1,86 e si è fatta due conti e ha chiamato subito zia Bice, e ridevano e mettevano le braccia aperte come i robot.
La cosa bella del pene dell'echidna è che è come se fosse due peni fusi in un unico tronco, e la cosa ancora più bella è che è come se fosse che ognuno di questi due peni fosse diviso in due semipeni ognuno col proprio funghetto.
E anche la fidanzata echidna c'ha due piselle e ogni volta che si ingroppano i quattro peni dell'uomo si alternano a due a due nelle piselle della donna echidna e quando scopano pare cha facciano un'orgia anche se sono solo in due e l'echidna si è inventato la doppia penetrazione 50 milioni di anni fa, ben prima di Rocco Siffredi. Ma non se ne vanta. E dato che la mamma echidna ha un'unica cloaca multifunzione è anche come se facessero anche il double anal (questo l'ho visto su youporn con l'iPad di zio).
La cosa comoda del pene dell'echidna è che non deve mai chiedere dove vuoi che ti venga, che riesce a fare in un colpo solo tutti i punti possibili che pare un gioco d'acqua delle fontane di VersaillesVersails, con le luci e le musiche di Handel.
E la maestra quando gliel'ho detto ha detto magari.

Ecco, il pene dell'echidna è di molto il miglior pene di tutti gli animali a parte Hulk che è verde.

Fine.