Visualizzazione post con etichetta gennaio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gennaio. Mostra tutti i post

21.1.13

Racconto d'inverno


Te lo ricordi quel giorno?
La nebbia era salita inaspettata, come se un commensale distratto ne avesse rovesciato un boccale sulla tavola che il caso aveva imbandito per noi.
Sprofondava un gelido gennaio e pareva che la terra avesse sospirato d'improvviso, abbandonando il fiato dopo averlo trattenuto per tutto il tempo in cui ci siamo avvicinati.

A ripensarci adesso faceva freddo davvero. Ma non importava e infatti lo ricordo soltanto nello spessore dei cappotti che ci separavano, non in altro, solo in quell'ostacolo cerato che scivolava ruvido sotto ai polpastrelli arrossati.

Perché in realtà tutt'intorno si respirava un tepore buono, a pochi centimetri dal tuo collo l'aria si sfilacciava in un profumo caldo, come i forni del pane a notte fonda. A un certo punto, pensa, ho immaginato fosse vapore quel muro fumoso tutto intorno, di quei bagni enormi che si vedono nei cartoni animati giapponesi.

Ho ben presente il dopo sai, di come ho guidato nella nebbia, senza mai frenare mi sembra. Non si vedeva nemmeno il muso della macchina e ho guidato con te aggrappata al petto, stringevi più della cintura, e io non avevo peso se non quello del tuo abbraccio.
Sarei volato via, leggero, inerte. Senza quel tuo stringermi non sarei probabilmente nemmeno mai esistito in quell'istante.
Mi hai creato tu, lo giuro, io prima di quel momento non ho nemmeno ricordi.

Ore ho guidato, in quel latticinoso niente. Eppure per gli occhi altro non era che un immenso foglio da disegno in cui ripeterti, rivederti, inventarti per ammansire il fuoco delle tue braccia che bruciavano i solchi lungo i miei fianchi.

Acceleravo, per avvicinare quel domani che si allontanava dietro alle mie spalle, rincorrendo il tempo mentre lo spazio si nascondeva tra le pieghe caliginose di una notte ormai allo stremo.

Domani.

Domani avrò ancora quell'abbraccio.

E domani ancora.

E oggi.


(il disegno lì sopra l'ho rubato dal tumblr di Maurizio Rosenzweig, e forse avrei dovuto metterlo alla fine che lì all'inizio rende tutto quel che c'è sotto meno di ciò che è)