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12.4.12

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 16


La verità è che ho sempre meno tempo.
La novità è che ne avrò sempre meno.
La crudeltà è che è davvero così.
La specialità sono le polpette di tacchino che mi appresto a fare. A presto.

Ché quando non c'è tempo, non si sa cosa scrivere e le idee vacillano, cucinare è l'inevitabile refugium peccatorum.

E la citazione latina l'abbiamo fatta e con questo siamo a posto. Anzi, visto che c'è mi gioco subito anche il solito ATtacchino e così anche la parentesi comica la segnamo come fatta.

Io non ce volevo venì, m'hanno 'ngannato... M'hanno detto che era per il ringraziamento. Povero me, metà chino, me tapino... Vabbè basta!


Veniamo al sodo (no, niente uova)... veniamo al nocciolo (no, niente olive)... insomma, veniamo al dunque (ah! ah!).
Il titolo è: Polpettine di tacchino alle spezie con salsa a piacere.

Prendiamo un tacchino. E delle spezie. (mamma che voglia di fare un cazzo oggi. Prendiamo un tacchino da polpette e spolpettiamolo...)

Seri!
Prendiamo del macinato di tacchino e ripassiamolo in punta di coltello. Mettiamolo in padella con un filo d'olio, dell'aglio, sale e pepe a garganella.
Nel mentre facciamo rosolare mezza cipolla con curry, paprika dolce, erba cipollina, un po' di menta e un cucchiaino di miso.
Nello stesso mentre (ci sono 11 universi paralleli e un paio di perpendicolari, non rompete il cazzo!) ammollate con del brodo quel pane raffermo (magari azzimo) che avete avanzato dalla Pasqua.

Ora, fate collassare l'universo del pane raffermo in quello della cipolla. 'na roba alla Fringe tanto per capirci.

Ora dite: ochetipocheti...uochetitu..higitus figitus... (no, è che mi mancava il riferimento al soprannaturale. E' obbligatorio per i post di cucina.)


Ora, il tacchino è quasi cotto. E' il momento della carrambata.
Non si vedevano da quando erano bambini, e adesso il pane e il tacchino sooono quiiii!
Facciamoli abbracciare a fiamma dolce dolce, non devono seccarsi...

Pane e tacchino in una rara foto d'epoca

Bon. Ora inumidiamoci le mani e formiamo delle polpettine che andremo a ricoprire integralmente con abbondantissimi semi di sesamo.
Il tutto va poi in forno per una ventina di minuti a 180°C. A me piacciono abbastanza secche all'interno, quindi le tengo anche di più (ma evidentemente sono cazzi miei...)

Naturalmente non vi farò aspettare 20 minuti.
Come Alessandro Borghese, anch'io ho già il piatto pronto preparato da qualcun altro
Grazie zio Andy...

Un rapido giro degli ospiti di questa sera
Apriti sesam...ehm,no... Ite missa est (qveste cazzo di formule magiche!)

Meehehe!
Ma figurati, in un quarto d'ora ho fatto tutto!

MI SPALM!

22.9.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 3 (post che avrei dovuto scrivere un bel po' di mercoledì fa)


Metti caso che lunedì avessi voluto fare del sushi e con l'ingenuità che imporpora le tue gote e l'esuberanza della tua giovane età avessi comprato un avocado.
Poniamo poi che l'avocado non fosse stato proprio al culmine della sua maturità, ma che anzi, pur avendo quella cedevolezza al tatto, ben descritta nel famigerato manuale "Paralipomeni del riconoscimento della maturità ideale del frutto dell'avocado" (libro che noi massaie provette ci siamo ovviamente scaricate da emule), non avesse quella sua caratteristica burrosità e ciò fosse indice di una crudescente crudità. Che poi c'hanno insegnato fin da bambini che verde=crudo altro=maturo, e che cazzo ci fa in natura un frutto che da crudo è uguale al maturo? 
 Comunque, come dice il proverbio, ciò che è crudo il lunedì è maturo il mercoledì (soprattutto se lo metti in finestra dentro un sacchetto con un pomodoro, ché come ben si sa l'avocado è un frutto climaterico di quelli tosti e in due giorni ti produce tanto di quell'etilene che neanche in Vietnam)... Dunque abbiamo 'sto inutile avocado del diavolo (ahahah!) è ovvio che non vediamo l'ora di trasformarlo in una salsina dal gusto deciso ottima per accompagnare un delizioso antipasto per i tuoi amici: così almeno era scritto su giallozafferano ma non sono riuscito ad andare oltre quindi non lo so come fosse la loro salsa!
La mia l'ho fatta così:
prendiamo il burrosissimo e maturissimo avocado, tagliamolo a metà ed estraiamo il nocciolo, con un coltello togliamo la buccia e poi apprestiamoci a produrre la più classica delle dadolate. Poniamo i dadini in una scodella e iniziamo a schiacciarli con una forchetta emulsionando con un paio di cucchiai di olio evo (che, e lo dico per quelli che hanno internet solo per entrare in fb, significa 'extra vergine d'oliva'). In questo parkinsoniano incedere aggiungiamo di soppiatto un quarto di cipolla e un quarto di pomodoro tritati finissimamente, che se mia morosa si accorge che c'ho aggiunto il pomodoro fresco mi proibisce per un mese di andare a leggere la pagina fb di Militia Christi.
Pepe sale e un pizzico di paprica e la salsa è pronta.

Buonanotte a tutti!














Ok, ok...e con che cosa la mangiamo la salsa? Cervantes diceva che "la miglior salsa è la fame", d'altronde Wilde dal canto suo disse che "La cosa negativa di internet è che è sempre complicato stabilire la paternità delle frasi"...Mauro invece dice: la mangiamo con degli spiedini di tacchino aromatizzati alle spezie per kebab!
 Ridadolate il petto di tacchino, cilindrate della salsiccia di tacchino e parallelizzate un peperone (rosso o giallo fa lo stesso, basta che non sia verde - vedi sopra -), saltate tutto in padella con un filo d'olio sale pepe e nell'ordine paprika, aglio, cumino, cipolla, origano, visto? le iniziali formano la parola "pacco" (caso? mistero? sindrome di assembach?), basilico e senape tritata (best?), magari sfumate con un po' di vino bianco che io non ce l'ho che in casa non beve nessuno...
Quando la carne sarà insaporita spegnete la fiamma e appena si sarà raffreddata (per i temerari, i masochisti, gli stupidi e la torcia umana va bene anche da bollente) infilatela con amorevole alternanza democratica su degli spiedini che poi adagerete su una piastra in ghisa arroventata da un fuoco allegro, addirittura ilare.
 Voilà! Il titolo è 'Spiedini di kebab di tacchino impreziositi con salsaspeziata di avocado' ma potete anche dire 'il tacchino con l'avocado' o per noi giovani il T.A. (ti-ei).
Rapidissimo il giudizio dei nostri commensali.
Lo spiedino piace tantissimo ai pampini!

Meehehe!


Ma che ancora??? TACCHINO! TACCHINO! Non attacchino...sigh!

E' BONOOOOOOOOOO!





27.7.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 7

Venerdì c'era in ballo una cosa che riguardava indiani e cow-boy.
C'era.
Ma il tempo, oltre a essere tiranno, è anche instabile e capriccioso e luglio è diventato il nuovo ottobre.

Quindi, dopo aver raccolto la legna per il camino, sgusciato le castagne e mescolato per bene il paiolo di polenta infasolà, mi sono  mezzo di buzzo buono a intagliare la mia zucca per Halloween.

E mentre ero immerso nei miei pensieri da novello Lucien, mi ha assalito un'illuminazione: io la mia cena indiana la volevo comunque.

Quindi mi affido alla mia famigerata memoria enciclopedica per riportare alla mente tutti i piatti indiani che in questi anni ho avuto modo di degustare

E a pensarci e ripensarci non mi viene in mente niente.
Quindi chiamo un mio amico che di queste cose ne sa e gli pongo la domanda: ma il piatto tipico degli indiani qual è? Niente!
Poi ho scritto qual'è con l'apostrofo e ha capito, che lui è uno che va su facebook.

Pollo al curry! Ha risposto prontamente.

E sia.

Il pollo al curry è una pietanza molto versatile che si abbina in variegati modi e che può essere realizzata secondo varie ricette.

Quelle più rinomate sono:

Pollo al Carrie 1: in questa particolare preparazione il pollo viene affettato con dei coltelli volanti e crocefisso sul piatto

 
Il pollo brucia all'inferno

Pollo al Cherry: il trucco per non appesantire questo piatto è quello di somministrare lo Cherry quotidianamente al pollo per circa sei settimane (zabaioni ottimi se si usa lo stesso trucco con le galline)
Mon cherry

Pollo al Carrie 2: si prepara allo stesso modo del precedente solo che serve anche una bottiglia di Martini.In questa versione il pollo non muore ma accompagna le quattro tardone niuiorchesi nel locale più in di Manhattan (che con gli indiani c'entra cercate su Wikipedia).

Finché non faccio il lifting la mano la tengo così!
Che goliardia! Che risate!

Passiamo alla ricetta vera che il tempo, come si diceva poco fa, oltre a essere tiranno tende a stringere (a me stringe qui sui fianchi, magari aggiustando un po' qui...)

Ci serve:
- del pollo tagliato a dadini (per i vegetariani delle melanzane o del seitan)
- un paio di zucchine
- due o tre carote
- un peperone verde
- mezza mela
- del curry
- dell'altro curry che si tende sempre a metterne poco
- dello yogurt greco o della panna vegetale

Si taglino le carote e le zucchine a rondelle, il peperone e la mela a quadrelle, nel mentre lasciamo rosolare in padella il pollo/melanzane/seitan con dell'olio d'oliva e un soffritto di cipolla e aglio.
Dopo un po' mettiamoci anche mezzo bicchiere d'acqua/vino (se siete Gesù scegliete pure all'ultimo).

Passati 5 minuti aggiungiamoci anche le verdure/frutta (falsa frutta, precisini).
Spolveriamoli con un paio di cucchiai di curry e lasciamo tutto lì, abbandonati al proprio destino di pietanza che si sta lentamente cuocendo, con i sapori che si amalgamano silenziosi, sfrigolando di meraviglia e bontà.

Invece del sale proviamo a metterci del miso e della salsa di soia.

Nel frattempo, anche se prima non l'ho detto, abbiamo fatto bollire un pentolino d'acqua salata e abbiamo iniziato a cuocere il riso venere.

Ora arriva il momento topico. 
Abbassiamo la fiamma e iniziamo ad aggiungere lo yogurt/panna.
Il rischio che corriamo è quello di farlo asciugare troppo e rovinare la salsina, rendendola un grumo informe che si attacca ai tocchetti di pollo/melanzane/seitan come M&M's ai guanti di Topper Harley.
Quindi assicuriamoci che il pollo non sia troppo asciutto, al limite aggiungiamoci un po' d'acqua prima.

Nel durante di questa operazione rovesciamo accidentalmente anche un altro cucchiaio di curry che ci sta di sicuro. (facciamo anche un paio che tanto prima siamo stati certamente avari di questa miscela di spezie, che poi si chiama masala e nessuno lo dice).

Spegniamo tutto e serviamo col riso precedentemente scolato.
Scoliamo anche lo Cherry precedetemente visto.

Salute!

Come sempre il giudizio dei nostri ospiti di stasera:
Divino!

Meehehe!
Che Dio mi fulmini se questo non è un pollo a rischio di default!

Ok la non violenza, ma il pollo mica posso mangiarlo vivo!





20.7.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 6

"Vega Vega Vega verrà"









E quando viene, non ci sono storie: vuole mangiare vegano
Tra l'altro, è evidente che quel colorito arancione sia dovuto a un eccesso di carote nella dieta, con conseguente carotenodermia.

Stasera nessuna vacca morirà, a nessun pollo verrà torto il collo e del maiale non ci sarà niente da buttare: stasera salviamo la fauna di questo pianeta!

Che, sinceramente, io di mio sarei così
yabadabadoo!
Ma ogni tanto qualche sacrificio bisogna pur farlo. Oggi mi sacrifico io, e domani sacrificheremo sulla sacra piastra una fiorentina da un chilo!

Mangiare vegano significa evitare alimenti di origine animale, carne, uova, latticini, niente che abbia a che fare con lo sfruttamento degli animali.
Il campo in cui è stato coltivato il grano era stato arato usando un bue? Non si mangia!
Per coltivare il riso è stata deviata l'acqua di un fiume e sono morti dei pesci? Non si mangia!
Il tartufo è stato trovato sfruttando il fiuto di un apposito cane? Non si mangia!

E via discorrendo. Che anche se l'uomo è un animale pure lui, ai vegani non gliene frega un cazzo che per mangiare uno debba fare i salti mortali, e scapicollarsi per raccogliere funghi spontanei da alberi di 20 metri, nonché autoinfliggersi torture mangiando umeboshi. Rispetto per tutti gli animali tranne che per l'uomo, insomma.

Ma qui non siamo assolutamente polemici, non lo siamo mai, MAI!

Il menu della serata prevede:
- polpette di melanzane
- piselli alla cannella

Prendiamo un paio di melanzane e tagliamole a fette abbastanza spesse.
Cospargiamole di sale e lasciamole alla loro tristezza finché non le vedremo piangere lacrime amare, ignoriamole, smetteranno da sole.
Nel mentre tagliamo finemente una cipolla.

Riprendiamo le melanzane e tagliamole a dadini, passiamole velocemente in padella con un po' d'olio, lasciamole ammorbidire e prepariamoci a ridurle in poltiglia con un tritaverdure.
In mancanza del tritaverdure si può utilizzare qualunque altro metodo


L'importante è il risultato.
Alle nostre melanzane tritate con la cipolla ridiamo una botta di padella, in modo che si asciughino ancora un po'.
A 'sto punto, dato che l'uovo non me lo fanno usare 'sti cazzo di gli amici vegani, utilizziamo del pangrattato e della mollica di pane raffermo per amalgamare il tutto in un composto abbastanza solido.
Anzi, al posto del pangrattato uso della farina di mais tostato. Potrei decantarvi i pregi del suo utilizzo a discapito del fin troppo esaltato pangrattato, ma la dura realtà è che ho solo quello in casa, e quello uso!

Formiamo delle palline, passiamole nel pangrattato  nella farina e trattiamole come se fossero delle vere polpette. Padella, olio, le solite robe....

Per i piselli cercate per casa dei chiodi di garofano, un po' di curcuma, una striscia di zenzero e un paio di cucchiaini di cannella.
Facciamo i piselli in pentola soffriggendoli prima un po' con la cipolla avanzata da prima.
Buttiamoci dentro tutto un po' a caso e aspettiamo che cuociano.

Magari non troppa cannella che rischiano di sembrare dei mini-profiteroles. 

Dovrebbero risultare così:
I piselli verdi dall'allele dominante prenderanno il sopravvento sui gialli, ma non sulla cannella che ha un fenotipo differente e tutto avrà un senso, ma non adesso.

In realtà l'idea era quella di fare anche del riso venere con salsa al curry.
Forse faccio solo il riso. Vediamo.

No, non faccio il riso.

A posto così allora. Grazie a tutti e buona cena.

I soliti commenti dei nostri ospiti:

Ma se divento vegano potrò mangiare il corpo di Cristo?
Meehehe!

Cannibali di merda!

Io volevo la carneee!

13.7.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 5


Del perché proprio lo tzatziki è un mezzo mistero.

Sono in macchina, l'afa graffia i finestrini cercando un pertugio per entrare, i gas di scarico del tir di fronte a me scivolano sul mio parabrezza avvolgendo la vettura. E io penso allo tzatziki.

Che in Grecia io non ci sono mica mai stato. Mai.
Eppure quel sapore da qualche parte ce l'ho.

Magari c'entra il ristorante greco di sabato sera. Ipotesi a dir poco fantasiosa, direi.
Sicuramente è una faccenda di metempsicosi, trasmigrazione delle anime, reincarnazione. Sì!
Non vedo alternative.

Credo di essermi amputato un braccio col rasoio di Occam!

Comunque, dato che abbiamo un rasoio a disposizione, cerchiamo di usarlo per fini più nobili.
E' evidente che il tema della serata orma sarà la cucina greca. Quindi, mano ai capperi e alle olive e iniziamo questo viaggio tra i segreti dell'Acropoli.

Per lo tzatziki ci sono poche possibilità: o si ha dello yogurt greco, un cetriolo, 2-3 spicchi d'aglio, olio e sale, oppure non c'è proprio verso di farlo.
Celo, celo, celo, manca. Mi manca l'aneto lo ammetto. Faccio al netto dell'aneto.

Detto ciò: si prende il cetriolo, lo si denuda della buccia, si cerca di togliere i semi e si provvede a grattuggiarlo finemente sopra un foglio di carta assorbente o un canovaccio. Si chiude il tutto e si spreme fino a far rilasciare tutto il liquido. I francesi la chiamano eau de cocombre e se la bevono. Popolo bizzarro (po-popopo-po-po-pooo).
Aggiungiamo il cetriolo allo yogurt (200 ml) e arricchiamo con sale, olio d'oliva e gli spicchi d'aglio tritati il più tritato possibile.
Per amalgamare il tutto si può passare anche al mixer. Ma dopo, chi è che lava?
Il composto va messo in frigo: più sta in frigo più buono diventa. (a un certo punto si toglie dal frigo e si mangia però!). Sull'aneto sorvolo e anche sul mezzo cucchiaio di aceto.

Fatto lo tzatziki, entriamo nel cuore della nostra cena greca: gyros. Ah sì, non ve l'ho detto.
Si fa la pita gyros.
La pita si compra. Se volete farvela in internet è pieno di gente che vi dice che siete capaci. Sappiate che non è vero: la pita, quella vera, quella greca, si compra. E basta!

La carne invece si può simulare di averla cotta sullo spiedo verticale. In realtà prendete dei tocchetti di maiale, la spalla va benissimo, e sezionateli. Fettine, dadini, sfilacci, va bene tutto, si vince sempre.

Tutto in padella con: olio, sale, paprika dolce, cumino, pepe, basilico, cipolla e senape.

Nel mentre scaldiamo in forno le pita e poi adagiamole su un piatto..
Quando la carne sarà ben cotta serviamola sopra il suddetto piatto con pomodoro e cipolla crudi e cospargiamoli di abbondante tzatziki che tanto ne abbiamo fatto un casino e dovremo pur finirlo.

Tra un morso e l'altro, tanto per sviare l'attenzione dal sapore del cetriolo, che quando meno te lo aspetti ti assale, prepariamo un piatto con del formaggio di pecora fuso in padella e dei tocchetti di feta, entrambi irrorati dalla dolcezza del miele che avidi tenevate in un barattolo da quest'inverno, che per la gola a me guarda solo con quello mi passa...

Bene, la cena è servita o, come dicono in Grecia, Βάλτε το επάνω αγγούρι κώλο σας.

Alcuni dei commenti a caldo dai partecipanti:

Ho manciato da Dio!

Ho mangiato come un Papa!


Meehehe!

12.7.11

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 2 (post che avrei dovuto scrivere il 04.05.2011)


Capita che a volte, durante la settimana, ritorni il mercoledì.

La spesa la facciamo di sabato e se le coincidenze astrali  ci fanno passare il fine settimana in casa, beh, questo significa una sola cosa: frigo vuoto!
Uno di quei vuoti che, se fosse ancora vivo, J.P. Sartre mi invidierebbe da quanto vuoto è, e garrulo andrebbe a bussare alla bara di Kierkegaard sfottendolo sulla visione salvifica della zucchina.

In questi casi di estrema penuria l'unica soluzione possibile per risolvere la situazione è lui: IL FREEZER!

 A dire il vero ci sarebbero anche soluzioni:
- abbiamo un telefono sottomano e chiamiamo la signorina dell'892424 (musichina) chiedendole il numero del take-away più comodo. Il costo della telefonata è equivalente alla quota cene dei prossimi 3 anni.
- siamo l'A-team e con lo sportello del frigo, una forchetta, la poltrona massaggiante e la fiamma ossidrica, che tengo per ogni evenienza in cucina dietro al mangiare per i gatti, costruiamo una trivella che neanche Bruce Willis quando muore in Armageddon (ops!) e attraverso un foro nel muro attingiamo direttamente dal frigo del vicino
- siamo MacGyver e con il filtro della caffettiera, il forno a microonde e alcuni semi raccolti in terrazza, riusciamo a far germogliare e fruttificare istantaneamente alcune piante dell'orto, che oltre a darci frutta e verdura fungeranno da esca per delle quaglie che cattureremo con le calamite che sono dentro la cornetta del telefono
- siamo Chuck Norris, e vabbè... Quando Chuck Norris ha una fame che non ci vede, è la fame che non ci vede!

 Comunque eravamo rimasti al freezer. Delle capacità messianiche del freezer parlerò un'altra volta. Per ora la fortuna, il caso, la serendipiti e l'entanglement hanno voluto che ci fosse un petto di pollo rannicchiato tra il minestrone in busta e una scatolina di plastica dal contenuto indecifrabile e con un'etichetta 'AB qualcosa...'.

Dal frigo ho estratto come un trofeo 2 zucchine e un uovo allevato a terra (così c'è scritto sulla confezione!).
 La ricetta di stasera è: straccetti di pollo ai sapori orientali con crocchette di zucchine al forno.
Prendiamo il petto di pollo e scongeliamolo in microonde (vedi MacGyver...), nel mentre tagliamo le zucchine a rondelle di circa un cm. Anzi no, tagliamole perfettamente a rondelle di un cm esatto, non si sgarra, non un millimetro di più non uno di meno, altrimenti la ricetta non riesce. Mettiamole a scolare in modo da far loro piangere l'acqua che contengono, se piangono liquidi diversi dall'acqua tipo sangue o aperol fermi tutti: è un miracolo, ma desciòmastgoon e faremo la ricetta ribatezzandola zucchine JPII.

In una ciotola dividiamo l'albume dal tuorlo. Mi raccomando, l'albume è quello trasparente (dal latino albus= bianco - come Albus Silente che ha i capelli bianchi), il tuorlo invece è quello tondo rosso (sempre dal latino torulus= tondo - come Dominic Toretto che c'ha tutti quei bozzi).

Ora, prendiamo del pan grattato e della farina e ognuno per conto suo li mettiamo in un piatto li insaporiamo con pepe, sale, basilico, prezzemolo e un po' di salvia.
Prendiamo una rondella di zucchina, la pucciamo nell'albume, la passiamo nella farina, la ripucciamo nell'albume e la passiamo nel pangrattato. Mi raccomando, l'ordine è questo, non si passa prima di pucciare, non si inverte la farina col pangrattato, non si fa il simpatico con una in fb se sai che tua morosa ti legge!
Ogni rondella la mettiamo in una teglia, quando abbiamo finito le rondelle mettiamo la teglia in forno a 220-240°C per x minuti (dove x è il numero di minuti necessario per far evaporare l'acqua delle zucchine, permettere che l'ovalbunina inizi a cougulare e agli zuccheri del pane di scatenare la reazione di Maillard...insomma, quando vi sembrano pronte assaggiate!)

Mentre cuociono le zucchine prendete il pollo, stracciatelo per fare degli straccetti, pucciateli nel tuorlo d'uovo, passateli nella farina avanzata, metteteli in una padella e conditeli con un mix di spezie, naturalmente improvvisando le dosi e magari chiamando le droghe con dei nomignoli, io ci ho messo: papry, zenzy, moscatenut,channel,can-cuminin,cardamommy,  sally e peppe.

Cuciniamo a fuoco allegro fino a doratura.
Sono le undici e mia morosa non è ancora arrivata a casa.
Cotto, pronto e da mangiare...