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31.12.12

Un post per ogni cosa, ogni cosa al suo post


Certi sentieri non hanno un percorso predeterminato.
Mutano.
Si lasciano trasportare dal caso più che dall'esigenza, modificano il proprio senso in funzione di un tentativo più che di un'occasione.
Sono ipotesi, prove, abbandoni.
Certi sentieri non ti portano a niente. Eppure a ogni niente ti illudono di essere arrivato da qualche parte.
Fuggono sia dai sogni che dalle concretezze. Sono altro. Altro rispetto alla fatalità, al destino, al calcolo, alla programmazione. Altro anche rispetto alle fortune, agli sbagli, alle coincidenze.

Non è una questione di soddisfazione, si badi, ma solo l'ipnotico perdersi tra le dinamiche di un'arnia, nei giri turbinosi di una foglia nella corrente, nelle linee incise sulla retina dalle miodesopsie.

C'è tutto un mondo lì fuori, qui fuori, che è stritolato da sentieri che portano verso le cose che non ho fatto.
Radici di baobab a soffocare B612.

Pare che il duemiladodici sia finito. Oggi.
Sono arrivato tardi, troppo anche per me.
Di quel che avrei voluto dire, o meglio scrivere che io non parlo, si è affossato tutto nella testa. Come le macchine ferme sul ciglio del fosso immerse nella nebbia. E preme. Preme senza sapere da dove uscire.
Non ho fatto:
- un post sulla Profezia dell'Armadillo
- un post su quanto sia ridicola la colazione a letto che ti mostrano nei film in confronto a cosa accade nella realtà
- un post su quanto figa sia Julie Andrews in Mary Poppins
- un post sul fatto che agli esami di quinta elementare ho portato una ricerca sull'ornitorinco
- un post sull'ornitorinco che faccia rosicare sia i creazionisti che gli evoluzionisti
- un post sulla prima fiaba di Andersen
- un post su Gesù che se fosse vivo sarebbe su facebook (e sarebbe vecchissimo)
- un post per spiegare che Giuseppe non sono io
- un post su quanto buono venga il tiramisu usando il caffè al ginseng e il Vov
- un post sui migliori fumetti che ho letto in quest'anno, divisi per categorie e con le signorine mezze nude che danno i premi
- un post in cui dico chi sono
- un post che s'intitola Cadaveri e Papere
- un post su 'sta cazzo di echidna che se no pensano che Giuseppe sono io
- un post come quello degli animali rari però con le temibili frequentatrici di questo blog che sono ancora più rare
- un post sull'Orso Atomico
- un post su come si sta
- un post con le trasmissioni tarocche di Real Time, tipo il re delle trote e cugine da incubo
- un post in cui parlo bene di qualcuno
- un post sulla cucina con gli avanzi
- un post su quella volta (la scorsa settimana) che c'era all'Auchan il Ken T.V.B. Fidanzato Perfetto e a un certo punto ha cominciato a ripetere 'Barbie sono gay!'. Tutta la scaffalatura.
- un post sul primo ricordo che ho
- un post su come ci si possa innamorare di una sconosciuta vista sull'autobus
- un post sul giorno che ho smesso di sognare
- un post sui mignoli
- un post sulla copertina giapponese de I Pilastri della Terra
- un post su quando ci si toglie gli occhiali per sfumare lo sfondo dietro a degli occhi verdi
- un post, il terzo, sui telefoni usati da Nathan Never
- un post su quando piove a Cùcuta
- un post su Santorini
- un post sugli anticipi
- un post su come non sia servito a niente
- un post sui post
- un post su una cosa su cui mi hanno detto di scrivere un post
- un post a scelta tra chi lo richiede entro domani

Ecco, ci sono sentieri che non necessitano di avere una meta, forse nemmeno una partenza.
Ci sono.

E non ha senso percorrerli, per questo ci sono. Per obnubilare la mente, fingere, farti credere di arrivare.
Ci sono sentieri che si perdono nel nulla.

Se mi cercate io passo per di lì.

[Niente, è finito anche quest'anno. L'inizio incombe, scrivevo la volta scorsa (cazzo, c'è anche una volta scorsa, questa costanza mi ucciderà), e continua a incombere.
Forse ci sarebbero delle cose da dire. No, nulla di serio.
Comunque non ho voglia di farvi gli auguri, cercateveli, tanto qui più o meno ci sono. E poi non servono.

Può essere che ci sia anche l'anno prossimo. Io dico. L'anno prossimo ci sarà di sicuro. L'italiano è lingua ambigua.
(non mandatemi foto di tette)]

2.12.12

Il reo della foresta


Dato che questa è la miglior rubrica di animali rari che si possa trovare su questo blog (dati Nielsen - elaborazioni Epson computer), è un onore poter ospitare finalmente un animale davvero rarissimo.

Prima di iniziare vorrei quindi ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo avvenimento:
innanzitutto ringrazio l'ambasciata finlandese che in uno sforzo congiunto con il consolato Turkmeno e la segreteria di Stato di Bali hanno resi disponibili i visti per muoversi nelle zone di avvistamento, poi il team medico-veterinario che per mesi ha analizzato delle tracce di materiale organico ritrovato su una corteccia di betulla nana del Madagascar, il catering, l'inventore dell'estathé, Piero Angela, la Canon che ha fornito le telecamere per la termografia, la mia gatta (la Yuleimi non l'altra di cui non ricordo il nome). Ma soprattutto vorrei ringraziare la persona che più di tutte mi è stata vicina in quest'avventura, mi ha consolato quando i risultati non arrivavano e ha gioito con me (molto gioito) per i successi: grazie Gesù.

Forse dovrei ringraziare anche Minerva, è stata lei a lanciare il dado stavolta

La ragazza è sempre stata un po' confusa

Comunque, bando alle ciance, si parla del pirlofallo bineuronico (penismentula bicefala).

Questo riservato esserino vive nascosto tra le biforcature muschiose delle foreste vergini, o almeno così si suppone dato che non esiste una documentazione videofotografica che possa attestare le effettive abitudini di questo misterioso animale.

La sua esistenza è invece comprovata in diverse trascrizioni di testi copti del secondo impero. 
A cavallo tra scienza e mito, il nome pirlofallo è passato attraverso i secoli negli studi di scienziati di tutte le epoche che hanno cercato di scoprire quanto possibile sul suo comportamento.


Un disegnatore del '500 cerca di immortalare il pirlofallo tramite una camera oscura
Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia scrive "è il pirlofallus di squame forse coperto, e penne e plumus con varipinta livrea, del popolo e di Dio timoroso tanto ascoso quanto dell'oscurità amico..."

In realtà, studi recenti hanno dimostrato che il corpo del pirlofallo è protetto da una sottile pellicola cutanea molto elastica, necessaria per le sue estroflessioni, narrate anche da Dante nella Divina Commedia:
"sì che ascosa fera in nuda pelle,
solea salir e discender quasi scale
e a rimestar qual lucenti stelle
pareano gli occhi di quell'animale" 


C'è chi dice che il suffisso bineuronico indichi la natura bicefala dell'animale, con due teste assolutamente indipendenti e in costante contrasto tra loro. Questo parrebbe dedursi dalle strane tracce lasciate sul terreno e imputate al pirlofallo, impronte che sembrano delineare un andamento incerto e altalenante, quasi che ognuna delle due zampe posteriori volesse seguire una direzione differente.
Pare però che questo dipenda da un'errata interpretazione di un testo di Linneo che aveva (parrebbe) la copertina al contrario, questo particolare trasse in inganno un naturalista di Helsinki che descrisse nel suo testo About Pirlifallus tale natura bicefala. Recenti foto termografiche hanno invece dimostrato che le due protuberanze sono ghiandole posizionate alla base del lungo cranio elissoidale.
Nella termografia scattata nella giungla di Bali vediamo l'unica prova dell'esistenza del pirlofallo
Alto a garrese pochi centimetri, il pirlofallo è un animale poco socievole che ha contatti con gli altri della propria specie soltanto nella stagione degli amori. Poi è tutto un ti chiamo io, ci becchiamo in giro, no oggi non posso, il tuo sms non mi è arrivato.La dieta non è ancora ben conosciuta, ma dagli escrementi parrebbe ghiotto di Gocciole, alimento che trafuga dai convogli ferroviari che attraversano la taiga.

Poco altro ci è dato di sapere su questo straordinario animale colpevole solo della propria timidezza.

(lo so, a rileggerla 'sta cosa non fa nemmeno tanto ridere, anzi. È che ormai mi ero messo a scriverla e non avevo voglia di ricominciare a pensare ad altro. Quindi, fatevela bastare. Se volete potete pensare che sia una cosa vera, vedrete quanto interessante potrà sembrare e soprattutto che figurone farete coi vostri amici parlando di questa sensazionale meraviglia della natura. Vi dirò di più, parlate del pirlofallo bineuronico e vedrete che si scopa di sicuro. Assicurato.)

[In realtà è tutto un modo per farvi desistere da lanciare nuovamente il dado. Ma tanto so che qualche mano fedifraga è già pronta a compiere quell'atto immondo. Il secondo oggi, per tale mano).

Sigla.