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8.8.14

Il bustino di Minerva






Io trovo belle le foglie secche che incontri sul ciglio della strada a maggio, nel tripudio della primavera, l'amplesso orgiastico delle fioriture a mitizzare rinascite e smelensa vita che va avanti, e loro, a dondolare marroncine sulla turgidità di vigorosi fili d'erba nuova, loro, morte. Pire funebri che si confondono tra i fuochi di una festa paesana.

Poi trovo belli, anzi bellissimi, i centri commerciali.
Quelli immensi, dove sei sicuro di non conoscere nessuno, dove le commesse non ti chiedono "posso aiutarti?" appena varchi i confini sanguinanti del loro territorio.
I non-luoghi li chiamano, come se fossero un quadro di De Chirico, un paesaggio piangente di Dalì, un freddo taglio di Fontana.
Sono belli della stessa bellezza di certi libri russi, dove le storie s'intrecciano senza toccarsi, quasi con deferenza, o forse solo per troppo coinvolgimento nel proprio piccolo mondo, singoli, coppie, famiglie vocianti di passeggini, ognuno a raccontarsi a sé stesso, inibendo la percezione di essere vetrine che si mostrano tra altre vetrine. Con tatuaggi, vestiti, confidenze, modi di dire, belli anche quando sono tragici o orrendi o di cattivo gusto o inadeguati o ridicoli o offensivi, o belli.

Infine, se proprio dovessi dire di qualcosa che trovo bello (oltre ai temporali, intendo, e le piante carnivore, e i frutti in marzapane, e le penne Replay quelle vecchie, e le spiagge vuote, e le nebulose [ma anche tutto il resto che c'è nello spazio a parte noi], e gli occhi di una donna nell'attimo prima di venire, e la trasparenza dell'acqua dei ghiacciai, e gli ornitorinchi, e i sorrisi dei vecchi, e le tastiere con tutte le lettere scolorite, e altre cose che ora non mi vengono in mente), beh, dovessi dire di qualcosa che è davvero bello direi la pizza il non arrendersi.
Il non arrendersi è meraviglioso, lo stercorario che va a riprendersi la sua pallina di merda appena rotolata giù è bello, non farcela e riprovarci è bello, sopravviversi è fantastico, fregarsene del risultato e continuare, e continuare, continuare è stupido e stupendo.

Ecco, con un po' di ritardo questo è quel che penso della bellezza.