Visualizzazione post con etichetta mi spalm. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mi spalm. Mostra tutti i post

10.4.12

Se serve vi porto i dischi...


[Attenzione: questo post conterrà errori, ma non ho voglia di rileggerlo!]


Vent'anni fa.

Sembra una cosa detta a caso, un'ipotesi più che un periodo reale. E invece vent'anni fa è esistito.
Addirittura ne avevo sedici di anni vent'anni fa.

Avevo appena imboccato l'ennesimo bivio, l'irrecuperabile scelta fatta per inseguire la pedante irrequietezza immobile dei miei introversi sentimenti. Emozioni che come velcro si aggrappavano a un ideale, fino a consumare i giorni nel combattere per la sua irrealizzazione. Scelte stupide, eppure inevitabilmente mie.

Ecco, c'era lei e molto altro. Ma quando c'era lei (e anche quando non c'era) quell'altro si limitava a essere funzione del cercarla e della mia naturale propensione per il non trovarla.

Comunque me l'ha chiesto lei in un pomeriggio sospeso: com'è che fa quella canzone...
E il giorno dopo avevo già la cassettina in tasca mentre pedalavo verso le nostre serate confuse e chiassose.

Italyan, Rum Casusu Çikti. Vent'anni fa.
TDK da 60, il cuore in gola mentre la bici modellava la velocità del vento, le parole in loop nella testa mentre la ruota zigzagava tra le strisce della mezzeria. E quel sorriso.

Ecco, quel sorriso...


Se non avete mai ascoltato Italyan, Rum Casusu Çikti non li avete decisamente vissuti tutti questi anni.
Ma se non sapete quel sorriso, beh, per quanto possiate aver creduto di vivere vi assicuro che non è successo. Vi hanno sciolto nel bicchiere dei ricordi un placebo di esistenza, ingannato le vostre esperienze con le cure palliative dell'artificio. Non ci siete stati, non c'eravate, non ci siete ancora
Non senza quell'attimo.


Sedici anni. E l'ingenuità di vederle così le cose.
Come adesso, eppure l'opposto.




Tutte le curiosità su quel disco le sa Marok, e ciclicamente mi capita di capitarci partendo da tutt'altro.


Io di cose mie so che continua a essere uno dei migliori dischi del mondo, e ogni tanto ti viene in mente una canzone e poi dici: cavolo, era in quella cassettina lì, quella che ti si è fusa nell'autoradio quando i tuoi amici cazzoni avevano scoperto che schiacciando insieme i tastini del FFWD e del FRWD faceva l'autoreverse e sono stati mezza giornata con la Bic a tirar su il nastro e poi te l'hanno ricomprata.
So che quando vengono a fare i concerti in veneto il finale di Ragazza che limoni sola potrebbero anche farlo originale che qua lo capiamo.
So che Sting è stato un grande.
So che Cartoni animati giapponesi arriva dopo, ma quando arriva non esce più.
So come faranno quattro elefanti a stare in una Cinquecento.
So che continuavo a chiedermi se l'albero a basso momento d'inerzia esistesse davvero, e di motori non mi sono mai interessato come in quei 5 minuti.
So che le alci sono bestie silenziose.
So che le ho cantate quando stavo bene e soprattutto quando stavo male, e ogni volta è servito.

So soprattutto che se ti duplichi una cassettina da 60, il lato B non ci sta tutto: finisce con il fantasma formaggino che sfida l'italiano gridando "Su questo panino non mi spalme, mi spalme, mi spalm." Silenzio. Nastro che scatta.

MI SPALM. Finiva così ed era perfetto.
Negli anni ho conosciuto genti, giuro, convinte che quella fosse la vera fine, assuefatte da quel troncamento improvviso, inatteso, delizioso addirittura.

Mi spalm. Che quando mi sono comprato il CD avrei voluto rigarlo per recuperare il brivido di quel finale.

Vent'anni fa usciva 'sto disco. Un po' come me, che iniziavo a essere davvero.
Ascoltatelo e fate una carezza ai vostri bambini, e dite loro Mi spalm.


MI SPALM!