ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
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27.3.13
incerte notti
Dormi, adesso.
Davvero, dormi. Non c'è più nemmeno il rumore dissennato della notte a disturbarti, non quassù, sospesi sul limitare dell'orizzonte. Solo il vento.
Ti guardo da qui, dalla luce funerea di questo inverno prepotente, sei lì, accoccolata come un'equilibrista sul filo che separa sole e luna, il mio mondo dal tuo.
E io di qua, lontano, ti osservo.
Sei bella.
Di nuovo ho smarrito le parole, io, compulsivo d'aggettivi, prolissità da punta delle dita: e dico bella.
Come se non esistesse nessun'altra immagine in cui riporre il pensiero che percorre questa distanza che lenta sfuma verso il tuo sonno.
Non è avvenente, seducente, incantevole, affascinante. Solo bella, come il torpore cullato dal caldo buono delle lenzuola.
E dormi.
Fossi un poeta ti canterei la mia ninna nanna, di stelle e intenti, di mondi nuovi, di dolci stenti, di te che provi a dare un senso a questo tempo, di me che penso a te che intanto, stai già dormendo, così lontano, da questo mondo, dalla mia mano; in questa notte, silenzio e sogni, le cose dette non son più pegni, tu che nascondi nella mia penna, pochi secondi di ninna nanna.
Ma non sono un poeta, lo sai, so solo guardarti. Affidare alla memoria la necessità di non perdere quell'attimo, guardarti, scandendo la meraviglia al tempo del tuo respiro. Nient'altro.
Finché non viene notte, non viene sonno.
E sto lì, senza nemmeno sfiorare i tuo capelli, ma volendolo.
Sussurrando una ninna nanna che si perde nel momento in cui gli occhi si abituano a questo buio, in quell'attimo esistono le mie parole, solo lì.
E buonanotte.
22.10.11
'notte
Buonanotte di spine e sangue
avvolti in un silenzio che langue,
di delirante luna dea di sbagli
soffoca la penna sui miei fogli;
buonanotte di vento e nulla
di nubi che coprono l’ultima stella,
di crudi strepiti di cuore
di labbra svinte di piacere…
buonanotte a un’altra rea,
un angelo che porta in sé l’inferno,
la cieca furia di un’idea
la bianca stretta sul mio sterno,
l'attesa confortante di un bersaglio,
che inebria e uccide e muore e muoio,
l’etereo sospirare del suo viso
è un sogno che mi svela il paradiso.
Buonanotte di suoni sparsi,
del battito di questi tasti spersi;
buonanotte a un viaggio senza orme
che sfiora l'alba di un giorno che non dorme.
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