ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
17.12.13
Benedetta Parodia (consigli per gli acquisti 2)
In seguito a questo post, in diverse persone mi hanno scritto desiderose di ricevere ulteriori suggerimenti per libri da regalare durante le festività.
Il Natale, si sa, è il momento migliore per regalare libri a persone che non sanno proprio che farsene. A gente che li avrebbe preferiti magari con la copertina un po' più blu, a quelli che avevo proprio deciso di iniziare a leggere quest'anno, a quelli che qualcuno mi spiegherà come si usano 'sti robi.
Comunque, sapete che non mi piace fare pubblicità o peggio ancora una marchetta di questa o quell'opera. Ma mi sono stati chiesti dei consigli e li darò.
Magari non saranno titoli interessanti come Creare energia coi gatti, ma il mercato langue. In Italia pare che nessuno voglia più scrivere libri.
Voglio però precisare che a me niente ne viene, non ho nessuna relazione con gli autori o gli editori.
Segnalo soltanto alcune cose che mi sono piaciute in modo che possano piacere ad altri.
Qui di seguito vi indicherò quindi qualche libro che dovrete assolutamente leggere o far leggere, poi nei prossimi giorni, se me ne verranno in mente altri, ve ne segnalerò ancora.
Se qualcuno deve fare qualche regalo in particolare e necessita di un qualche genere specifico, beh, basta chiedere, magari qualcosa salta fuori.
Oggi comunque parliamo dei libri di cucina.
12.12.13
Consigli per gli acquisti
Ogni tanto risalta fuori quella cosa del motore a gatto imburrato.
Avete presente quel paradosso per cui, se appiccichi alla schiena di un gatto una fetta di pane imburrato, dato che entrambi tendono a cadere dalla loro parte, si forma un ciclo infinito che permette al gatto imburrato di librarsi illimitatamente a pochi centimetri dal suolo.
Il moto perpetuo è da sempre affascinante, ma creare energia coi gatti lo è ancora di più.
"Creare energia coi gatti" è appunto il titolo di un breve saggio, scritto ormai nel secolo scorso, da un giovane ricercatore italiano dilettante autodidatta vedovo: Alessandro Votla.
Votla morì in circostanze misteriose, prima di poter brevettare il macchinario che egli stesso aveva costruito nei laboratori dell'Università di Padona. Il suo corpo fu ritrovato riverso sul pavimento del monolocale in cui viveva in assoluta povertà. Al suo fianco furonorinvenute dagli inquirenti alcune inequivocabili macchie di carburante fossile, ma, nonostante la loro matrice fosse evidente, questo non bastò per procedere penalmente contro le lobby del petrolio che erano ovviamente implicate.
Da allora del sistema di Votla non si sentì più parlare, i suoi studi scomparsi, la sua memoria infangata, le poche copie del suo saggio trafugate.
Nell'agosto di quest'anno però, nell'incavo di una scrivania della biblioteca di Padona fu ritrovata una copia del manoscritto preparatorio dell'opera del Votla.
Ora, grazie a un team di scienziati e ingegneri naturalmente islandesi, il sogno di creare energia coi gatti è ritornato in auge e si stanno già sperimentando le prime citycar a trazione felinocasearia.
Nessuno ne parla naturalmente, le tv tacciono e i mass media preferiscono sviare l'attenzione su altro, eppure già nel 2015 metà degli islandesi guiderà una ButterCat: consumi irrisori, zero inquinamento e prestazioni di un veicolo sportivo.
Un coraggioso editore ha finalmente stampato il saggio di Votla, in modo che tutti possano sapere.
Se questo Natale volete farvi o fare un regalo direi che non potrete trovarne uno migliore.
Creare energia coi gatti di Alessandro Votla. Cercatelo su Amazon.
Etichette:
alessandro votla,
consigli per gli acquisti,
creare energia coi gatti,
libri,
strenne di natale
26.7.13
Non c'è due senza tremors
[AVVISO: questo post mi è uscito fuori inutilmente e irragionevolmente lungo. Fatevi un favore, utilizzate meglio questo tempo. Drogatevi.]
Con buona pace di Marc Augé, mi sento sopraffatto dai nonluoghi. Cioè, penso proprio che abbiano ragione loro. (che poi, dire che un luogo è un nonluogo è come dire che l'omosessualità è innaturale, IMHO).
Ecco, la frase sopra non c'entra niente col resto, ma erano anni che avrei voluto dirla e finalmente blogger me ne ha dato l'occasione (tra l'altro completamente
Giravo in libreria, ieri. Io non leggo molto. Non me ne sto vantando, eh. Potrei vantarmene, lo fanno in tanti. Io non me ne vanto. Sono un modesto. Un modesto lettore.
Una volta sì, una volta c'era solo quello. Adesso non leggo molto, è colpa mia, ma vabbé, anche questo è un altro discorso.
Giravo in libreria. Nelle librerie di oggi, che quelle dei miei tempi erano ben diverse, per dire, non c'è la sezione fantascienza. Giuro. C'è solo il cartello con scritto Fantasy. E sotto Bradbury, Dick, Asimov, Brown, Simak... in mezzo
E poi i vampiri. Che se non hai scritto un libro di vampiri non sei nessuno.
Anzi, non eri nessuno, l'anno scorso.
Vabbé, non volevo parlare nemmeno di questo. (bestemmie)
Ah, quest'anno per essere qualcuno devi aver scritto un libro con un'alta percentuale di sessuomania.
Che sono quei libri che hanno lo stesso rapporto orbitale-elettrone e se li apri a caso hai tipo il 90% di probabilità di trovare la parola 'cazzo' o comunque una diversa modalità d'uso dello stesso.
S'intitolano tutti 'io ti guardo', 'io ti sento', 'io ti sottometto', 'tu mi sottometti', 'legami', 'slegami', 'no così mi fai male', 'cretino mi hai legato al paraurti dell'autobus'.
Non mi metto nemmeno a discuterne. Volete leggerli? Leggeteli... Ma sappiate che non scoperete di più, o così. Ma forse è proprio quel che si vuole. Che lo facciano gli altri il lavoro sporco. (bestemmie)
Comunque, ero lì in questa libreria e mi capita di fronte questo
"Romantico come un giorno, ironico come Fabio Volo".
Lo so, lo so che siete tutti lì a chiedervi 'ma che cazzo significa ironico come Fabio Volo'?
E non lo so. Però posso spiegarvi cosa vuol dire 'romantico come un giorno'.
Prima però vi racconto di cosa parla 'Buongiorno amore'. Prendo dal sito dell'editore, così non sbaglio:
"Capelli rossi e occhi verdi, Agnese studia tanto, è testarda e in testa ha un sogno: diventare medico. Ricco e affascinante, Lorenzo è cresciuto in mezzo ai lussi e alle comodità, la fotografia e il cinema sono le sue passioni. ...Agnese e Lorenzo attraversano tra incontri e scontri tutte le stagioni della vita, amandosi e allontanandosi, fino al giorno in cui finalmente il destino deciderà di aiutarli..."
Bello eh?
Comunque, Un giorno è un altro libro.
Romantico come Un giorno.
Lo so che non si capiva. Ma quando si cerca la sintesi non sempre si riesce a farsi capire.
Tipo.
Non è così facile.
Comunque, Un giorno è un libro di Nicholls David che parla di "due ragazzi che si incontrano nel momento più bello della loro vita, quando tutto sembra possibile. Ma si dicono addio, e le loro strade si dividono.
Per venti anni si inseguiranno, tenendosi in contatto, raccontandosi tutto, pensando all'altro con nostalgia e desiderio. Senza poter mai dire se è vero amore."
Ah, "lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali."
Cioè, in pratica sulla fascetta c'è scritto il libro da cui ha copiato.
Però non volevo parlare nemmeno di questo.
Insomma, vado in questi nonluoghi e finisco al supermercato.
Adoro la gente del supermercato.
Cerco dei gelati, non il Winner Taco che non esiste più (bestemmie), e nel banco frigo trovo questo
'Microondabili'. MICROONDABILI??? (BESTEMMIE).
Che l'inglese è una lingua figa, si sa. Basta mettere alla fine di una parola ness, less, lity e tutto diventa più chiaro, pratico, handable...
Ma l'italiano no (bestemmie), l'italiano non deve essere rapido, se Dante fosse stato rapido avremmo forse la Divina Commedia ora? Un concetto va spiegato, non si può liquidare con una parola, non è italiano. Li vedete i vecchi seduti la sera davanti all'uscio di casa sulle sedie impagliate? e a capannello di fronte ai lavori stradali? Ecco, se quei discorsi da vecchi che han da dirsi potessero sintetizzarsi in una sola parola come pensate che vivrebbero? Di merda, ve lo dico io. I vecchi inglesi dicono 'microwaveble' e poi si guardano negli occhi gonfi di umor vitreo e annegano nei silenzi. E si ammazzano tra di loro. I vecchi inglesi. Esiste addirittura una parola che indica gli omicidi-suicidi compiuti da vecchi dopo il settantesimo anno di età a causa della frustrazione derivante dal non aver niente da dirsi. Un'unica parola.
E noi qui, in Italia, abbiamo microondabili. (bestemmie).
Che ad averlo saputo prima stavo a casa. Manco ci andavo al supermercato.
Microondabili. E poi? Barbequabili? Woccabili? Pentolapressionabili?
Che bitterness!
(bestemmie)
Etichette:
bestemmie,
buongiorno amore,
fantasy e merda,
il trogolo di spanne,
librerie,
libri,
microondabili,
romantico come fabio volo
24.8.11
Pierre Menard, autore del Chisciotte
Google oggi mi dice che ricorre il 112° anniversario della nascita di Borges.
Non mi ricordo quanto tempo sia passato dalla prima volta che ho tenuto tra le mani quel libricino 'Finzioni', erano diversi anni fa, molti probabilmente.
Addirittura troppi, e non credo di essere riuscito a comprenderlo pienamente. Forse neanche adesso.
Ma mi ricordo di essere rimasto assolutamente affascinato da un racconto.
Lo rileggevo di continuo. Lo trovavo assolutamente geniale, disarmante.
Lo credo ancora, e ogni tanto mi chiudo nel mio silenzio e lo rileggo. Sognante, incantato, meravigliato.
E invidioso.
E' questo qui.
Non mi ricordo quanto tempo sia passato dalla prima volta che ho tenuto tra le mani quel libricino 'Finzioni', erano diversi anni fa, molti probabilmente.
Addirittura troppi, e non credo di essere riuscito a comprenderlo pienamente. Forse neanche adesso.
Ma mi ricordo di essere rimasto assolutamente affascinato da un racconto.
Lo rileggevo di continuo. Lo trovavo assolutamente geniale, disarmante.
Lo credo ancora, e ogni tanto mi chiudo nel mio silenzio e lo rileggo. Sognante, incantato, meravigliato.
E invidioso.
E' questo qui.
17.7.11
N.O.X. - ovvero da domani la smetto col fumetto
Prendete Martin Mystère, imbottitelo di Ritalin e Pentotal, bendatelo, bollatelo come una raccomandata con francobolli di LSD. A questo punto chiedetegli cosa sta vedendo.
Direi che con questo semplice trucco riusciremo ad avvicinarci al concetto di verbosità di N.O.X.
Troppe parole, troppo scritto, didascalie inutili, dialoghi strabordanti, baloon gonfi come a una gara di Big Babol.
Gli argomenti trattati?
Interessanti, attuali, vissuti da un punto d'osservazione che forse si era visto solo nel compianto Lazarus Ledd.
I protagonisti?
Un gruppo variegato, con dinamiche diversificate e un ruvido melange di caratteri.
I disegni?
Quando non sono coperti dai dialoghi sanno difendersi. Più quelli del primo che non quelli del secondo, a mio parere.
Quindi cosa c'è che non va?
Semplicemente il medium.
Se per leggere 94 pagine di fumetto ci metti lo stesso tempo di un libro di 50 pagine, beh, i casi sono due:
- il libro è scritto con font 42
- il fumetto ha troppo da dire
N.O.X. non è fatto per essere un fumetto.
Non ne usa il linguaggio. Non segue le regole classiche ma non ne definisce di nuove.
Potrebbe essere un buon libro. Di quelli da leggere in spiaggia, con la sabbia che si incastra tra le pagine.
Un Forsyth, un Ludlum.
Ma un fumetto, no.
E dato che qui non si parla di libri...
Iscriviti a:
Post (Atom)












