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20.5.14

Il circolo delle verità


In questi giorni di furibonda campagna elettorale, mi è presa la malaugurata idea di interessarmi di quanto sta succedendo nell'internet, e in particolar modo sui social.
Non che ci siano fenomeni tanto differenti dai soliti, è che in questi giorni sono inevitabilmente più evidenti e insopportabilmente esponenziali.

Comunque il fenomeno tipico di queste settimane è la condivisione di foto o video con frasettine a effetto, velate intimidazioni, accorati sursum corda e incuriosite indignazioni da umarell.
Quello che un po' contraddistingue tutti questi contenuti multimediali è l'immancabile cerchietto rosso per evidenziare questa o quella vergogna, ingiustizia, nefandezza o virtuosità, a seconda del contesto.

La cosa più rilevante però è che nella maggior parte dei casi all'interno di quel circolo scarlatto non c'è nulla di importante. Anzi, a volte non c'è proprio nulla in assoluto.
Però, e questa è una cosa di cui i telegiornali non ne parlano, basta mettere un cazzo di circoletto rosso perché le parole che andiamo a scriverci di fianco diventino inoppugnabilmente vere.
Cioè, il concetto di fact checking crolla miseramente di fronte alla potenza evocativa di un semplice giro di mouse con paint.

E vi assicuro che funziona! Se poi aggiungiamo che ormai la condivisione di un video prescinde addirittura dalla visione dello stesso, e si limita a basarsi sul titolo o meglio ancora sul suo originante, beh, la frittata dell'internet è fatta.

Quindi, dato che non ho assolutamente voglia di addentrarmi nei contenuti o nelle discussioni politiche, io mi stavo chiedendo: ma cosa sarebbe successo se Gesù avesse avuto lo stesso ufficio stampa di Beppe Cristo Grillo?

Ecco.






29.4.13

Acredine


Siamo tutti stanchi. Lo si nota.
Mi capita di percepirlo girando per i blog, non lo faccio spesso, non partecipo, non scrivo, non lascio in ostaggio link da barattare con questa velata asocialità.

Ogni tanto mi chiedo come faccia la gente, gente, ad azzuffarsi così meticolosamente nei thread di un forum, tra i commenti di facebook, nella costrizione di un tweet... Ci metterei anche una punta di invidia se ne avessi, che proprio non mi viene. Menefreghista forse, disappassionato. Magari solo incostante.

Che viene poi da chiedersi 'sta gente, gente, ma il tempo, la voglia, la perversione mentale per enucleare, sviscerare, dibattere, rintuzzare... Sì, ho capito. Sono io. (segue dibattito).

C'è che ogni tanto si riusciva anche a farsi due risate con certi post, miei dico, mentre ultimamente boh, che forse era boh anche prima e ci siamo solo aperti gli occhi. Non ho ancora parlato in seconda persona, sembrerebbe essere un buon segno.

Di cose che mi hanno fatto ridere di recente ho visto questa.

Con la scala. Da solo. E perlopiù con quella smorfia di arroganza di quello che dice: mi tocca fare tutto a me, spostatevi, faccio io, e non provate a scendermi, dammi il martello tu: ecco così si crocifigge. Chi fa da sé fa per tre! (svelato il mistero della trinità).

Eccolo il vero inciucio! Secoli e secoli a dare la colpa a questo o a quello, e poi si scopre che ha fatto tutto da solo.

Da non crederci, direbbe Tommaso.

E approfitto di questa liaison per mettere a caso delle rappresentazioni dell'incredulo Tommaso, così tanto per dimostrare che anch'io non ho un cazzo da fare eppure non mi viene di andare a litigare nel web 2.0 (che a noi che arriviamo dall'1.0 'sto passaggio di grado non c'ha mai convinto del tutto)

- Ecco vedete, adesso che ho insaponato la mano soffio sul palmo et voilà: le bolle!
- Ohhhhhh!


 - Senti che addominali. Queste son 3 ore al giorno di crunch altro che integratori e pane azzimo. Ora mi tolgo l'asciugamano della sauna e ti mostro gli adduttori!


- Ma è un braccio o una lampada della Floss? C'ha il buco per la lampadina, direi lampada.
- Luce da luce.



- Fammi annusare 'sta ascella, che non basta depilarsela bisogna anche lavarsi ogni tanto. Che dopo la gente pensa che siamo dei buzzurri... Mi fai sempre vergognare!
-  Ma è un after hour punk. Se non sei sporco i buttafuori ti rimbalzano...


- Nooo, il vecchio gli sta facendo la mossa dei cento colpi di Hokuto
- Non succede niente. Non esplode.
- Gesù c'ha gli organi interni invertiti come Sauzer
- Nanto subito!

- Ecco qua, i due sesterzi son spariti
- Fammi vedere le mani. Ohhh, ma c'ha i buchi! C'è il trucco...
- Ridammi i soldi o ti attacco al muro! (ahahahaha)

- Prova a puntarmi di nuovo il dito contro e te lo spezzo!
- V-va bene, Undertaker...

22.1.13

baci di dramma





Ma secondo te, ci vuole più coraggio a vivere o a morire?

...

Eh?

Dimmi che non me lo stai chiedendo davvero...

Beh, sì. Che c'è di male?

C'è che tra qualche ora sarò morto, ecco cosa c'è di male!

E appunto a te lo chiedo... Ci vuole più coraggio per vivere o per morire?

Io non ho nessun coraggio. Solo paura... Ma per continuare a vivere così io di coraggio davvero non ne ho abbastanza, così come non ho abbastanza paura di continuare a vivere così per morire. 
Fammi fare un tiro va'...

Tieni, finiscila.
Non so se l'ho capito bene 'sto discorso, ma guarda che mica devi morire per forza. Non c'hai mica una malattia!

Lo sai che lo faccio per noi. È un'opportunità. L'unica che abbiamo di vivere in pace.

Ma tuo padre?

Eh, cosa vuoi... Papà fa sempre la voce grossa ma alla fine cede. È più una questione d'immagine sai, che lui mica ci crede a certe stronzate, è che c'ha un ruolo, una posizione. È solo politica...

Quindi se fosse per lui...

Se fosse per lui non ci sarebbe bisogno di questa pagliacciata!

Quindi sei sicuro che alla fine interverrà? Cioè, non è che ti lascia lì? Non è meglio chiederglielo? Avvisarlo? Prepararlo? Non è meglio che vi parliate prima?

Non essere apprensivo, dai... Che cazzo, sono il suo unico figlio mica può lasciarmi lì.
Porca troia mi tremano le mani, ne hai un'altra?

Tieni, te l'accendo io.
Tieni. E stai tranquillo...

Eh, mica sei tu quello che deve morire.

Beh, certo. Per me è tutto facile no... che cazzo, tu sei il figlio di Dio, quello che muore e poi risorge, che sarà mai? Cos'è la vita? Cos'è la morte per te? Ci pensa paparino, chiudi gli occhi, apri gli occhi, per la cazzo di fottuta eternità... Ma io? A me non pensi? Non riesci a immaginare come starò io? Tre giorni a macerare nel pensiero che potresti non tornare? Che abbiamo sbagliato tutto, che sarebbe stato meglio fuggire e basta, rischiare? E se qualcosa non funzionasse? Non lo pensi? Da solo, a morire della tua assenza mentre tu sei in qualche cazzo di paradiso o che ne so... Perché papà qua, perché papà la... Ma non ci pensi che a tuo padre non gliene frega un cazzo di noi? A lui interessi tu! Che tu sia morto sulla terra ma vivo da lui gli va benissimo... Cazzo gliene frega a lui se ti amo!

Mi farà risorgere, non preoccuparti...
Mi farà risorgere, tutti crederanno che io sia morto e io e te potremo andarcene insieme, senza nessuno che si faccia domande, lontani dalle solite malignità.
Dai vieni qui, lo so, lo so che fa paura, sono spaventato anch'io ma andrà tutto bene...

Giura!

Lo giuro su me!

Ah!Ah! Baciami, stupido!

Ti amo! Mi mancherai in questi tre giorni da morto.

Guarda che io so fare delle cose che fanno risuscitare i morti...

Ah!Ah!Ah! Scemo... 

E se il bacio stasera te lo dessi così?

Dai, fa' il serio! Non devi fare stupidaggini, attieniti al piano e a quel che abbiamo provato: un bacio sulla guancia e via, poi lasci spazio alle guardie.

Tutti penseranno che ti ho tradito!

Così nessuno sospetterà che siamo d'accordo...

Giura che andrà tutto bene!

Baciami!

Certo che sì, è l'ultimo bacio decente che posso darti prima di vederti morire...

... e risorgere.

Mi sembra tutto così complicato.

Lo è! Ma ti amo...

Ecco, questo mi sembra facile invece...
La cena è pronta, andiamo!

Ah, ho deciso: faccio quella roba dello spezzare il pane!

Ooh, quindi niente quella cosa che abbiamo provato con il montone in umido?

No, mi si sono rovinate tutte le unghie. Sai che figura ci farei nei santini?

Già. Vado a prendere il pane.

Già...








20.9.12

Dio, casa e fanghiglia

Vabbé, pareva brutto non parlarne. Dice Repubblica.it che c'è un fogliettino in font copto di otto righe, scritte anche in grande, in cui c'è Gesù (il figlio di Dio, quello della Bibbia) che dice 'Mia moglie'.

Lo so, non è proprio periodo, che da un giorno all'altro il mondo si è svegliato e pare che le religioni siano addirittura una cosa seria: più di Batman o Superman, per dire. E vaglielo a spiegare te che Superman è esistito davvero e ci sono i libri che lo provano, ed è morto per salvarci affrontando il giorno del giudizio.

Comunque, dicevo, qua basta una parola di troppo e finisce che t'incendiano l'ambasciata (e io manco ce l'ho un ambasciata [ambasciator non porta pene e io manco ce l'ho un pene {va bene, ce l'ho. Non volevo vantarmi}]), e si può essere più coglioni? Beh, sì si può, ma questo non significa che non si sia già abbastanza coglioni così.
Per evitare ogni sorta di ritorsioni facciamo così, se per caso mi scappasse di citare quel famoso personaggio di cui non si può rappresentare l'immagine, che manco poteva mettersi la foto sulla patente che rischiava di doversi lapidare da solo, dirò il nome di un formaggio.

Quindi?
Quindi Gesù dice: "Mia moglie", che pare il finale di una barzelletta, e si sa quanto ci tenesse quel guascone del bel nazareno a fare lo splendido coi suoi discepoli.
"E allora il cammelliere sguercio si gira verso Morlacco e gli fa: ma quella è tua nipote? E lui: no, MIA MOGLIE!" ah! ah! ah! tutti giù a ridere con le lacrime agli occhi che ogni volta che alzavano la testa si ribattezzavano tra di loro.

È che a Gesù 'sta storia che Cheddar si scopava le regazzine un po' gli rodeva. Se ne stava solitario nel suo sepolcro e pensava: un giorno fonderò una religione dove i preti potranno scoparsi i regazzini, padre Zeus ti prego, aiutami tu.
E Dio: figliolo 'sto Puzzone di Moena ce la sta mettendo in culo a noi, altro che alle regazzine.
E Gesù: ma padre ma te non sei lo stesso dio di Scimudin? E Dio: lascia stare va', che da quando mi han dato quelle pastiglie non ci capisco più un cazzo. Personalità multipla ha detto la psichiatra, personalità multipla un cazzo è che qua tutto a me mi tocca fare, porco me, che 'sti cazzo di arcangeli partono e portano annunci accazzo anche all'ultimo degli stronzi. E gira che ti rigira mi ritrovo già tre religioni sul groppone, e mica si mantengono da sole, eh no, e dio qua e dio là, e fa il roveto ardente, e punisci e profetizza. Zoloft, zooooloft...

Fatto sta che Gesù aveva una moglie. Chissà che vita la povera signora Di Nazareth.
Gesù cammina sulle acque, fighissimo, ma poi il pavimento lurido di fango e alghe chi lo pulisce?
La signora Di Nazareth.
Gesù moltiplica pani e pesci, strabiliante, centinaia di persone a cena e i piatti poi chi li lava?
La signora Di Nazareth. 
Gesù che si gira tutta la Galilea, a spasso con gli amici a fare le zingarate, e chi è che se ne sta a casa ad aspettare, in ansia che manco il telefonino hanno inventato ancora?
La signora Di Nazareth. 
Gesù che sparisce per tre giorni che tutti pensano che sia morto e poi se ne ritorna a casa bello bello come se niente fosse. E chi è che si è speso tutto per il funerale, la sindone, il sepolcro, i fiori, che manco assicurato era e si è dovuta arrangiare?
La sign... vabbé avete capito.

Probabilmente ha chiesto lei di essere tolta dai vangeli!

Vabbé, potrei anche concludere con delle riflessioni serie: ne varrebbe la pena? Ovviamente no, ché ho capito che in fondo è come il calcio e quando si pestano poi succede che c'è sempre quello che dice che 'ste cose non c'entrano niente col calcio e io penso sempre, cazzo, pensa se avessero c'entrato, il fatto che si pestino sempre allo stadio e che non ci sia correlazione sgretola la legge dei grandi numeri.

Ecco, adesso che sto chiudendo mi vengono solo in mente stronzate sul Brie (la boca no xè straca se no la sa da vaca), ma se ne parla un altro giorno.

Se ci sarà.

xoxo Gossip Girl.



8.6.12

Parabole 2



                                                 Matteo - Il Vangelo secondo me
                                                               ATTO PRIMO

                                                                   SCENA 7

                                                         Monte nel deserto, sabbia

GESU' seduto su un sasso con un bastoncino per disegnare 
per terra, discepoli seduti di fronte a lui.

GESU': Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia...
GIUDA: Ehm...
GESU': Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia
GIUDA: Ehmmmm... ehmmmmm...
GESU': E va bene, cosa c'è Giuda?
GIUDA: Ma no, niente, mi stavo chiedendo... ma... niente
GESU': Lo sai che non mi piace essere interrotto mentre dico le parabole. Le domande, se ce ne sono (e non dovrebbero essercene), alla fine. Avete capito?
TUTTI: Sììì, Maestro...
GESU': Dunque, chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia...
GIUDA: Eeeeehmmm...
GESU': Eccheccazz... Cosa c'è adesso?
GIUDA: No, stavo pensando... Posso?
GESU': Puoi.
GIUDA: Cade la pioggia, straripano i fiumi, soffiano i venti, insomma, sembra roba da tre porcellini. Cioè, come te la cavi, per dire, con un uragano? E un'eruzione vulcanica? E un terremoto, per dire?
GESU': E che c'entra?
GIUDA: Come che c'entra? Pensa se venisse un terremoto a L'Aquila che sono tutte case costruite sulla roccia. Secondo te restan su?
GESU': Beh, ma io sono teologo non geologo...
GIUDA: Ecco appunto, e allora che cazzo dici a 'sti poveracci di costruire sulla roccia che poi gli cade la casa in testa?
GESU': Vabbè, era un esempio, una metafora, porca mamma, sempre a puntualizzare... Fate così: costruite sulla sabbia che così il terremoto non trova rocce da fracassare.
GIUDA: Ehmmm...
GESU': Santo me, che succede adesso?
GIUDA: E con la liquefazione delle sabbie come la mettiamo? E se costruiscono in spiaggia e arriva uno tsunami? E se il riscaldamento globale trasforma le sabbie silicee in vetro? E...
GESU': Basta, basta! Per carità di papà... Questa è l'ultima lezione che vi faccio sulle parabole, mi sono stancato! Da domani spieghiamo il creazionismo, e se uno di voi a caso ha qualcosa da ridire gli spacco la testa con un fossile. Capito?
TUTTI: Sììì, Maestro...
GESU': Che poi, dov'è che dormiamo noi?
TUTTI: Nel deserto, Maestro...
GESU': Abbiamo forse una casa, Giuda?
GIUDA: No, dormiamo all'aperto scaldandoci coi nostri corpi e con le pelli di dromedario, Maestro.
GESU': Ecco, quindi smettila di rompere il cazzo con 'sta menata del terremoto, che manco ce l'abbiamo una casa da far crollare... D'accordo?
GIUDA: ...
GESU': D'accordo?
GIUDA: D'accordo, Maestro...
GESU': Come?
GIUDA: Sì signore, d'accordo!
GESU': Bene. Riprendiamo la lezione allora. La parabola dei denari...
GIUDA: Sign-ehmm-rag-ehmm-o
GESU': Come?
GIUDA: Sssignoraggio...
GESU': Cosa ha detto?
TUTTI: Signoraggio, Maestro...

GESU': Bene, da questo momento il prossimo che trovo sul blog di Grillo lo sbattezzo a forza di Pater Noster sul coppino, giuro, vi infilo un panino col tonno nel sedere e poi lo moltiplico a multipli di tre. Intesi?
TUTTI: Sììì, Maestro.
GESU': Giuda?
GIUDA: Sì, Gesù.


FINE ATTO PRIMO

23.11.11

Paaa Paaaa PaPaaaa tantantantantantan...


Quando Nietzsche scrisse che serve avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante, la prima cosa che gli è stata chiesta fu: "scusa Freddy, ma che cazzo vuol dire???" corredato da un profondo "eh?!" a seguito dell'ispirata replica/spiegazione del filosofo.

Al tempo lo scrittore aveva una quarantina d'anni. In quest'istante, mentre sto scrivendo, non ne ho molti di meno. Ho un diploma di ragioneria, qualche esame all'università mai finita, libri appesantiti dalla polvere sul comodino, due gatte pigre, un amministratore di condominio che ieri sera ha detto di voler rinunciare all'incarico (ma non siete voi sono io), una cimice che si affanna testarda a volersi suicidare contro al lampadario da almeno un quarto d'ora, il cd che si è zittito in uno stereo infinitamente distante dal divano in questo momento. Ho un lavoro che non mi sopporta, due telefoni che non si parlano, una libreria di fumetti allineati che conversano con altri, sparsi, irrequieti, disadatti.

Ho quel che sono. C'è tutto me in questa discordanza.
Ho un caos. Un caos dentro. Maestoso a volte, irriverente, sfrontato, irrispettoso.
Ho un caos inespresso, soffocato dal suo stesso squassante disordine.


Ma è un caos che non genera niente!
Nessuna stella che danza. Nessun pliè celeste, nessun timido arabesque da nana bianca, nessun sole che ondeggia à la seconde verso di me.
Non nascono stelle da questo caos, non c'è nulla che balla in questo disordine urlante.

Nietzsche è morto.
E questa è la dimostrazione che se l'è meritato!

Comunque è da quando ho scritto questo che mi gira una storia in testa che fa più o meno così: Gesù si risveglia nel buio denso del sepolcro. Il freddo della roccia lo avvolge e stordito cerca di radunare i pensieri. I ricordi della sera prima si affacciano lenti, mentre gli occhi si stanno abituando a quella livida oscurità. Passerà tre giorni rinchiuso lì dentro. Tre giorni con sé stesso. Tre giorni a sopportare la fame scatenata da quell'ultima cena troppo frugale, tre giorni a ragionare su chi sono gli amici e chi in nemici, tre giorni a bere l'acqua che gocciola dalle pietre , a ripensare a quel tipo nel deserto che voleva fargli trasformare i sassi in pane, a convincersi del come si sia fatto abbindolare dalle persone di cui si fidava, a chiedersi del perché si trovi lì. Cosa non aveva funzionato? Qualcuno verrà a salvarlo? Morirà di stenti? E' già morto e risorto? Perché si trova lì? Come finirà?

Ecco, in quel caos c'ho più o meno tutto in testa. Prima volevo scriverne un racconto, poi la sceneggiatura di un fumetto, poi un corto, poi un altro racconto, e poi, e poi...

Vabbè, per ora l'idea è qui, dov'è giusto che sia: nel nulla senza proprietà del web, a concedersi a chi passa di qui come la più sfacciata delle puttane.



E fanculo a Nietzsche!