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11.11.12

Ultimo dugongo a Malindi


Era parecchio tempo che avevo in mente di iniziare una rubrica di gossip sugli animali.
Una raccolta disorganizzata di informazioni inutili, una sorta di miscellanea di Schott delle specie animali più particolari, così, una via di mezzo tra l'edipeo enciclopedico e Amici di Maria de Filippi.

Ringrazio quindi blogger che mi ha dato la possibilità (e in modo del tutto gratuito, ci tengo a sottolinearlo) di dare sfogo a questa mia necessità, lasciandomi completa carta bianca sugli argomenti e i modi di esposizione e affidandomi in piena autonomia il compito di effettuare le ricerche, incrociare le descrizioni dai vari siti, scegliere e modificare le immagini e il tutto, lo ripeto, in modo assolutamente gratuito (che al giorno d'oggi, con la crisi e tutto quel che passa, non è una cosa così scontata [beh, se è gratuito è scontatissimo, si potrebbe pensare]).

Dunque, gli animali in lista sono tanti e per effettuare la scelta con imparzialità (che non voglio assolutamente ripetere la brutta esperienza avuta con l'Associazione Nazionale Onanisti e quel loro slogan "Non stare con le mani in mano!"), dicevamo, per assoluta imparzialità lanceremo il dato a venti facce (20d) che con l'innocenza randomica che lo contraddistingue ci darà il suo responso.

Ffffff... fffffff (sul dado, da che mondo e mondo, si soffia) ... Lanc...


Bene, la sorte ha detto la sua. L'animale di oggi è: il dugongo!

Allora, il dugongo  (foto...)


(sì è vista bene la foto? centratela di più... così) Sì, scusate, stavo parlando coi tecnici di blogger, allora il dugongo è un grosso mammifero marino che vive essenzialmente nell'oceano Indiano.
Per grosso mammifero (politically correct) s'intende che è uno di quei ciccioni schifosi col grasso che strasborda e la pelle (grigio-biancastra) viscida viscida che suda dopo mezza rampa di scale.
(no, non ci sono le scale nell'oceano Indiano. Ma non c'è nemmeno l'ascensore, eh. E il dugongo suda. Aneddoto: nel 1998 al largo dello Sri Lanka fu avvistata una macchia di petrolio che si pensava fosse fuoriuscita da qualche nave cargo. Arrivarono tutti: Greenpeace, Verdi, Protezione Civile, Autostrade per l'Italia, i giornalisti coi cormorani intrisi di catrame per fare le foto, la squadra locale di cricket.
Niente, alla fine si scoprì che in realtà era un dugongo che stava sudando a causa di un tacos che aveva ingurgitato [caduto da una nave cargo battente bandiera messicana, probabilmente]).

Ah, non è proprio dimorfismo sessuale ma la femmina è un po' più piazzata del maschio. E se ne lamenta di continuo.

Comunque il bestione pesa circa 500 kg per una lunghezza di 3 m (ma c'è gente che dice che può arrivare anche a 900 kg [c'è gente che dice anche che questi sono 18 cm]).
Per aiutarvi a comprendere (Dio del National Geographic dammi la forza!), vi posto il raffronto con un elemento conosciuto.
Quindi, all'angolo rosso con il  peso di 530 kg per 3 metri di lunghezza, è chiamato la mucca di mare: il dugongo.
All'angolo blu, lo sfidante, con il peso di 570 kg e 2,15 m di lunghezza, la Signora dei Garelli: l'Ape car.

Dugongo che si dopa prima del match
Ape car guarda con aria di sfida l'avversario




                    






Ecco, questo vi fa capire che il fatto che sia in pratica l'unico mammifero marino erbivoro è decisamente una fortuna. Tra l'altro il pasto quotidiano è di circa 30 kg di piante. 30 kg! Però c'ha un intestino che è un orologio svizzero.
Per sradicare le piante usa le sue immense labbrone, croce e delizia di tutti gli erotomani del Sud-est Asiatico che, abbandonata l'ossessione per i tubi dell'aspirapolvere, hanno dirottato le loro depravazioni sulle turgide e sensuali estremità del sirenide.


Diverse rappresentazioni del dugongo presso differenti antiche culture

E a proposito di sirene: pare proprio che il mito delle sirene (quelle a forma di pesce, non quelle vere a forma di uccello [che poi è la solita disputa nord\sud tra pesce e uccello] derivi dalla massiccia presenza, nei secoli passati, di dugonghi nel mar Mediterraneo e con i marinai si sa, tanti mesi lontano da casa, tutti 'sti omaccioni seminudi arrampicati sulle sartie, l'ondeggiamento conciliante delle onde, gli ormoni fanno decisamente brutti scherzi.
Ma data la somiglianza, direi che l'errore è assolutamente giustificabile.

Ah, le buone vecchie droghe elleniche. Peccato se ne sia persa la composizione.

Che, restando in tema supereroi, una delle caratteristiche megameravigliose del dugongo è che ha una capacità di rimarginazione impressionante delle ferite.
Riesce a guarire un taglio, anche molto profondo, in un solo giorno.
Il cosidetto fattore di guarigione. Come Wolverine, Claire Bennet e il T-1000.

Wikipedia dice che l'accoppiamento è un'operazione moto lunga e lenta, che può durare anche diverse ore. Non spiega però se è più una cosa alla Sting o se invece nel conteggio delle ore vengono inclusi anche tutti i rifiuti tipici della dugonga (e ho mal di testa, e devo stendere, e c'ho il corso di acquagym, e non sono una trota, e no quella non mi pare un'alga io non la metto in bocca).

Ancora ce ne sarebbe, ma con il dugongo per oggi abbiamo finito.

Sigla!

Lanciate voi il dado. Vediamo cosa esce.

[N.B. Non è intenzione di questo post né dell'autore strumentalizzare la vicenda animale del dugongo per esprimere opinioni su argomenti sociali del tutto slegati da esso.
Quindi non si vuole in nessun modo utilizzare il fatto che il dugongo non sposa la dugonga per evidenziare come il matrimonio sia un atto contronatura! ]