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23.7.15

L'ultimo post in cui avrei pensato di trovarti...


Quanto dovrebbe durare un commiato?

Nel 1834 il fisico inglese James Prescott Joule tentò di postulare il decorso più efficiente di un saluto d'addio. Molte delle equazioni che sviluppo in quel frangente furono poi riutilizzate dallo stesso quando nel 1840 definì le regole della conservazione dell'energia, ma quel che ci interessa è l'esito di quei suoi studi, che a prima vista potrebbero apparire addirittura bizzarri.

Joule infatti scoprì che il tempo è una variabile che non rientra in f(x). Questo significa che rispetto a esso il concetto di addio risulta un'invariante, e anzi, di per sé il commiato è espresso da una funzione nulla con un risibile quasi ovunque (misura di Lebesgue nulla, integrale zero).

Cosa significa questo? Che se avessi scritto un post di due righe, o di duemila, o addirittura niente, non avrebbe fatto differenza.
Significa solo che gli addii non esistono.

Mi piacerebbe dire che è da un po' di tempo che sto meditando su questo post, un po' che rimando. In realtà l'avevo proprio lasciato perdere/rsi.

E perché proprio adesso vi starete chiedendo?

Perché ieri ho visto Plutone.
L'ho visto è mi è sembrato un sasso liscio e tondo, di quelli levigati perfettamente da qualche torrente, di quelli che trovi a valle, a due passi dalla foce, come galeotti morti fuggendo a un passo dalla libertà.

Ieri ho visto Plutone e l'ho trovato profondamente inutile. Bellissimo e inutile.
Poi ho pensato che anche questo posto è un po' così. Ma con meno idrocarburi e con temperature decisamente più accettabili.

Avete mai pensato che quando si muore in realtà si continua a vivere senza soluzione di continuità?
Si chiamano universi paralleli e ne nasce uno ogni volta che qualcuno muore.
Così succede che abbiamo il mondo in cui viviamo e non ci accorgiamo di essere morti, e tutto intorno a noi rimane essenzialmente identico, e ovviamente gli altri continuano a morire ché tanto nascerà anche per loro un nuovo universo in cui non si sono resi conto di essere morti, e così in una crescita malthusiana senza un limite contro cui sbattere.
Ecco, quando muori e continui a vivere sei te stesso ma in realtà non sei più tu. E non provi più niente. Atarassia.

Non ne sono sicuro, ma forse tra oggi e quando ho iniziato a scrivere questo blog è successo.

C'è stato un tempo recente in cui sembrava l'unica cosa possibile. Dico, abbandonare in questo posto le scorie del mio essere me, condividere col cinismo del sopravvivente più che con la partecipazione dell'entusiasta.
Ora non è più così. Per tanti motivi che non ha senso riportare qui.
Tanto chi vuole o ha voluto, è già stato capacissimo di utilizzare l'indirizzo mail lì di fianco.

La verità, facendo un brutale riassunto, è che ho ancora tante storie da non raccontare e questo mi sembra proprio il momento perfetto per smettere di non non raccontarle.

Tanto ci sarà di sicuro un altro posto, un'altra stagione, un'altra deviazione dal percorso. Forse già c'è.
Ma non è più questo.

[evito la tristerrima sezione dei ringraziamenti anche perché, e questo è invece doveroso dirlo, il fine primario di internet (che, lo ricordo per i distratti, è SCOPARE!) non è stato assolutamente traguardato per il tramite di questo blog].

Addione!




6.12.13

Visionari


Dopo lo svarione di dieci giorni fa, riprendiamo con la consueta rubrica dei venerdì del mistero.
Il mondo che ci circonda, si sa, è ricolmo di interrogativi. Tante sono le cose che ancora non sappiamo, tante le risposte che la cosiddetta scienza ufficiale non è stata in grado di darci.

Cos'è l'energia oscura?












Dov'è la massa mancante?











Che cosa ha reionizzato l'universo?









Sono questioni che probabilmente non avranno mai una soluzione! E tutto questo a causa del metodo scientifico, così arzigogolato, così dubbioso, sempre a mettere in discussione tutto anche sé stesso, a cercare le prove concrete, cioè: le prove! Così non si va da nessuna parte...

E siccome il popolo ha bisogno di risposte, se le trova da solo: com'è giusto che sia!
Perché la gente è logica, adora i sillogismi: la scienza no! Cioé, vi sembra logico che le cose pesino in maniera differente a seconda del posto in cui ci si trova? Cioè, pensate alla povera casalinga di Voghera che compra un chilo di ciccioli a Bogotà e già all'altezza di Novi Ligure si ritrova con quella decina di grammi in meno che le sfasano il ricettario facendola sfigurare di fronte ai suoi ospiti. Di chi è la colpa? Chi è che trae profitto nel vessare il popolo?

Beh, questa è una risposta che già conosciamo, purtroppo...

La gente invece è logica.
Per dire: a giugno nascono le melanzane --> i nati di giugno sono del cancro --> le melanzane sono il cancro --> le melanzane si spurgano col sale --> il sale cura il cancro.
Facile e funzionale.
Logico.

Le tv e i giornali non vogliono farvelo sapere. Sono tutti in combutta per i soldi. E intanto noi moriamo e la cura invece sarebbe semplicissima, ce l'abbiamo tutti in casa. Ma questo non ce lo dicono, ché la chemio mica la compri all'auchan...

E adesso la "scienza ufficiale" mi dimostri che il cancro non si cura col sale. (se ci riesce eh, che i dati son qui davanti a tutti...)

Comunque.
Il mistero di oggi è l'ottotipo. Quel pannello con le lettere messe a caso che vi fa leggere l'oculista.
Ma sono veramente messe a caso? Cos'è che quella che si può definire una vera e propria setta, gli Oftalmati, fa pronunciare ad alta voce ogni giorno a milioni di persone?
Formule esoteriche? Rituali perduti che inneggiano al maligno e al nuovo ordine mondiale?

È stato calcolato che ogni ora, nel mondo, si effettuano 250.000 visite oculistiche. Ogni ora.
Quindi capite benissimo che la riproposizione di queste formule arcaiche e misteriose è davvero incessante: una trivella sempre in funzione che sta scavando un passaggio tra il nostro mondo e quello di Satana.



Su wikipedia si dice che la sequenza generalmente utilizzata è SOCDKVRNHZ.
Perché allora in internet e su tutti i libri che ho consultato non si trova nessuna evidenza, nessuna foto di un ottotipo che contenga tali lettere?
E soprattutto: cosa c'è scritto davvero nell'ultima riga, quella che nessuno riesce mai a leggere?
I complottisti credono che, pur non venendo mai pronunciata, contenga una formula che viene recepita subliminalmente dal cervello e interiorizzata a livello sinaptico influendo sul normale comportamento quotidiano. Insomma, un vero e proprio controllo mentale perpetrato in maniera subdola a tutti coloro che in qualche momento abbiano provato a leggere, magari anche per scherzo, un ottotipo.

Ma sarà davvero così?
C'è chi dice che le lettere contenute nell'ultima riga siano proprio SOCDKVRNHZ, ma finora nessuno strumento ottico è stato in grado di decifrarne la reale composizione.
Un tentativo è stato fatto nel 2009 con la famosa funzione zooma e migliora già sperimentata nelle serie di CSI, ma si è rivelato comunque insufficiente.

Ecco, per ora finisce qui. Credo sia proprio il caso di chiederci se mai riusciremo a vederci chiaro su questo mistero.

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