Mi ricordo un antico proverbio latino che dice una cosa molto saggia.
Non avendo fatto latino a scuola (e non sapendo nemmeno dove sia la Latinia, non so manco se sia in Europa!) ve lo riporto in italiano: "Ubriachi, bambini e leggings non mentono mai" (in latino era tipo "ebrius, filios et diu interulus, mendax numquam" ma non sapendolo pensavo fosse 'na roba tipo segno della croce.
In verità si dice che anche il buon sangue non mente, ma d'altronde dato che il vino fa buon sangue credo che si ricada nel primo caso, quello degli ubriachi. C'è poi il dottor House che dice che tutti mentono, cosa che sembrerebbe andare in contrasto con quanto detto fino a ora ma vi ricordo che la teoria del tutto si ripiega puntualmente in sé stessa di fronte all'inespressa soluzione del perché la gallina vuole attraversare la strada.
E proprio pensando a questo ho iniziato a cucinare le cosce di pollo alla birra e miele.
Dunque, soffriggete delle listarelle di peperone verde, un paio di patate affettate sottilissime, 200 gr di seitan tagliato a dadini e 300 gr di funghi shiitake.
Shiitake in giapponese significa "fungo che germoglia in mezzo al bambù", ma in inglese she take vuol dire "lei prende". Poi dicono che la lingua non è importante: mi permetto di dire che la lingua in certe occasioni è importante.
Niente, continuo a guardare 'sto fungo con un'estatica ipnosi da incidente stradale.
Aggiungete man mano dell'acqua e lasciate cuocere per almeno una quindicina di minuti.
Quando vedete i peperoni cotti allora sfumate con della salsa di soia.
(come vedere se i peperoni sono cotti? beh, c'è un metodo che ho imparato da un vecchio eremita che vive in una casupola dipinta di giallo sulla cima di una sequoia gigante).
Ora mi direte, ma il pollo?
Eh, attraversatela voi la strada che 'sta minchia di bestia è sempre dalla parte opposta a quella in cui siete voi e mica serve mettersi a fare micio mico mmmch mmmch mcmcmcmcmc.
Mmmmmmch mmmmch mcmcmcmcmcmcmcmcmcc.
Allora, dirigetevi verso l'altro lato della strada e scosciate tre galline.
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| Come emblema delle scosciate vi pubblico una scosciatissima Tata Lucia (che poi, ma è vero che Tata è il cognome?) |
Fate rosolare per cinque minuti le sei cosce in una padella con dello scalogno tritato, pepe e sale.
Come dite, le cosce non sono sei? Abitate nei pressi di Chernobyl? Di Arcore? Conoscete un tal Chichibio? Non trovate più lo schnauzer?
Vabbé, passati i cinque minuti adagiate le cosce in una teglia e annaffiatele con 20 cl di birra e tre cucchiai di miele d'acacia.
Il fatto che sia d'acacia è importantissimo, infatti è l'unico miele che avevo in casa e altrimenti non avrei potuto infornare a 180 °C per mezz'ora per poi girarle, cospargerle nuovamente di birra e regalare loro un'ulteriore accaldata mezz'oretta di cottura. Driiiiiiin.
C'erano degli ospiti, ma per tutelare la loro privacy non ne riveleremo l'identità.
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| Birra, cosce, miele: cos'è? un chierichetto? |
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| Rosita, perché hai attraversato? Zitto deficiente! Non dovevi dire il nome che siamo in incognito... |







