Come ci insegna la saggezza popolare: col resto di due.
Sono passati 16 post da quel fatidico 31 gennaio in cui roboantemente si annunciava la fine della prima stagione di questo blog dopo 14 post, al coincidere del cinquecentesimo.
Già due post in più e il mondo non è finito.
A fronte di numerose rimostranze, ricorsi, addirittura velate minacce, si è proceduto a un faticoso riconteggio che ha permesso di stabilire che questo è il post numero quattrocentonovanta.
490. Numero felice.
Sarebbe bello vero? Dico, sarebbe bello finirla così, con un numero felice, la primavera che bussa alle porte, il canto armonioso delle washball che tintinnano come campane nei cestelli delle lavatrici.
Qui oggi è capodanno, bati marso, che prima che arrivasse la lega non eravamo così stupidi da queste parti, e a far combaciare settembre - ottobre - novembre - dicembre col loro numero effettivo c'eravamo riusciti. E poi, proprio oggi c'è primavera, pare che il mondo si stia risvegliando e rinascendo. Vane speranze.
O meglio, niente di nuovo. Già visto.
Eppure gli inverni sono sempre delle gomme abrasive. Chissà se cancellano o ingannano...
Comunque, sarebbe bello finirla così. Senza conto alla rovescia, senza l'aspettativa della disillusione.
E invece si rimanda, di nuovo, fuori tempo massimo.
In anticipo per la vita, in ritardo per la morte.
Potrei dire delle cose intelligenti, potrei. Davvero.
Ce le ho
Niente. Se volete chiedermi qualcosa ci sono i commenti. Tanto vi rispondo male.
