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13.1.13

Il mondo è fatto a scaglie


Alea iacta est!
Il dado è iettatore.
Chi l'abbia gettato non si può dire che il garante della privacy ci fa il culo a tutti, perché l'abbia gettato non si sa che era pressoché nuovo (e dove si getta il dado? nell'umido? nel solido?)
Ma il risultato è uno, unico e inderogabile. La Pizia l'aveva predetto, Tiresia l'aveva visto (ahahahahah), Povia c'aveva quasi fatto una canzone.
Insomma, l'avrete capito anche voi: oggi è il giorno del pangolino.



Facciamo un patto. Non vi annoierò con le solite cose che si dicono del pangolino, tipo che la @ delle mail deriva proprio dalla sua forma e che tutti i pokemon hanno almeno una caratteristica di questo curioso animale. (curioso perché desta curiosità, non perché s'impicci degli affari degli altri, no no, il pangolino è uno che si fa i cazzi propri e chi s'è visto s'è visto. C'è un proverbio pangolino che dice: par voler saver tuto se sa anca da mona).

Comunque, il pangolino è questo

e si suppone sia nato, a cavallo tra il pleistocene e il pleonastico, da un rapporto clandestino tra un formichiere e un ananas.


Tra l'altro, ananas a discapito delle molte A è maschile. Per questo motivo la Chiesa si è sempre schierata contro la tesi del rapporto (consensuale parrebbe) tra i due padri, definendolo contronatura.
Anche se, più naturale di un ananas non so cosa potrebbe esserci.
(consiglio per tutti: attenti con l'ananas che essendo molto acido un po' brucia le mucose, eh).

Comunque, da parte formichiere il pangolino eredita una lingua di 30 cm e l'assenza di denti.
E questo sarà fondamentale per la sua promozione ad animale da compagnia, nei salotti e soprattutto nelle camere da letto del '700, e addirittura alla scelta del nome.
Pangolino infatti deriva dal thailandese pengguling, che contiene le radici indoeuropee di pene e cunnilingus. D'altronde, 30 cm di lingua dico, beh insomma, sì avete capito.

La caratteristica principale del pangolino è quella di essere ricoperto da una corazza di scaglie in cheratina (la stessa sostanza di cui sono fatte le unghie) che lo proteggono e gli permettono di farsi dei french spettacolari come solo in Thailandia...
Grazie a una particolare muscolatura (e a ore e ore di pilates) riesce ad arrotolarsi su sé stesso formando una palla corazzata e proteggendosi da eventuali predatori.

sono una pigna, sono una pigna, sono una pigna...
Le scaglie purtroppo, e a discapito del nome, non possono essere eiettate tipo stellette dei ninja, un baco dell'evoluzione probabilmente. Peccato.

Come si può vedere la femmina è molto più grande del maschio.
Godi, troia...
Ah, ah, ah, no dai scherzavo. Le femmine in realtà sono più piccole e si portano i cuccioli aggrappati alla coda per circa sette mesi. Cosa che un po' le frena nelle relazioni sociali e che dà un po' di problemi a pilates (i pangolini sono patiti del pilates, si era capito).

In un sito c'è scritto che la specie non spicca in intelligenza ed astuzia, diversi studi hanno però dimostrato che il pangolino è un fenomeno a ruzzle, però solo nella versione thai e questo ha creato un po' di errate interpretazioni.

Altra caratteristica predominante del pangolino è che approfitta di ogni occasione per puzzare di merda.
Che a volte uno pensa che sia solo una scusa, eppure, è la stagione degli accoppiamenti ed emana un forte odore, si sente minacciato ed emana un forte odore, marca il territorio ed emana un forte odore.

La motivazione rimane comunque evolutiva. La tattica di difesa del pangolino (raggomitolarsi sperando che la corazza tenga botta o che non ci sia qualche predatore che ti squama come una viennetta) crea spesso degli scompensi emotivi alla cara bestiola. Insomma, tu sei lì incalcato su te stesso che ti guardi l'ombelico e preghi i tuoi dei che le tue piastre in cheratina non si spezzino (e li hai visti tutti quei film in cui le unghie si spezzano).
Insomma, per la maggior parte del suo tempo il pangolino si caga addosso dalla paura. Per questo puzza.
Povero.
Guardiamo il filmato.

E niente, avrei potuto mettere tutte le foto dei pangolini cuccioli che vengono allattati, nel qual caso l'indice di pucciosità del blog sarebbe salito a Defcon 4, solo uno step sotto ai micini che sognano con la mamma che li abbraccia. Ma non è ancora giunto quel momento.
Siamo al post 462!


Ecco, mi risulta che questa sia l'ultima puntata della rubrica 'animali che proprio non ci credereste'.
Butto il dado. (nell'umido). Guai a chi lo ripesca.

18.12.12

Zoloft, momendol, axolotl





Allora, immaginatevi un salsicciotto di carne rosa, della lunghezza di 25-30 cm, l'estremità superiore è più grossa, quasi come fosse la cappella di un fungo, la pelle è morbida al tatto, bagnata, e la sua circonferenza è perfetta per il pugno di una mano.

Lo stavate già immaginando, vero?
Eh, lo so. Perché anche voi come me siete degli amanti dell'Ambystoma mexicanum o, come diciamo qui in veneto Axolotl (pronuncia Oxèlo).

Ma cominciamo con lo scaricare un po' di responsabilità: è stata Random Walk a lanciare il dado!
Stava quasi per uscire l'ornitorinco. Quasi.


L'axolotl è una salamandra che vive nel lago Xochimilco in Messico. Solo lì.
Dice che si trova bene, è tranquillo. E poi ci sono tantissime attività per i giovani, che se no in Messico si drogano. Ah, alle sette fanno anche pilates.

L'axolotl sta lì, vive da neotenia.

(l'angolo per gli ignoranti: viene definito neotenia il fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili)

Hai quarant'anni e hai fatto la fila per comprarti l'iPhone5? Neotenia.
A trentotto anni ti pettini come un emo e indossi le felpe col cappuccio di Assassin's creed III? Neotenia.
Hai passato più tempo dei tuoi quarantacinque anni di fronte a una playstation che non davanti a una figa? Neotenia.
Fumi la marjuana con tuo figlio perché meglio con te che in giro per strada? Neotenia.
Hai ottant'anni, sei triste perché tua moglie ti ha lasciato, fai le feste con le ragazzine e ti metti con una di ventotto anni? Vattene a fare in culo te e quella massa informe di automi che ti hanno votato Neotenia.


E via dicendo fino alla sindrome di Peter Pan...

Ora, l'axolotl passa tutta la vita allo stato larvale e si metamorfizza proprio solo quando non ce la fa più. Davvero: quando si rende conto che l'acqua è troppo inquinata, la temperatura troppo alta, la vita una merda, si alza e se ne va. Nuota con le sue zampine verso la superficie, inizia a respirare coi polmoni, diventa un lucertolone e che s'è visto s'è visto.

 Eh, ai miei tempi, quand'ero neotenia...

Pare che siano i valori dello iodio che gli bloccano la crescita, si trasforma appena questi salgono: direttamente o per cannibalismo (c'era scritto così su wikipedia, chi mai lo prenderebbe in bocca uno stantuffo del genere?).

Ah, il coso qui ride sempre.





Caratteristica principale dell'axolotl è la cosiddetta 'faccia da ebete'.
Axolotl in antica lingua azteca significa infatti 'che cazzo ti ridi?' ma la traduzione si è persa nel tempo e si preferisce far derivare l'origine del nome a Xolotl.


Xolotl, il dio la divinità cane

La specie si nutre di ogni forma di vita della portata della sua bocca, dai pesciolini ai piccoli crostacei e molluschi, dai plumcake alle sarde in saor con la polenta. È estremamente vorace e vaffanculo direi, che 'sti qua stanno per tutta la vita col metabolismo di un adolescente.

Axolotl con ingoio (di Nemo)


Gli adulti si riconoscono dalle punte delle dita che assumono una colorazione nera.
(non si tagliano le unghie? non sono capaci di attaccare i quadri? sono ghiotti di risotto al nero di seppia?)

I maschi attirano le femmine con una danza rituale (simile alla macarena, dicono gli studiosi), e non appena trovano una compagna rilasciano sul fondale speciali capsule contenenti sperma. Le capsule, come quelle del Nespresso. C'hanno anche i nomi, Volluto, Intenso, Dulcao...
Le femmine, dice wikipedia, raccolgono lo sperma con le loro labbra, o 'na roba del genere non so mi sono distratto.

Bon, direi che abbiamo detto fin troppo.

Se qualcun altro tira il dado bene. Se no finiamola qui, che tanto all'ornitorinco non arriveremo mai.

Il lato oscuro della neotenia

9.12.12

Ablobinevole!


Allora, parliamoci chiaro.
L'unico blob che meriterebbe un post è questo

Gelatevolissimevolmente!

Tutto il resto, sia esso film, trasmissione, libro o pesce, altro non è che una bieca operazione di ispirazione che si muove in bilico tra plagio e premeditazione.

Ecco, e con questo avrei anche detto tutto.

Ma Orsa ha tirato il dado e le regole sono regole. (Anche quando le faccio io.)
E poi, diciamo pure le cose come stanno che questo è un blog di persone adulte, Orsa (di cui mi è stato chiesto di rimettere la foto del profilo)
Più che un profilo è un 3/4, ma va bene uguale
è una persona molto sensibile e ricettiva. Insomma, è una che la cala,quindi meglio tenersela buona.

Il pesce blob si chiama secondo wikipedia Psychrolutes marcidus. 
Non so se ci siano dei latini in sala, ma a me quel marcidus non promette niente di buono. Cioè, il traduttore di google dice 'pallido', ma secondo me nello slang dei ragazzini marcidus vuol dire marcio. Ci scommetto!
Bellus puellus videorum marcidus hodie! (che sta tipo per, bella raga, me parete marci oggi!).

Comunque il pesce blob è un delizioso animaletto che nuota al largo delle coste australiane, tra i 600 e i 1200 metri di profondità.

Allora, nuota forse è un termine un po' eccessivo, addirittura ottimistico.
Questo pucciosissimo esserino infatti non ha muscoli. Quindi sta lì.
Galleggia come il sacchetto di American Beauty e si lascia trasportare dagli eventi come una quindicenne in crisi ormonale.

Per tutti quelli che non l'avessero mai visto, il pesce blob è questo
Quel rivolo che ho sul lato della bocca non vi faccia pensar male. Era uno che conoscevo.

(lo so, adesso siete lì che pensate 'beh, anch'io sulla foto del passaporto non è che sia 'sto splendore')
[Ah, se invece state pensando 'ehi, ma anch'io ho una foto così, con la bocca sporca di latte' (sì, lo so, non è latte, era per trarre in inganno i censori di blogger), allora scrivetemi una mail al solito indirizzo].

Ma torniamo alla merda rosa di Arale affascinante creatura che si presenta sotto forma di massa gelatinosa con una pronunciata appendice nasale e una boccuccia triste triste che tutti gli altri pesci gli passano davanti e si danno i colpetti con le pinne strizzandosi d'occhio, quindi si avvicinano e gli dicono 'ma dai, perché sei sempre così triste? Facci un bel sorriso!' e lui (che nel mentre pensa 'cazzo, sono così brutto che pare che mi si sia sciolta la faccia di Mickey Rourke addosso') si sforza, si sforza, ma appena le labbra hanno quel lieve piegamento verso l'alto scattano in su come le semisfere di gomma che trovavi nelle patatine e al nostro malcapitato gli si rigira tutta la faccia e si ritrova triste a testa in giù.

Sequenza del pesce blob che cerca di sorridere





Per chi non le conoscesse, le robe che saltano sono queste
No, questo è un diaframma!
Queste

Quindi, casomai vi trovaste nelle acque australiane e vi imbatteste in un bolo di skifiltor rosa che vi guarda tristerrimo, ecco, ora sapete che quello è un pesce blob.

Non si mangia, eppure è a rischio estinzione per colpa della pesca a strascico. Beh, se non è sfiga questa. Ne sarei triste anch'io.

Cos'altro dire?
Niente, vogliate bene a tutti i pesci, non solo a Nemo che è carinissimo e tutti lo vogliono (anche se è focomelico di pinna). Vogliate bene anche al pesce blob, che fa schifo al cazzo e non serve a niente ma che sa darci ogni giorno una grande lezione di vita: se sei una palla informe di gelatina stai lontano dalle reti della pesca a strascico.

Bellissimo.

Grazie pesce blob!

Ora chi vuole tiri il dado, che io ne approfitto per asciugarmi le lacrime.
Mi commuovo sempre di fronte a certe storie.

(Sì, le chiamo lacrime. No, non è latte!)



2.12.12

Il reo della foresta


Dato che questa è la miglior rubrica di animali rari che si possa trovare su questo blog (dati Nielsen - elaborazioni Epson computer), è un onore poter ospitare finalmente un animale davvero rarissimo.

Prima di iniziare vorrei quindi ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo avvenimento:
innanzitutto ringrazio l'ambasciata finlandese che in uno sforzo congiunto con il consolato Turkmeno e la segreteria di Stato di Bali hanno resi disponibili i visti per muoversi nelle zone di avvistamento, poi il team medico-veterinario che per mesi ha analizzato delle tracce di materiale organico ritrovato su una corteccia di betulla nana del Madagascar, il catering, l'inventore dell'estathé, Piero Angela, la Canon che ha fornito le telecamere per la termografia, la mia gatta (la Yuleimi non l'altra di cui non ricordo il nome). Ma soprattutto vorrei ringraziare la persona che più di tutte mi è stata vicina in quest'avventura, mi ha consolato quando i risultati non arrivavano e ha gioito con me (molto gioito) per i successi: grazie Gesù.

Forse dovrei ringraziare anche Minerva, è stata lei a lanciare il dado stavolta

La ragazza è sempre stata un po' confusa

Comunque, bando alle ciance, si parla del pirlofallo bineuronico (penismentula bicefala).

Questo riservato esserino vive nascosto tra le biforcature muschiose delle foreste vergini, o almeno così si suppone dato che non esiste una documentazione videofotografica che possa attestare le effettive abitudini di questo misterioso animale.

La sua esistenza è invece comprovata in diverse trascrizioni di testi copti del secondo impero. 
A cavallo tra scienza e mito, il nome pirlofallo è passato attraverso i secoli negli studi di scienziati di tutte le epoche che hanno cercato di scoprire quanto possibile sul suo comportamento.


Un disegnatore del '500 cerca di immortalare il pirlofallo tramite una camera oscura
Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia scrive "è il pirlofallus di squame forse coperto, e penne e plumus con varipinta livrea, del popolo e di Dio timoroso tanto ascoso quanto dell'oscurità amico..."

In realtà, studi recenti hanno dimostrato che il corpo del pirlofallo è protetto da una sottile pellicola cutanea molto elastica, necessaria per le sue estroflessioni, narrate anche da Dante nella Divina Commedia:
"sì che ascosa fera in nuda pelle,
solea salir e discender quasi scale
e a rimestar qual lucenti stelle
pareano gli occhi di quell'animale" 


C'è chi dice che il suffisso bineuronico indichi la natura bicefala dell'animale, con due teste assolutamente indipendenti e in costante contrasto tra loro. Questo parrebbe dedursi dalle strane tracce lasciate sul terreno e imputate al pirlofallo, impronte che sembrano delineare un andamento incerto e altalenante, quasi che ognuna delle due zampe posteriori volesse seguire una direzione differente.
Pare però che questo dipenda da un'errata interpretazione di un testo di Linneo che aveva (parrebbe) la copertina al contrario, questo particolare trasse in inganno un naturalista di Helsinki che descrisse nel suo testo About Pirlifallus tale natura bicefala. Recenti foto termografiche hanno invece dimostrato che le due protuberanze sono ghiandole posizionate alla base del lungo cranio elissoidale.
Nella termografia scattata nella giungla di Bali vediamo l'unica prova dell'esistenza del pirlofallo
Alto a garrese pochi centimetri, il pirlofallo è un animale poco socievole che ha contatti con gli altri della propria specie soltanto nella stagione degli amori. Poi è tutto un ti chiamo io, ci becchiamo in giro, no oggi non posso, il tuo sms non mi è arrivato.La dieta non è ancora ben conosciuta, ma dagli escrementi parrebbe ghiotto di Gocciole, alimento che trafuga dai convogli ferroviari che attraversano la taiga.

Poco altro ci è dato di sapere su questo straordinario animale colpevole solo della propria timidezza.

(lo so, a rileggerla 'sta cosa non fa nemmeno tanto ridere, anzi. È che ormai mi ero messo a scriverla e non avevo voglia di ricominciare a pensare ad altro. Quindi, fatevela bastare. Se volete potete pensare che sia una cosa vera, vedrete quanto interessante potrà sembrare e soprattutto che figurone farete coi vostri amici parlando di questa sensazionale meraviglia della natura. Vi dirò di più, parlate del pirlofallo bineuronico e vedrete che si scopa di sicuro. Assicurato.)

[In realtà è tutto un modo per farvi desistere da lanciare nuovamente il dado. Ma tanto so che qualche mano fedifraga è già pronta a compiere quell'atto immondo. Il secondo oggi, per tale mano).

Sigla.

25.11.12

Credevo che l'azzurro di cinque occhi per me...


Evitando lo stucchevole riassunto delle puntate precedenti, diremo solo che Giuseppe (che ricordiamo, in antico idioma copto significa 'Colui che pensa di essere spiritoso, ma lèvate') ha scagliato il dado con abatantuonesca violenza contro il muro del ministero, questo ha ribalzato a una tale velocità da tornare indietro nel tempo superando a destra la DeLorean e incastonandosi come un diamante nell'argillite di Burgess.

Il dado è stato ritrovato qualche anno fa da un contadino che stava inseguendo un tacchino fuoriuscito dal recinto. Incredibilmente era ancora in ottime condizioni e mostrava finalmente l'esito del mirabolate lancio.
Ebbene sì, l'avrete senz'altro riconosciuta: è l'opabinia regalis, un simpatico animaletto ripescato direttamente da 505 milioni di anni fa.
Come dite? La Terra è stata creata da Dio solo 6000 anni fa? In realtà si tratta di un errore di trascrizione.
La parola ebraica  בראשית (che significa 'in principo') si scrive in maniera molto simile a  מעשה (che significa invece 'rogito'), infatti il brand Terra è stato preso in franchising da Dio all'inizio del 6000 a.C., quando nessuno avrebbe mai scommesso due lire su quella storia dei pianeti  popolati da animali che in qualche modo avrebbero idolatrato colui che avrebbero potuto pensare fosse il loro creatore. Insomma, una serie di condizionali così ramificata che nemmeno i bookmaker londinesi l'avevano quotato. E invece, un po' di fortuna e molta passione ed ecco che è diventato quel che è diventato. Il Briatore che sta nei cieli, così gli piace farsi chiamare.

Comunque, parliamo dell'opabinia.
È un esserino alquanto bizzarro, tanto che il titolo del capitolo di wikipedia che ne parla è 'un tubo, una chela e cinque occhi'.
E infatti è proprio così! Si tratta di una fila di 15 segmenti modello trilobita infilati su un tubo digerente e tenuti fermi da una testa munita di cinque occhi e una proboscide dotata di chela.

Insomma, una cosa così


Che ai più maliziosi sembrerà uno di quei ganci che ci metti un euro e tiri su il peluche, ma io ho capito dove volete arrivare, eh no! Non li avrete i miei soldi!
Ma in effetti, stavolta un termine di paragone mica c'è. Potrei dirvi che i fossili rinvenuti sono di circa 5 centimetri. A riposo però. La domanda che bisogna porsi è la solita, ma quando non è a riposo come va su? Tipo passaggio a livello o tipo scala dei pompieri?
E soprattutto, perché le hanno messo i funghetti dei flipper in testa?
E poi, cinque occhi? E come ce li aveva gli occhiali? Come li metteva non avendo orecchie? Riusciva a vedere un film in 3D? Poteva guardare occhi e tette allo stesso momento?

A Giuseppe, l'altra volta, avevo detto che l'opabinia non è estinta ma che da anni ho in casa  uno splendido esemplare (sì, esemplare è brutto, in realtà si chiama Quintocchi ed è pucciosissimo).
Comunque Quintocchi è una di famiglia.

Condivido con voi un po' di foto private:
Io e Quintocchi che peschiamo al tramonto a Jesolo
Quintocchi che si infila nella valigia appena fatta assieme alle micie
Foto di gruppo al matrimonio di mio cugino
Alla festa di compleanno del figlio di un amico
Ecco, voi non avete proprio idea di quanto affetto riesce a dare con quella sua proboscidina a forma di tubo aspirapolvere, e poi quando ti guarda con quegli occhioni. Quei cinque occhioni. Proprio non si riesce a dirle di no.

(Ah, per tutti i feticisti. Ve la ricordate quella cosa della regola 34? No, niente. C'è un hentai che si chiama Masha's Opabinia, ma non sarò di certo io a linkarvelo).

Bon, basta.
C'è chi si era prenotato per lanciare il dado, ma qui, lo ricordo, ognuno fa come cazzo gli pare.
Quindi, stocastico.

Ah, c'è sempre in coda il pesce blob che era uscito a Orsa Bipolare col suo doppio lancio.
Riallego foto di Orsa mentre lucida l'argenteria.

22.11.12

Polpo contundente



Latito.
Lo ammetto.
È che non c'ho proprio la testa. Quindi latito.
[ma se io latito latito mica faccio un illecito... etc etc etc]

A continuare così mi sa che se ce la faccio proseguo su questa strada: un animale strano copiato da wikipedia alternato a una recensione di fumetto fatta invertendo l'ordine dei commenti nel forum di Comicus. Facile e indolore: come il double anal.

L'ultima volta Orsa Bipolare ha sfoderato dal sacchetto magico del caso il temibile pesce pipistrello dalle labbra rosse.
Orsa in un raro momento di svago preletargo
Subito dopo ha preso in mano la situazione Ciku, che con un rapido ribaltamento di fronte ha incantato tutti con il famoso lancio del dado "alla goriziana x2", abbattendo i birilli del filotto, un imponente ginkgo biloba di passaggio, quattro suore con effetto domino e posizionando il dado sul polpo dumbo.



Prima di parlare del polpo però, parliamo di Ciku.
Il ciku è un frutto della famiglia delle sapotacee ed è fatto più o meno così
Questa forma non mi è nuova!
La matita rossa e blu è d'ordinanza.
(ah, il sapote fa cagarissimo!)

Comunque vabbé, ambasciator non porta pena. Scriviamo di 'sto polpo e facciamola finita.

C'ho le scarpe da antinfortunistica
Il polpo dumbo è un simpatico animaletto che vive in un luogo non ben definito dell'oceano Pacifico.
Ne hanno visto uno a 7000 metri di profondità,  nuotava a casaccio. I sonar hanno raccolto solo un'unica, ripetuta frase:"navigatore di merda, navigatore di merda!"
Una delle caratteristiche tipiche del polpo maschio è quella di non fermarsi mai a chiedere indicazioni.

Il maschio e la femmina differiscono per le dimensioni, che magari qua sulla terraferma non è che contino molto (non contano vero?) ma nell'oscurità perenne delle profondità marine quel centimetro in più può fare la differenza tra 'ma questo non è un tentacolo: scopiamo!' e 'sento la tua voce ma non riesco a trovarti. No, basta non sento più nemmeno la voce.'

Tra l'altro, abbiamo detto animaletto ma pare che alcuni esemplari arrivino a superare il metro e ottanta, che confrontato con un Raul Bova (misura ufficiale per gli animali marini) dà un rapporto di 1:1.

Raul Bova durante una misurazione nei fondali
Comunque la dote principale del dumbo è quella di assumere un aspetto differente in ogni foto in cui compare. Pare che questa peculiarità sia frutto del lento lavoro della selezione naturale, il polpo dumbo infatti è un animale dallo spiccato umorismo e amante degli scherzi, tanto che presso alcuni popoli viene soprannominato il Massimo Boldi delle Marianne. Le gag tipiche che suole riproporre sono due: quella dello supercazzola annodata ai calamari giganti (che ricordo, sono chiamati i killer dell'oceano) e quella al bar delle orche assassine.
Praticamente arrivano in due di fronte a un calamaro e gli porgono il tentacolo per presentarsi, poi un altro tentacolo, poi un altro. Alla fine si sostituiscono rapidamente di posto e gli fanno una gassa d'amante doppia che manco capitan Findus. E tutti giù a ridere.
Oppure vanno al bar delle orche e chiedono al barista se c'è la signora Madonna. E il barista 'Madonna, c'è Madonna? Orca Madon... e non riesce nemmeno a finire la frase, che tutti scoppiano a ridere a profusione come se non ci fosse un domani.

Ecco, di solito capita che appena scemato il momento ilare le vittime dello scherzo se li divorano.
Per questo è d'obbligo per il polpo mascherare la propria identità in stile Diabolik.

Carta d'identità

Patente nautica


Foto licenza di pesca
Travestito da fantasmino del Pac-man per halloween

Fermo-immagine rubato da filmato pornografico su Octopussy-tube
 
Ah, si chiama dumbo perché ha due pinne a forma di piccole ali al lato di quella che un alieno di Mars Attack chiamerebbe testa. Ma questo non interessa a nessuno.
(Lo so, un po' più di informazioni scientifiche reali ci stavano. Ma pare che nessuno sappia niente di 'sto minchia di polpo, se non che con le patate ci fa la sua porca figura. Dunque, se andate a 4000 metri di profondità per fotografare il polpo dumbo portatevi le patate!)

Ecco, basta.
Se qualcun altro vuole lanciare il dado c'è spazio per tutti.



11.11.12

Ultimo dugongo a Malindi


Era parecchio tempo che avevo in mente di iniziare una rubrica di gossip sugli animali.
Una raccolta disorganizzata di informazioni inutili, una sorta di miscellanea di Schott delle specie animali più particolari, così, una via di mezzo tra l'edipeo enciclopedico e Amici di Maria de Filippi.

Ringrazio quindi blogger che mi ha dato la possibilità (e in modo del tutto gratuito, ci tengo a sottolinearlo) di dare sfogo a questa mia necessità, lasciandomi completa carta bianca sugli argomenti e i modi di esposizione e affidandomi in piena autonomia il compito di effettuare le ricerche, incrociare le descrizioni dai vari siti, scegliere e modificare le immagini e il tutto, lo ripeto, in modo assolutamente gratuito (che al giorno d'oggi, con la crisi e tutto quel che passa, non è una cosa così scontata [beh, se è gratuito è scontatissimo, si potrebbe pensare]).

Dunque, gli animali in lista sono tanti e per effettuare la scelta con imparzialità (che non voglio assolutamente ripetere la brutta esperienza avuta con l'Associazione Nazionale Onanisti e quel loro slogan "Non stare con le mani in mano!"), dicevamo, per assoluta imparzialità lanceremo il dato a venti facce (20d) che con l'innocenza randomica che lo contraddistingue ci darà il suo responso.

Ffffff... fffffff (sul dado, da che mondo e mondo, si soffia) ... Lanc...


Bene, la sorte ha detto la sua. L'animale di oggi è: il dugongo!

Allora, il dugongo  (foto...)


(sì è vista bene la foto? centratela di più... così) Sì, scusate, stavo parlando coi tecnici di blogger, allora il dugongo è un grosso mammifero marino che vive essenzialmente nell'oceano Indiano.
Per grosso mammifero (politically correct) s'intende che è uno di quei ciccioni schifosi col grasso che strasborda e la pelle (grigio-biancastra) viscida viscida che suda dopo mezza rampa di scale.
(no, non ci sono le scale nell'oceano Indiano. Ma non c'è nemmeno l'ascensore, eh. E il dugongo suda. Aneddoto: nel 1998 al largo dello Sri Lanka fu avvistata una macchia di petrolio che si pensava fosse fuoriuscita da qualche nave cargo. Arrivarono tutti: Greenpeace, Verdi, Protezione Civile, Autostrade per l'Italia, i giornalisti coi cormorani intrisi di catrame per fare le foto, la squadra locale di cricket.
Niente, alla fine si scoprì che in realtà era un dugongo che stava sudando a causa di un tacos che aveva ingurgitato [caduto da una nave cargo battente bandiera messicana, probabilmente]).

Ah, non è proprio dimorfismo sessuale ma la femmina è un po' più piazzata del maschio. E se ne lamenta di continuo.

Comunque il bestione pesa circa 500 kg per una lunghezza di 3 m (ma c'è gente che dice che può arrivare anche a 900 kg [c'è gente che dice anche che questi sono 18 cm]).
Per aiutarvi a comprendere (Dio del National Geographic dammi la forza!), vi posto il raffronto con un elemento conosciuto.
Quindi, all'angolo rosso con il  peso di 530 kg per 3 metri di lunghezza, è chiamato la mucca di mare: il dugongo.
All'angolo blu, lo sfidante, con il peso di 570 kg e 2,15 m di lunghezza, la Signora dei Garelli: l'Ape car.

Dugongo che si dopa prima del match
Ape car guarda con aria di sfida l'avversario




                    






Ecco, questo vi fa capire che il fatto che sia in pratica l'unico mammifero marino erbivoro è decisamente una fortuna. Tra l'altro il pasto quotidiano è di circa 30 kg di piante. 30 kg! Però c'ha un intestino che è un orologio svizzero.
Per sradicare le piante usa le sue immense labbrone, croce e delizia di tutti gli erotomani del Sud-est Asiatico che, abbandonata l'ossessione per i tubi dell'aspirapolvere, hanno dirottato le loro depravazioni sulle turgide e sensuali estremità del sirenide.


Diverse rappresentazioni del dugongo presso differenti antiche culture

E a proposito di sirene: pare proprio che il mito delle sirene (quelle a forma di pesce, non quelle vere a forma di uccello [che poi è la solita disputa nord\sud tra pesce e uccello] derivi dalla massiccia presenza, nei secoli passati, di dugonghi nel mar Mediterraneo e con i marinai si sa, tanti mesi lontano da casa, tutti 'sti omaccioni seminudi arrampicati sulle sartie, l'ondeggiamento conciliante delle onde, gli ormoni fanno decisamente brutti scherzi.
Ma data la somiglianza, direi che l'errore è assolutamente giustificabile.

Ah, le buone vecchie droghe elleniche. Peccato se ne sia persa la composizione.

Che, restando in tema supereroi, una delle caratteristiche megameravigliose del dugongo è che ha una capacità di rimarginazione impressionante delle ferite.
Riesce a guarire un taglio, anche molto profondo, in un solo giorno.
Il cosidetto fattore di guarigione. Come Wolverine, Claire Bennet e il T-1000.

Wikipedia dice che l'accoppiamento è un'operazione moto lunga e lenta, che può durare anche diverse ore. Non spiega però se è più una cosa alla Sting o se invece nel conteggio delle ore vengono inclusi anche tutti i rifiuti tipici della dugonga (e ho mal di testa, e devo stendere, e c'ho il corso di acquagym, e non sono una trota, e no quella non mi pare un'alga io non la metto in bocca).

Ancora ce ne sarebbe, ma con il dugongo per oggi abbiamo finito.

Sigla!

Lanciate voi il dado. Vediamo cosa esce.

[N.B. Non è intenzione di questo post né dell'autore strumentalizzare la vicenda animale del dugongo per esprimere opinioni su argomenti sociali del tutto slegati da esso.
Quindi non si vuole in nessun modo utilizzare il fatto che il dugongo non sposa la dugonga per evidenziare come il matrimonio sia un atto contronatura! ]