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12.7.13

Giù le mani


Non mi chiamo Lester Burnham e questo non è il mio quartiere. Non sarò morto tra un anno, ma naturalmente io questo ancora non lo so. E no, farmi una sega sotto la doccia non sarà il culmine della  mia giornata.
Il culmine della mia giornata di solito è ascoltare le stazioni radio con le dediche.
Perché i dj hanno rotto il cazzo. Parlano.
Ma a parlare son capaci tutti. La gente che fa le dediche non parla, racconta.
E' il racconto della signora Olga che chiede Disco Samba per la laurea del nipote e ride e piange ogni due parole, ed è la storia narrata da Manrico da San Pietro in Gù, che vuole dedicare a sua moglie per i loro 50 anni, cinquanta, siamo la coppia più bella del mondo di Adriano Celentano e la sua moglie, ed è l'avventura di Roberta da Castelfranco che vorrebbe dedicare allo sconosciuto di ieri sera la canzone che fa ma chi è quello lì con le cosce come copertoni.

Comunque, in uno dei culmini della mia giornata c'è stato un signore che ha chiesto Il Treno di Riccardo Cocciante. Questa canzone di Riccardo Cocciante è una canzone che a un certo punto fa:
"l'amore chiuso al bagno con una mano sola".

Che subito mi è venuto in mente il Burattino senza Fichi degli Eelst che struciola e "vi saluto con l'altra mano", e da lì è stato un attimo catapultarmi in "continuamente pisello toccato" di Dannati Forever.

'na catapulta

Ma poi c'ho fatto anche un pensamento più profondo, rendendomi conto che di canzoni che in qualche modo accennano in modo più o meno esplicito all'argomento bricolage ce n'è più di quel che un paesucolo cattobigotto potrebbe sopportare sulla carta. Fortuna vuole che questo è il paese delle libertà, e ognuno fa come cazzo gli pare.

Comunque, a fare un giro di memoria viene subito in mente Albachiara di Vasco con lei che fa pensieri strani e "con una mano una mano ti sfiori" o come direbbe Gianna Nannini "si tocca l'America".
Sempre una lei è quella che in Sei Ottavi di Rino Gaetano "affusolata nel buio sognava incantata e chi mi prende la mano stanotte mio Dio forse un ragazzo il mio uomo o forse io".
Io. E' quello l'imperativo. Bastarsi. Come la Fiorella Mannoia di Caffè Nero Bollente che  "io non ho bisogno delle tue mani mi basto sola".

Ah, Negrita in Magnolia: "lentamente scivola la tua mano su di te quel tanto che basta per trasformare ogni carezza in un gemito"




Ma alla fine ci sono passati un po' tutti eh, in Anonimo Battisti va giù al fosso "a misurarsi, a masturbarsi un po'", Guccini gode molto di più nell'ubriacarsi oppure a masturbarsi, in Disperato Erotico Stomp Lucio Dalla si butta sul divano e "con dolcezza è partita la mia mano".
Tozzi invece sul divano c'ha una che non è Gloria, e quest'ultima manca alla sua "mano che lavora piano". Evidentemente sapeva "masturbarsi per il gusto", come Bertoli in A Muso Duro.
"trema nella mano mia tutto quello che ti donerei" Stadio, Canzone d'Amore Sprecato.
E Britti che si sderena di caffè e poi "stanotte l'amore lo faccio da me" ?

Vabbé, chiudo con "Ho fatto l'amore con me" di Amanda Lear.


Però a pensarci ancora di più me ne vengono in mente anche altre.
Che magari anche no, ma si sa come ragiona il cervello. Per dire, quando Lola Ponche in Zingara dice "la mia mano sa tutto di me", a cosa si riferisce? E Se io fossi un falegname dei Dik Dik, nasconde forse qualcosa? Questo amore non si tocca è il grido d'allarme di Gianni Bella? La mia storia tra le dita? La ballata dell'amore cieco?"quando avrai le mani stanche e tutto lascerai..."?
Insomma, domande che difficilmente vedranno una risposta.

Beh, se qualcuno vuole darmi una mano. (ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha)



(ahahahahahahahahahahahaha)

(ah)

17.12.11

Amo la gente 263


Sì, lo so, non esistono altri 262 post dal titolo "Amo la gente".
Ma dovrebbero esistere.

Linus van Pelt disse "Amo l'umanità, è la gente che non sopporto!".
Ecco io non sopporto l'umanità, ma la gente l'adoro.

La gente l'adoro in diversi momenti. Più di tutti però quando fa le dediche alla radio.
Di radio che fanno le dediche ormai non ce ne sono più.
Quando ero piccolo c'era una radio libera dietro casa mia, si chiamava Radio Luna, e ogni pomeriggio chiamavo per chiedere qualche canzone.

Ora c'è solo Radio Birikina.
Se non metto su Birikina la mia macchina neanche parte, ché c'ha l'alimentazione a dediche.
La gente chiama, la gente dice, la gente vuole.

La gente sono ignoranti a volte. Ma la amo.
Vado a memoria, ma è tutta roba che ho sentito davvero, purtroppo l'accento veneto non è che si possa scrivere, ma c'è.

Ciao Radio Birikina, vorrei ascoltare la canzone quella degli otototrè, quela del fifty nèeero... Ah, la dedico a un mio amico!

Radio Birikina, sono Paolo da Udine, c'è tanta sofferenza al mondo, tanta gente triste che sta male, e si deprime ed è infelice, tanto infelice e tanto triste. A tutti loro dedico "Il gabbiano infelice" del Guardiano del faro. Grazie e un saluto a tutti gli infelici...    Ah, io sono felice invece!

Ciao a tutti i birichini e le birichine, più alle birichine. Mettete su la canzone che volete, e la dedico a me stessa. Anzi, no, mettete Teorema, dedicata a Marco. Marco ascoltala bene e memorizzala


Cara Birikina, mi tieni tanta compagnia, oggi è il compleanno del mio nipotino, ciao amore la tua nonna ti vuole bene sai? Volevo dedicare a Luca che compie 35 anni la sua canzone preferita: sis sis sis te namber ofte biist dei Aironmeden. Grazie, ti voglio bene amore.


Signori Birikina, sono Egle da Zero Branco, quanto bravi che siete che vi ascolto sempre e mi piacete sempre, volevo chiedervi se mi potevate cantare La fisarmonica di Gianni Morandi, grazie davvero che siete proprio bravi a cantare.


Ciao, volevo dedicare una canzone a Lucia che ha chiamato questa mattina e deve operarsi.
Ciao, volevo che metteste una canzone allegra per Lucia che ha chiamato stamattina e che deve operarsi.
Ciao, anch'io volevo fare un augurio a Lucia che ha chiamato stamattina e che deve operarsi al tumore. Per favore le dedico di Gianni Morandi, Uno su mille ce la fa.


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