Alea iacta est!
Il dado è iettatore.
Chi l'abbia gettato non si può dire che il garante della privacy ci fa il culo a tutti, perché l'abbia gettato non si sa che era pressoché nuovo (e dove si getta il dado? nell'umido? nel solido?)
Ma il risultato è uno, unico e inderogabile. La Pizia l'aveva predetto, Tiresia l'aveva visto (ahahahahah), Povia c'aveva quasi fatto una canzone.
Insomma, l'avrete capito anche voi: oggi è il giorno del pangolino.
Facciamo un patto. Non vi annoierò con le solite cose che si dicono del pangolino, tipo che la @ delle mail deriva proprio dalla sua forma e che tutti i pokemon hanno almeno una caratteristica di questo curioso animale. (curioso perché desta curiosità, non perché s'impicci degli affari degli altri, no no, il pangolino è uno che si fa i cazzi propri e chi s'è visto s'è visto. C'è un proverbio pangolino che dice: par voler saver tuto se sa anca da mona).
Comunque, il pangolino è questo
e si suppone sia nato, a cavallo tra il pleistocene e il pleonastico, da un rapporto clandestino tra un formichiere e un ananas.
Tra l'altro, ananas a discapito delle molte A è maschile. Per questo motivo la Chiesa si è sempre schierata contro la tesi del rapporto (consensuale parrebbe) tra i due padri, definendolo contronatura.
Anche se, più naturale di un ananas non so cosa potrebbe esserci.
(consiglio per tutti: attenti con l'ananas che essendo molto acido un po' brucia le mucose, eh).
Comunque, da parte formichiere il pangolino eredita una lingua di 30 cm e l'assenza di denti.
E questo sarà fondamentale per la sua promozione ad animale da compagnia, nei salotti e soprattutto nelle camere da letto del '700, e addirittura alla scelta del nome.
Pangolino infatti deriva dal thailandese pengguling, che contiene le radici indoeuropee di pene e cunnilingus. D'altronde, 30 cm di lingua dico, beh insomma, sì avete capito.
La caratteristica principale del pangolino è quella di essere ricoperto da una corazza di scaglie in cheratina (la stessa sostanza di cui sono fatte le unghie) che lo proteggono e gli permettono di farsi dei french spettacolari come solo in Thailandia...
Grazie a una particolare muscolatura (e a ore e ore di pilates) riesce ad arrotolarsi su sé stesso formando una palla corazzata e proteggendosi da eventuali predatori.
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| sono una pigna, sono una pigna, sono una pigna... |
Come si può vedere la femmina è molto più grande del maschio.
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| Godi, troia... |
In un sito c'è scritto che la specie non spicca in intelligenza ed astuzia, diversi studi hanno però dimostrato che il pangolino è un fenomeno a ruzzle, però solo nella versione thai e questo ha creato un po' di errate interpretazioni.
Altra caratteristica predominante del pangolino è che approfitta di ogni occasione per puzzare di merda.
Che a volte uno pensa che sia solo una scusa, eppure, è la stagione degli accoppiamenti ed emana un forte odore, si sente minacciato ed emana un forte odore, marca il territorio ed emana un forte odore.
La motivazione rimane comunque evolutiva. La tattica di difesa del pangolino (raggomitolarsi sperando che la corazza tenga botta o che non ci sia qualche predatore che ti squama come una viennetta) crea spesso degli scompensi emotivi alla cara bestiola. Insomma, tu sei lì incalcato su te stesso che ti guardi l'ombelico e preghi i tuoi dei che le tue piastre in cheratina non si spezzino (e li hai visti tutti quei film in cui le unghie si spezzano).
Insomma, per la maggior parte del suo tempo il pangolino si caga addosso dalla paura. Per questo puzza.
Povero.
Guardiamo il filmato.
E niente, avrei potuto mettere tutte le foto dei pangolini cuccioli che vengono allattati, nel qual caso l'indice di pucciosità del blog sarebbe salito a Defcon 4, solo uno step sotto ai micini che sognano con la mamma che li abbraccia. Ma non è ancora giunto quel momento.
Siamo al post 462!
Ecco, mi risulta che questa sia l'ultima puntata della rubrica 'animali che proprio non ci credereste'.
Butto il dado. (nell'umido). Guai a chi lo ripesca.





