29.4.14

The chat is on the tablet


Ciao, mi chiamo Mauro e sono nato nel 28 a.F. (avanti Facebook).
Kurt Cobain era già morto quando ho comprato il primo modem, un 33 Kb che gracchiava come uno scacciapensieri.
Si usava di notte, quando la tariffa Sip era più bassa.
Andavi su Altavista, oppure su Arianna, o Diablo, o Virgilio, o qualsiasi altro motore di ricerca, tanto ne nascevano almeno un paio al giorno.
Ed era tutto nuovo. Il mondo all'improvviso si era allargato. E noi ce ne stavamo seduti sul bordo dell'universo e lo vedevamo espandersi. Sempre di più.
Fino a non riuscire più a scorgerne il confine. Sempre di più.
Più informazioni, più foto, più video, più legami, correlazioni, relazioni, musiche, siti.

Il giorno prima prendevi la bici per andare in biblioteca a scartabellare vecchie enciclopedie che odoravano di polvere e ciclostile, e il giorno dopo cliccavi col mouse su un link postato da 'blackEscalofrio78' che aveva proprio il titolo esatto di quel che dovevi scrivere.
Questa differenza i nati nel post-internet forse non la capiranno, dovremmo raccontargliela come i nostri nonni ci raccontano che dovevano prendere il treno per andare a spedire un telegramma.

Ah, e poi c'era la chat.
Di notte si chattava. Fino a mattina a volte. Com'è che diceva Oscar Wilde? Date a un uomo una maschera e vi dirà la verità? Ecco, date a un uomo una chat e la verità smetterete immediatamente di volerla conoscere.
La bella chat di una volta, quella coi nick e nient'altro, neanche i colori, figuriamoci la foto o il nome o le emoticon animate... la chat.

Che quel che trovavi erano più o meno robe così:



<Stef76>: Ciao
<100%Femmina>: Ciao...
<Stef76>: sei m o f?
<100%Femmina>: Ma se mi chiamo 100%Femmina!!!
<Stef76>: ah ok sei m, io anche...

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<ragasimpa>: da dv dgt?
<VeronaUberAlles>: da Rho...
<ragasimpa>: ah...
<VeronaUberAlles>: ah cosa?
<ragasimpa>: niente, pensavo fossi in Italia

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<boyxmatura>: ;)
<casalinga75>: ;)
<boyxmatura>: :DDD
<casalinga75>: ...
<boyxmatura>: :P
<casalinga75>: :P
<boyxmatura>: 8===D
<casalinga75>: O___O
<boyxmatura>: so che a voi signore piace...
<casalinga75>: macché signora? Non c’ho nemmeno trent’anni
<boyxmatura>: ah, non ne hai 75???
<casalinga75>: sono del ’75, cretino!
<boyxmatura>: ah, anch’io!
<casalinga75>: boy???
<boyxmatura>: sì, embè?
<casalinga75>: boyade... ^___^

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<facciapulita77>: Ciao...
<semplicissima81>: Ciao
<facciapulita77>: da dv dgt? età? m o f? sei fid? Come 6? misure?
   cosa ti piace? cosa fai?
* semplicissima81 has left chat


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<CazzoDaSvuotare>: Ciao
<giardiniera>: cosa cerchi?
<CazzoDaSvuotare>: niente curiosavo
<giardiniera>: ah, pareva
<CazzoDaSvuotare>: da cosa?
<giardiniera>: beh, dal nick
*CazzoDaSvuotare change is nickname in AmanteDeiFiori
<AmanteDeiFiori>: non capisco...



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<facciapulita77>: Ciao...
<NewGirl77>: Ciao...
<facciapulita77>: asl?
<NewGirl77>: eh?
<facciapulita77>: asl?
<NewGirl77>: il pronto soccorso?
<facciapulita77>: ma no, asl... age, sex, location...
<NewGirl77>: ah, mi pensavo che eri un medico O_o

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<facciapulita77>: Ciao...
<Debbyconlacca>: Ciao
<facciapulita77>: da dove dgt?
<Debbyconlacca>: come stai?
<facciapulita77>: da dove dgt?
<facciapulita77>: bene tu?
<Debbyconlacca>: Ciao
<facciapulita77>: anni?
<Debbyconlacca>: Bene
<facciapulita77>: sei un pinguino che russa sui tasti neri di un
   cammello
<Debbyconlacca>: Bene
<facciapulita77>: risponditori automatici di merda
<facciapulita77>: MERDA!!!!!!!!!!!!
...
...
<Debbyconlacca>: Bene

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<Ronaldo>: ciao
<inGola>: Ciao vuoi scoparmi?
<Ronaldo>: no
<inGola>: Come no?
<Ronaldo>: avevo letto in Gol, pensavo fosse una roba di calcio...

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<25cm>: --‘-,-@
<aperta24H>: che è?
<25cm>: una rosa per la più bella!
<aperta24H>: ah, mi pareva una merda sul marciapiede... XD

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<25cm>: --‘-,-@
<arabella>: ?
<25cm>: una rosa per la più bella!
<arabella>: che carino... :-*
* 25cm send a file ‘sullattenti.bmp’
<arabella>: cos’è?
<arabella>: ah...
<arabella>: °_°
<25cm>: volevo mostrarti il meglio di me ;)
<arabella>: bah, posso solo consigliarti di cambiare nick...


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<25cm>: --‘-,-@
<Stefy76>: ???
<25cm>: una rosa per la più bella!
<Stefy76>: sono m
<25cm>: ma se ti chiami Stefy!!!
* Stefy76 send a file ‘pilone_part1.jpg’
<25cm>: ooooook... se vuoi ti lascio il nick

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<solitaria>: Ciao
<giusyLesb>: Ciao
<solitaria>: sei lesb?
<giusyLesb>: sì tu?
<solitaria>: sì... hai foto?
<giusyLesb>: sì, manda...
* solitaria send a file ‘io.jpg’
* giusyLesb send a file ‘me1.jpg’
<solitaria>: ma mi hai rimandato la mia foto?
<giusyLesb>: no, sono io!
<solitaria>: ma se sono io!
<giusyLesb>: siamo gemelle?
<solitaria>: come ti chiami?
<giusyLesb>: Giuseppe!
<solitaria>: piacere Riccardo...



Io non lo so cosa sia successo. Ci siamo svegliati un giorno e tutti si stavano facendo i cazzi di tutti e postavano video con scritto che questo in tv non ve lo faranno mai vedere, che poi guardi ed è tipo un servizio del tg4.

Non lo so.

Ma credo che ne riparlerò.

28.4.14

Santo dubito


Come si cambia.
Un anno fa, fosse stato oggi, avrei scritto quanti post? Tre? Quattro? Sei?

Cioè, il Papa che celebra in greco con sull'altare un ampolla di sangue e un brano di pelle di altri due Papi (che è una roba che già di per sé pare l'inizio di Jurassic Park), mentre il suo predecessore dimissionario lo osserva, magari pensando alla croce dedicata a uno di loro che il giorno prima è crollata schiacciando un ragazzo in sedia a rotelle.

Ecco, fosse stato l'anno scorso.
E invece oggi non me ne frega niente. Quindi non parlerò di santi, di cristi e madonne, miracoli, pallottole, segreti, morti, dittatori (messa così pare la giornata che ho trascorso il 25 aprile...)

Dunque niente mostri di Franceschestein Frankestein ricreati da sangue e cellule epiteliali, niente miracoli al contrario (che è una cosa che mi ha sempre affascinato. Oh, con un unico tsunami il Signore Gesù Cristo è riuscito a uccidere trecentomila persone che altrimenti non sarebbero mai morte, rendiamo grazia a Dio. Oppure, grazie all'intercessione della vergine Maria quel bambino è stato colpito da una malattia rarissima, così rara che è praticamente impossibile prenderla e lui ce l'ha: miracolo! O cose così...), niente ironia, blasmefia, Bulgaria.
Niente illazioni sulla transustanziazione, remore per i vegetariani sul fatto di ricevere una cosa che si trasforma in corpo umano, perplessità dei celiaci che rischiano di morire per una roba che dovrebbe essere di carne, curiosità dei gastroenterologi che si chiedono che fine faccia il corpo di Cristo una volta assimilato.
Insomma, fosse stato un anno fa sì, oggi no.

Forse anche solo perché ieri ci ha lasciato l'immenso Vujadin Boskov, che probabilmente era l'unico flebile legame che mi teneva agganciato al quel mondo incomprensibile del calcio, e che se si potesse io eleggerei seduta stante Dio. Altro che votazioni del cazzo in internet per scovare disoccupati incensurati, elezioni comunitarie, referendum indipendentisti coi voti che arrivano dal Cile.
No, l'unica consultazione popolare possibile è solo questa: volete che Vujadin Boskov diventi Dio?
Sì, lo voglio.

Perché magari pare un'ovvietà, una tautologia, ma "rigore è quando arbitro fischia" è dal punto di vista escatologico una delle verità più splendide che siano mai state rivelate.
Dire che le cose sono soltanto nel momento in cui sono davvero, che la vita cambia non in funzione delle regole ma dell'applicazione delle stesse, che non sono le tue decisioni o le tue illusioni o le tue convinzioni, quelle che valgono in ultima istanza ma solo l'interpretazione di esse da parte di quell'essere fluido e incredibile che è il Vivere. Chiamalo Dio, natura, Demiurgo, caso, Satana, Coccolino o destino, il succo è che non è il sarebbe, il fosse stato per me, il voglio. Il succo è l'è.
Poi ognuno può declinarlo come vuole: giusto, ingiusto, doveroso, falso, scandaloso, sacrosanto, rubato, sbagliato, corretto. Ma il punto è che al limite possiamo farne una valutazione a posteriori. Anzi, più di una, possiamo fare tutte le valutazioni, fossero anche una in antitesi con l'altra, possiamo decidere che il nostro vivere sia basato sulla nostra interpretazione del vivere.

Insomma, pur parlando di rigore finisce che su queste cose il rigore non c'è, e l'unica certezza che abbiamo è quella dell'esistenza di Boskov.

24.4.14

di buona (fa)lena






La scorsa settimana ha destato un inaspettato interesse il post della rubrica AMEN, che descriveva l'assurda fine dell'opossum tumulatore del Borneo. Mi hanno scritto stupiti diversi animalologi etologi, che per la prima volta venivano a conoscenza di questa incredibile storia. Mi ha contattato anche un operatore cimiteriale, un becchino, appassionato del genere mi ha detto.

(ovviamente nessuna mi ha mandato foto di tette, ma mi pare che questa sia diventata la regola ormai).

Comunque, dato il risalto che ha avuto la notizia, vorrei anticipare la seconda puntata di questa rubrica che tante gioie mi ha già regalato. Quindi: AMEN (Animali Meravigliosi Estinti Nefastamente).

In questa puntata voglio parlarvi della zvuglia imperiale. La zvuglia  è  era un lepidottero appartenente alla superfamiglia dei macroeteroceri, autoctona della penisola italica, in particolare delle zone paludose adiacenti alle foci del Po.



La data della sua estinzione è abbastanza recente, e anzi, possiamo addirittura saperne il giorno e l'anno: il 17 ottobre del 1973 infatti si è compiuta quella che nelle zone del basso polesine viene ancora ricordata come "ea note dei barbastreji".

Ma partiamo dall'inizio. La zvuglia è un esemplare di falena, una farfalla notturna dalle dimensioni medie, ali color muschio, piccole antenne ricoperte da una peluria rosata. In realtà dal punto di vista zoologico non è un animale di grande rilevanza, è un fenotipo abbastanza comune e di falene quella zona è piena. Nella sola area che va dal delta del Po a quello dell'Adige se ne contano almeno 300 specie differenti.

Quel che rende unica la zvuglia è però il nome. Etimologicamente deriva dal latino, significa a seconda delle interpretazioni "che non vola" oppure "senza voglia". Entrambe le locuzioni descrivono il comportamento tipico di questo lepidottero, che raramente utilizza le ali e che generalmente se ne sta adagiato su qualche sasso, confondendosi col muschio e nutrendosi di tutto quel che passa nel raggio d'azione della sua lingua prensile.
Il suo nome così inconsueto ha però anche un'altra particolarità: è l'ultima parola del vocabolario. Viene persino dopo il famigerato zuzzurellone.



Ora, siamo nel 1973, in piena austerity: le rotative sono pronte per stampare i dizionari che verranno utilizzati nel 1974, e di cosa ci si accorge? Che a causa di quell'ultima parola a tutti i vocabolari andrebbe aggiunta una pagina. Una pagina, per milioni di vocabolari, in piena austerity, a causa di una sola parola: i costi si rivelarono subito non sostenibili e si decise che bisognava fare qualcosa.

I più grandi produttori di dizionari si riunirono in segreto e, appoggiati dall'allora governo Rumor passarono all'azione, (in realtà gli unici che allora si opposero furono Devoto-Oli, ma le minacce di fallimento li fecero subito rientrare nei ranghi).

La notte tra il 17 e il 18 ottobre 1973, 12 convogli ferroviari carichi di pipistrelli furono trasportati e aperti all'unisono sulle rive sassose del Po.
I testimoni raccontano di un'ondata nera come la pece che copri il cielo nel raggio di diversi chilometri, impedendo addirittura alla luce della luna di filtrare. Nel buio più totale i pipistrelli (barbastreji in veneto) iniziarono a utilizzare i loro sonar per individuare le zvuglie ma, essendo queste animali statici e non concependo il pericolo, le falene se ne stavano tranquille sui loro sassi senza compiere nessun movimento e per questo risultavano invisibili ai loro predatori alati.

Tutta la notte trascorse nel borbottio incessante degli stormi di pipistrelli che si ritirarono soltanto alle prime luci dell'alba.
Lo spettacolo che accolse gli astanti in quella mattina del 18 ottobre fu tremendo:
tutta la pianura, da Porto Tolle fino a Busa Dritta, era ricoperta da uno spesso strato di guano di pipistrello. Nei punti di maggior concentrazione se ne misurarono 12 cm.
Inutile dire che le zvuglie, per loro pigrizia e inattitudine al volo, vi rimanerono completamente sommerse fino a morire soffocate nella merda.

E tragicamente anche questa storia finisce. Vuoi per l'avidità dell'uomo, vuoi perché non c'era ancora internet coi suoi comodi dizionari online, vuoi perché quando si è nella merda non è il caso di starsene lì fermi, ma fatto sta che la zvuglia imperiale non c'è più.
Ognuno tragga la sua morale.

AMEN.
La sua estinzione è abbastanza recenteMacroeteroceri

23.4.14

In caso di emergenza rompere il veto


Ci sono tre cose di cui ho sempre preferito non parlare in questo blog:
- la mia vita privata
- la politica, intesa come partiti, voti e quelle robe lì
- la mortadella coi pistacchi

Che non è nemmeno una questione di non volersi esporre, o di omettere particolari di sé per non risultare più vulnerabili, no. È solo che deve esistere un margine dietro cui contenere l'essenza di ciò che siamo, i parametri vitali con cui misuriamo il nostro essere. Non è che c'abbia proprio un nome quel perimetro all'interno del quale ci ritroviamo, è. E per ognuno è un qualcosa di differente poi, un cerchio dal raggio spropositato piuttosto che una lineetta sul terreno, un contorto arzigogolo o una finestra da cui spiare.

Ognuno tiene per sé ciò che più si sente. Io mi son tenuto queste tre cose. Non ne ho mai parlato qui e di mio non ne parlerei. Non ne ho mai sentito l'esigenza o la necessità.
Fino a oggi.

Oggi mi ritrovo costretto a rompere quel veto che mi ero imposto, non vorrei ma la situazione precipita in quella direzione.

Che poi è strano, lo ammetto.
È strano perché in fondo qui si è sempre parlato di tutto, dai commenti più scellerati sui paralipomeni della batracomiomachia alle crittografie mnemoniche sul double anal, dalle ricette di cucina colombiana al bizzarro accoppiamento dell'ipercericottero casto del Botswana.
Senza tabù, senza censurare mai nulla, dicendo figa quando c'era da dire figa e spandius quando c'era da dire nepomuceno (che comunque c'è sempre stato un limite a tutto).
Ah, una volta ho provato anche a parlare del legame tra felafel e fellatio, ma penso che tutti vi ricorderete com'è andata a finire.

È strano quindi essere qui e parlare per la prima volta di mortadella coi pistacchi.
Lo so, nessuno avrebbe voluto arrivare a questo punto, ma ci sono momenti nella vita di un uomo in cui il silenzio è un fardello troppo pesante da sopportare.

Quindi lasciatemelo dire: la mortadella coi pistacchi è inutile. Se la tagli a fette finisce sempre che la strisciolina di pistacchio si stacca e scivola via come uno sticker in acqua calda, e poi tendenzialmente i pistacchi a forza di rimanere lì si perdono il sapore pistacchioso che dovrebbero avere e non danno nessun valore aggiunto.
E poi il verde acido col rosa sta malissimo.

Io ieri l'ho comprata. Ero a Milano, da solo, fuori faceva anche freschetto, tempo incerto, imbrunire cupo smarrito nell'assenza delle prime stelle. Insomma, è stato un momento di debolezza come è ovvio che accada in situazioni del genere.
Non dico di esserne pentito, ci mancherebbe, però ho trovato giusto dirlo. Non ne avevo mai parlato qui, e ora è arrivato quel momento.

Spero che questa mia esperienza possa essere d'aiuto a qualcun altro...