ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
17.11.11
Intermezzo
Di tutti i modi in cui avrei potuto morire ho scelto il più doloroso.
Mi sono abbandonato alla carezza dell'ansietà, fino ad sentire sul collo la corda tesa della rassegnazione: ma mai ho ceduto all'allettante richiamo di quell'attimo sospeso. Fugace pensiero che ho avvolto tra le spire soffocate di un nodo, troppo stretto per lasciare spazio alle mie azioni.
Come travolto dal fiume di una liquida esistenza, ho respirato il maroso invito dell'oblio. Fino a scatenare l'angustioso ossimoro di fuoco nei polmoni: fino a lambire l'annegata riluttanza di fantasie naufraghe e affannate.
Ho abbandonato al vento i miei occhi spalancati e arsi, in bilico sul filo tagliente dell'inquetudine. Guardando giù. Come a tracciare la via di un'irrefrenabile caduta, spalancare le braccia all'inutile resistenza dell'aria, i desideri al ruvido sorprendermi del suolo, lo sguardo a una rapida meta.
Nel silenzio affilato del gelo ho mendicato i frammenti dello specchio in cui non mi riconoscevo, tremante ai polsi ho abusato delle loro scarne difese, ne ho raccolto il pianto vermiglio nelle mani a coppa. Il sapore ferroso della fine mi sussurrava nel sonno.
Ma mai ho lasciato il passo a quel consolante rimedio.
Perché ho deciso. La certezza del cosa battibeccava col dilemma del come. Ma poi ho deciso.
Di tutti i modi in cui avrei potuto morire ho scelto il più doloroso.
Ho scelto di vivere.
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16.11.11
15.11.11
Ieri era oggi e oggi è già domani
Perché c'è sempre un sempre.
Per quanto la disillusione di un attimo scivoli tra le pieghe del tempo come fastidiosa sabbia; nonostante ogni momento sia irrimediabilmente compromesso già nell'idea di allontanarvicisi.
Succede, è umano: ciò che ieri appagava ogni nostra velleità di perfezione oggi è quella zona grigia della memoria in cui occultiamo l'irrisolto, il fallito, l'inespresso, l'errato.
Eppure ognuno di quegli attimi è stato vero, giusto, unico.
Ogni situazione, crudelmente abbandonata tra le macerie del passato, ha brillato della luce elegiaca di una scelta. Di una preferenza. Di un ardore. Di una mania. Di una passione.
Arrancando nel presente inciampiamo nei ricordi, come su radici affiorate a sconnettere il terreno livellato dell'adesso.Incerti sul possederli o esserne posseduti.
Viviamo, con ineluttabile contemporaneità, questo deprecabile anticipo di passato.
[ah, io non sono mai stato un gran fotografo, ma questa foto mi è sempre piaciuta...]
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