28.6.13

Adducere


Ogni tanto vado in internet per imparare la gente.
Che pare una cosa detta così. In realtà, e lo so perché queste cose nei film anni '70 succedevano, scrivere sui social network induce il corpo umano a uno stato di semiincoscienza molto simile a quella derivante dall'utilizzo del penthotal, o meglio ancora dall'assunzione per via endovenosa di un numero superiore a due di brick di una sottomarca del Tavernello.

E' che boh, 'sto atavico convincimento che sia un mondo finto, che le cose dette mica valgono allo stesso modo, che le stronzate siano rese impalpabili dal loro essere digitali.
Il punto è che la variazione diamesica della lingua, che si libera in questi nuovi contesti dell'antica dicotomia scritto/parlato, non implica una minor responsabilità sul contenuto, anzi, semmai per diffusione ed esposizione la aggrava.

« Unglücklich das Land das Helden nötig hat »
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.

Eppure è così, si tende a inciampare nella necessità di rifugiare le proprie speranze in qualcosa di lontano, abbastanza irragiungibile da poter essere mitizzato, idealizzato. 
E se questa cosa in qualche modo si alleggerisce in un'idea di un futuro, utopico o distopico che sia,  implode in sé stessa quando il riferimento diventa il passato. Perché del passato, magari a cercar bene, persiste la memoria.

Ecco, quando vedo la gente postare foto come questa

e magari sottolineare la cosa con 'mi sarebbe proprio piaciuto vivere quei tempi...', fuori tempo massimo di tre generazioni, di una guerra mondiale, di un morto ogni cento abitanti, e del colpo di grazia che l'autarchia fascista dette a uno stato incerto già provato dalla crisi e dalla sua flebile identità.

A mettersi a dare un giudizio morale o etico su fatti, va a finire che si incespica su troppi inganni di prossimità, magari tra qualche centinaio di anni, lontano da qui, allora si vedrà.

Rimane però una cosa. Quando mi danno delle informazioni tendo a voler verificarle. 
Insomma, non sopporto le prese di posizione aprioristiche, sono utilissime per troncare i discorsi sul nascere ma sono decisamente fuori dalla realtà. Cioè, il manicheismo tanto di moda in questi tempi è evidentemente un approccio puerile alle complessità del mondo, della vita, della società. 
Alla fine siamo cresciuti sentendo 'sta cosa dei treni in orario e probabilmente abbiamo anche pensato che forse è proprio così, cazzo, non ci fossero stati i morti ammazzati magari le cose potevano anche andar bene.

Quindi, partendo dall'affermazioni di cui sopra ho cercato di fare un quadro un po' più ordinato degli accadimenti. Dunque:

le pensioni? No.
La Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai, che è essenzialmente il primo organo di previdenza sociale, viene fondata nel 1898. L'iscrizione per i lavoratori diventa obbligatoria nel 1919. Durante il fascismo cambia nome e diventa Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. Vengono sicuramente allargate le sue competenze, soprattutto in materia di integrazione del reddito, ma per la pensione sociale e la cassa integrazione tocca aspettare il 1968. 

l'istruzione? No
L'idea di istruzione obbligatoria a spese dello stato si concretizza all'inizio del novecento, dapprima con la Legge Orlando nel 1904 che prolunga l'obbligo scolastico fino al 12 anno di età. E poi sotto il governo Giolitti nel 1911 con la statalizzazione della scuola elementare e del pagamento degli stipendi degli insegnanti.
La riforma Gentile, 1923, è effettivamente quella che ha posto poi le basi per la scuola moderna, con due piccoli però: a seguito dei Patti Lateranensi Mussolini la disconobbe e iniziò un nuovo processo di riforma con la Carta della Scuola; pur essendoci la legge non gliene fregava una cazzo a nessuno di rispettarla, né durante il fascismo né tantomeno durante i primi decenni di storia repubblicana. 
Tocca aspettare il 1962 con l'unificazione della scuola media, perché l'istruzione diventi davvero fruita da i detentori del diritto.

la sanità? No
Di Servizio Sanitario Nazionale si parla solo a partire dal luglio 1980. Prima c'erano gli enti mutualistici, che coprivano l'assicurazione sanitaria delle diverse tipologie di lavoratori e loro familiari.
Il Ministero della Sanità è del '58. La riforma degli ospedali del '68. Sotto il fascismo nacque l'INAM, nel 1943 sopravvivendogli fino al 1977, che sempre cassa mutua era.

le strutture? Sì, come gli altri.
'sta cosa delle infrastrutture è sempre buttata lì. Le infrastrutture mi risulta si siano sempre costruite. Cioè, i romani costruivano le strade e gli acquedotti in base alle esigenze che avevano. Durante il fascismo hanno costruito gli aeroporti? E grazie al cazzo, prima non c'erano gli aerei. 
Se guardiamo per esempio la rete ferroviaria

si nota subito che il grosso l'han fatto prima del '20.
Han fatto le strade asfaltate? Beh, prima manco c'erano le macchine.
Insomma, possiamo andare anche col metro a misurare ma quel che verrà fuori è che durante il fascismo non è stato fatto niente in più di quanto prima e quanto dopo. Con l'aggravante, tra l'altro, di aver costruito edifici inguardabili e città orrende.

una casa a ogni famiglia? No
La legge per gli Istituti Autonomi per le Case Popolari è del 1903.
La legislazione sull’edilizia economica e popolare del 1938 era abbastanza nebulosa e non regolamentava in modo chiaro i rapporti tra IACP e gli istituti di credito col risultato di vincolare lo sviluppo edilizio alla mera discrezionalità dei mutuanti. Essenzialmente lo Stato ti dice vai in banca e se ti danno il mutuo bon, altrimenti ci hai provato. 
Tutto ciò che riguarda la partecipazione effettiva statale e il sistema delle agevolazioni fu costituito per la riscostruzione nell'immediato dopoguerra. 
 
Ah, e i comunisti. Niente, quando dicono i comunisti, oggi,  mi viene da ridere...

Quindi, se uno vuol rivivere in un periodo in cui  aumentano i prezzi e la disoccupazione, diminuiscono i salari e gli investimenti, beh, sappia che lo sta già facendo.
Se però vuole anche rivivere un periodo in cui giocando con la svalutazione della lira (ah, bei tempi, ah il signoraggio...) si acuì la crisi, vennero aumentate le ore di lavoro da 8 a 9 senza variazioni di salario, tassa sul celibato, aumento del prelievo fiscale, e tutto questo sotto il governo di un partito che si è fatto largo sterminando ogni legittima opposizione e a cui si può ricondurre la responsabilità per la morte di più di 400.000 connazionali, beh, che dire? Auguri.

La realtà è sempre insoddisfacente. Lo è oggi, lo era allora, lo sarà in futuro. Creare dei falsi miti, idealizzarli, convincersi, beh, è solo una scorciatoia, facile, che però non porta ad alcuna meta. 
Quindi?

Quindi niente.

5 commenti:

  1. Il passo successivo è nel riuscire a pensarlo un pezzo di merda anche se qualcosa di utile l'avesse fatto.
    Ah! A me gli edifici di quel periodo non sembrano orribili.

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  2. Ecco vedi, il concetto di "pezzo di merda" deriva proprio dall'eccesso di prossimità. Non ho mai sentito nessuno dire "Libio Severo era un pezzo di merda, ha portato alla rovina l'impero romano d'occidente", né "Robespierre avrà anche fatto cose buone ma le leggi speciali del Terrore non avrebbe dovuto. 'sto pezzo di merda!". Più ci avviciniamo al contemporaneo e più, a turno, tutti sono dei "pezzi di merda": Berlusconi, Prodi, Alfano, Letta, Grillo, io, te, io, io.

    Credo che se riuscissimo a staccarci, tutti, da 'sti preconcetti si vivrebbe meglio.

    E comunque a me, quando vedo
    questo risalgono sempre i testicoli

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  3. Provo: intendo che un giudizio negativo su Mussolini, come su chiunque, non dovrebbe essere impossibile anche ammettendo, e io lo ammetto, che possa aver fatto qualcosa di utile o bello addirittura, tipo il palazzo delle esposizioni (bello eh! piace tanto anche a me).
    Allo stesso tempo la prossimità e l'esistenza in vita di vittime di provvedimenti sciagurati, magari tra persone conosciute, rende il giudizio un po' più parziale, livoroso anche.
    Purtroppo non conosco nessun contemporaneo di Libio Severo.
    Generalmente non sono così molesto, ciao

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    1. No no, chiaro... tra cento o duecento anni probabilmente si riuscirà a separare la pula dal grano, ora è improponibile ed è pure comprensibile che sia così. È giusto? Bah, secondo me no, ma tant'è non mi scandalizzo... insomma, in certi contesti preferisco un eccesso di zelo livoroso piuttosto che uno smemorato lassismo che contribuisca solo a sdoganare uno dei più tragici fallimenti civili, sociali, economici, etici, umani e architettonici dell'ultimo secolo

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  4. E non dimentichiamo il comunismo con i suoi gulag, mentre lui gli avversari li mandava in vacanza...o il fascismo resosi necessario come risposta all'incombente minaccia del pericolo comunista che rischiava si diffondersi nel paese (Roberto Fiore -attendibilissimo e imparziale- docet). Che poi la gente non idealizza abbastanza perché i libri di storia sono egemonizzati dalla sinistra, dovrebbero parlare preferibilmente solo delle foibe (e, certo, ricordare che se lui non si fosse alleato con Adolf, avrebbe continuato a essere quella gran brava persona amata da tutti per il suo alto concetto di libertà e per le cose buone che NON ha fatto)...

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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