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13.12.11

Alla rovescia


13/12/11 10.09.08
Ho guardato l'orologio proprio in quell'attimo oggi.

Conto alla rovescia.

Attimi inversi da scandire nell'illusione di una meta.
Numeri sparsi, ordinati più dalla speranza che non dalla matematica. E ci si perde nell'attesa di quello zero liberatorio, principio e fine di questa seria serie, arabesco arzigogolo depauperato da ogni velleità: zero.
Precisamente tondo e forse anch'esso alla rovescia.

Quando ho iniziato a #occupare questo spazio, qualche mese fa, dentro di me dicevo: beh, di roba scritta ne ho, inventiamoci 'sta cosa del diario a ritroso e quando proprio non ho idee ributtiamo nella mischia qualche vecchio scritto.

Non avevo però tenuto conto di tre cose riguardanti i vecchi scritti:
- sono davvero insopportabili, addirittura brutti
- sono su carta, e pazienza per copiarli proprio non ne ho
- niente, è che ormai avevo scritto tre

Ogni tanto mi scrivo qualche nota sullo smartphone: abbozzi di idee, cose su cui vorrei scrivere, una frase estemporanea, un aforisma da cartiglio dei baci.
E se proprio ho voglia di scrivere parto da lì, da quelle briciole di pane abbandonate lungo il sentiero brullo dell'ispirazione.

Perché, come si diceva, non è che io c'abbia molto da dire. Anche se il fatto che questo sia il secondo post per dire che non ho niente da dire già la dice lunga.

Comunque.
E' iniziato il conto alla rovescia. Neanche so dove mi porterà, a cosa sta puntando, a cosa sto puntando.

So che oggi stavo facendo un po' di pulizia tra le note del telefono e ti trovo questa:

"I telefoni non sono come i gatti"
E nella mia testa avrei dovuto scriverci sopra qualcosa.
D'altronde una cazzata frase di tale inutilità sensibilità merita un intervento consono.

Come i gatti. Probabilmente è vero. O forse no, e mi sbagliavo.

P.s. Oggi scrivo a caso, lo so, l'ho notato.
P.p.s. Lo so che esistono sinonimi del verbo scrivere. non è questo post il luogo in cui usarli però

18.10.11

Un uovo nuovo


In un momento di euforia mediatica, ieri sera abbiamo acceso il tivvù.

Nell'era del digitale terrestre il trucco è quello di rimanere su un canale soltanto il tempo necessario perché compaia il titolo di ciò che stanno trasmettendo, non un secondo di più. Tergiversare un attimo, distrarsi, scivolare sul tasto del CH+, può rivelarsi nella maggior parte dei casi fatale.

Se per qualsiasi motivo il flusso di scorrimento dei canali dovesse involontariamente interrompersi, abbassate il volume e distogliete subito lo sguardo dallo schermo: il rischio è quello di venire rapiti da un fatale raggio della morte che inibisce ogni capacità di discernimento e ci costringe a guardare, guardare, guardare...
a me gli occhi!

L'indugio di un istante spalanca le porte a quel canto di sirena che immaginifico ci travolge e accoglie nel caldo buono della sua demenza. E d'un tratto ti ritrovi a puntare sul rosso di roulette immaginarie, appassionarti ad acquisti di case da milioni di euro, scoprire i punti psicologicamente deboli di un pincher indemoniato.

Oppure di ritrovi di fronte a  questo (l'ho visto su La5, giuro!):


Decisamente maestoso, impressionante direi nella sua semplice genialità.
Con solo 29 euro potrete per sempre (PER SEMPRE!) risparmiarvi la fatica di battere l'uovo sul bordo della terrina.
Cioè, pensiamo a quanti bordi potremo preservare con questo pratico oggetto.
Mai più dita mozzate nell'insana insolenza di rompere un uovo a mano.

Il solo pensiero di come potrebbe migliorarmi la vita un utensile del genere è mirabolante.

Ma allora mi chiedo, se esiste il rompi-uova perché non dovrebbero esistere che so:
- De-grape lo stacca-acini: mai più dita che si insinuano nella selva molesta di un grappolo d'uva, mai più la molesta sensazione di un chicco troppo maturo.
- Twisteak il gira-bistecca: basta usare la forchetta in modo improprio, è ora di smetterla con le bistecche che magari si girano e si piega un angolino, con il nuovo twisteak e il suo manico allungabile riusciremo a girare le bistecche fino a un metro di distanza.
- SaleQB lo spizzica-sale: mai più dosi approssimative, il quanto basta da oggi ha la sua misura! Finalmente un pizzico di sale sarà effettivamente un pizzico di sale. Il dosatore di pizzichi è un brevetto tutto italiano, l'ennesima eccellenza del Made in Italy nel mondo.

(io non ho avuto cuore di cercare con Google se effettivamente queste meraviglie dell'ingegno esistano davvero, nel qual caso mi scuso con gli inventori, non volevo assolutamente appropriarmi indebitamente del loro brevetto. Bravi e grazie!)