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5.9.12

S'andrà a Milos


Avrei dovuto parlarne. Non l'ho fatto.
E quasi quasi non lo farò.

Ma se proprio proprio volete un'opinione, beh, a Milos non si stava per niente male.

È tipo un'isola, di quelle col mare attorno insomma e a vederla nelle cartine che ti danno pare l'Australia.


In realtà, se dotati del giusto veicolo e se non si ha proprio voglia di guardarsi intorno, in mezz'ora la si attraversa tutta che manco te ne accorgi e guardi la cartina dicendo ma cazzo un minuto fa eravamo qui che pare a trecento chilometri e manco il tempo di interpretare i geroglifici sul cartello stradale che quel che prima segnalava di là adesso lo segna dalla parte opposta. (ma perché in geroglifici c'è la gli di glicine e non la gli di maglione?).

Dato che gli unici distributori dell'isola sono nella zona centrale e dato che le uniche strade decenti sono quelle che vedete segnate in rosso,  il giusto veicolo è uno che non consumi esageratamente e che c'abbia la spia del carburante che funzioni, ma soprattutto il giusto veicolo è quello che fin da bambino avresti voluto avere al tuo fianco in ogni sterrata
Ve lo mostro di culo, che in tutte le altre foto ci sono anch'io, che c'avrei anche dormito dentro potendo
 Che vabbé, magari non è proprio questa

Cam mimì farfan mai buggy... nà nà nà naaa ex lo sa fanfan mimì... dunbagghi...
Ecco, che altro dire che io sarei già a posto così?

Per chi ama i posti un po' isolati, di quelli che so una spiaggetta io che sei solo tu e non ti rompono il cazzo direi che è l'ideale.


Paesaggi lunari
Sì, sulla luna non c'è l'acqua. Avete rotto il cazzo!


Spiagge che scendiamo? Ma se saranno 200 metri in pendenza a 80 gradi attaccati a un cordino di canapa che arrivar giù col bungee jumping fa meno impressione? Vabbé lascia, non scendiamo duune buggy nèà nà nà naaaaaaaa


Villaggi di pescatori che per non correre il rischio di non trovare parcheggio si fanno arrivare il mare in casa.

Klema
Tramonti tra monti

E incontri al bar che ce l'hai tipo un paio d'ore per un caffè?
Ma nei fondi cosa ci leggi? Beh, sono tipo mezzo chilo, c'ho letto l'Iliade e un pezzo di Odissea. Fino ai lotofagi.
Tante altre cose (dune buggy nà nà nà naaaaaa) che ora proprio è tardi.
(ritornerò)

Ah, la Venere di Milo.
Che l'hanno trovata qui e io ho visto dove.
Che Venere è un nome romano e che tanto mica è più lì, che se n'è andata in Francia

Di sicuro non c'è andata in autostop!
Dune buggy nà nà nà naaaa.

Ah, chi volesse qualche informazione seria può anche chiedere, mi sforzerò. Buggy....

22.8.12

L'Atene visione a colori



A me di parlare delle ferie proprio non mi viene.
(Per dire, parlerei più volentieri di pleonasmi).

E' che il racconto si trova così a suo agio con la finzione che non capisco perché occorra scomodarlo per narrare una realtà recente, tra l'altro personale, ancora tiepida di vissuto.

Poi per carità, ogni viaggio è un souvenir che impreziosisce gli scaffali della nostra esperienza, una raccolta di aneddoti, avvenimenti, informazioni inutili, miscellanee che impesteranno le nostre conversazioni per gli anni a venire (rendendoci tra l'altro così sontuosamente interessanti!).

Ma il resoconto, beh, il resoconto proprio no, non mi viene.

Quindi ora metto due foto tanto per chietare le groupies, e poi ne riparliamo quest'inverno.
Lì, raccolti in un piumone di fronte al caminetto a ripensare alle rocce bianche di Sarakiniko, al sapore deciso del saganaki, al mare cristallino di Vi... ma, ma che succede? Cazzo, sta prendendo fuoco il piumone, camino scoppiettante di merda, cazzo, pff pff soffia, spegni, butta la sabbia... ah, la sabbia nera di Megalochori... ah, ahhhhh!!!

Ecco, più o meno così.

Comunque si è capito, ero in Grecia.

Due giorni ad Atene, che teoricamente nel progetto finale avrebbe dovuto essere così

Ma in realtà è ancora tutto smontato, tutto da finire, cantieri fermi, pezzi in giro dappertutto che pare camera mia quando gioco coi lego.
Dicevano che per le Olimpiadi avrebbero terminato tutto, e invece c'è ancora mezza acropoli a carte quarantotto.
(Si vabbé, adesso tutti a puntare il ditino su noi veneti che nel 1687 abbiamo praticamente divelto il Partenone con un colpo di mortaio, eh no cari miei la storia non si fa così...).

Cantieri
Colonne
Pezzi
Lavori
Ecco, insomma, sembra di stare sulla Salerno-Reggio Calabria.

 
L'unica parte completa è questa, e infatti è finta, sono statue di gesso.
Uno stampo di gesso, capite, l'ha fatto un odontotecnico, per questo si chiamano Cariatidi.

Ad Atene ho visto:
La pallade Atena sullo skateboard di ritorno al futuro
La prova provata che gli antichi Greci conoscevano già la Mini Cooper ma nessuno lo dice ed è una vergogna (e gli inglesi hanno saccheggiato l'acropoli)
Regazzini che si credono Holly e Benji e fanno il cambio della guardia di fronte alla cabina del bagno Clodia a Sottomarina

Presente quando si dice che una è una figa di legno? Ecco, niente... No, Pinocchio, non sono intercambiabili. (Comunque, discreto stappabottiglie)

Byron è stato qui, tipo due giorni. Però c'è la lapide, l'albergo, la via, l'impronta delle mani e una roba che non si è ben capito se sia un pennino o un'unghia del piede

Bene, Atene finisce qui. Nella prossima puntata: Milos.
Però, da osservatore esterno, lasciate che vi dica qual è stata secondo me la causa scatenante della crisi greca.
Ecco, la Grecia a mio avviso rischia il default a causa del packaging.

Packaging è una parola inglese che sta a indicare quella roba con cui incarti i panini.

Poniamo che tu voglia entrare in un panificio e comprare una tiropita e una bottiglietta d'acqua.
Allora, funziona così: la commessa prende la tiropita e la mette in una bustina di quelle aperte da take-away (e già così sarebbe a posto), la avvolge poi con la carta cerata da affettato, la infila in una scatola di cartone foderato di alluminio che richiude bene con lo scotch, infila tutto in una borsetta rigorosamente di plastica, prende la bottiglia d'acqua e la infila in un'altra borsetta, poi, in ulteriore borsetta sempre di plastica ma ovviamente più capiente inserisce: la borsetta con l'acqua, la borsetta col cartone con l'involucro con la bustina con la tiropita. Perché non subisca danni nel percorso tampona il tutto con mezzo chilo di salviette.



Ecco, costo della mercanzia 3 euro, costo del packaging 3,5 euro. Risultato: default!

Semplice.