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25.2.14

Hexakosioihexekontahexafobia


Ieri non l'ho detto per evitare di generare il panico, ma il post pubblicato era il numero seicentosessantasei.
Anche se è passato un giorno fa paura lo stesso, vero? Già, e infatti scrivo questo post non tanto perché io abbia davvero qualcosa da dire, ma più che altro per lasciarmi alle spalle quel brutto momento in cui ho cliccato sul tasto 'pubblica' e immediatamente è apparso quel numerino ad ammaliarmi con le sue inequivocabili proprietà esoteriche.

Perché pare che non ci sia, ma in realtà il 666 è dappertutto eh. O almeno così dicono.







Che a parte quest'ultimo che ce l'ho messo io gli altri sono veri...

Comunque, anche rimanendo nell'ambito puramente matematico il seicentosessantasei è un numero che di sorprese ce ne sa dare.
Per dire: è un numero di Harshas. È cioè divisibile per la somma delle sue cifre. A cosa serve? A niente! Ma vuoi mettere la soddisfazione?
Ed è un numero di Smith, che si chiama così perché il cognato del matematico che l'ha battezzato così si chiamava Smith di cognome e il suo numero di telefono aveva proprio la caratteristica di avere la somma delle cifre uguale alla somma delle cifre della sua fattorizzazione. Splendido no?
Poi è anche un numero triangolare, ma vabbé, quel che più ci interessa è che sia il risultato dell'addizione teosofica dei primi 36 numeri.
1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11+12+13+14+15+16+17+18+19+20+21+22+23+24+25+26+27+28+29+30+31+32+33+34+35+36=666

E per uno che è appena arrivato a 37 anni è comunque un sollievo.

Poi ci sono quelli che dicono che il numero 6 corrisponde alla lettera ebraica W




Quindi WWW, l'internet...
Ma io dico, c'è un posto dove si trova il porno gratis ma vi pare che possa essere l'anticristo?
La bestia? Sì cioè, c'è anche la roba con le bestie, ma basta non guardarla.

Ma quindi?
L'Apocalisse parla chiaro: "Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei."
Numeri e nomi. Numeri che sono nomi.
Per secoli gli studiosi si sono scervellati per decifrare questi versi. Ma io mi chiedo, dove trovare un connubbio del genere se non sulle Pagine Bianche aka elenco del telefono? Numeri e nomi.

E infatti.

Ragioniere. E ce l'avevano anche detto all'ITGC Gino Zappa che sarebbe stato un inferno... pensa te...


26.6.13

In uno specchio


Che quando muori giovane puoi permetterti di mettere sulla lapide una foto quantomeno giovane.
Perché generalmente, a imperitura memoria, regaliamo ai posteri l'istante più decrepito di noi, l'attimo in cui chimicamente la vita si trasforma nel peso consunto della vecchiaia.
Li vedi, ogni tanto, quelli che si fanno mettere la foto di vent'anni prima. Ma basta fare due conti con le date e ti accorgi subito che c'è qualcosa che non va. Quel che di primo acchito poteva risultare straziante, l'ipotesi di una morte fin troppo prematura, si trasforma nel breve risolversi di un procedimento matematico, in un ridicolo, grottesco, penoso imbroglio.
Ha lo stesso sapore di quel biondo canapa ingiallita con cui si colorano i capelli certi omoni rugosi e rubizzi.

Quando muori giovane invece è più facile. Per tutti dico.

E' che spesso ci si ostina a chiamarlo vivere pur rendendosi conto che non lo è.
Vivi quando nasci, da lì in poi non è altro che un morire.
E' morto per 97 anni, poi ha smesso. Speriamo che il Signore mi conceda qualche altro anno di morte. Vorrei smettere di morire. Si è tolto la morte.

Fino al 1800 la durata media della vita (morte) è stata di circa 35 anni.
Negli ultimi due secoli è più che raddoppiata. Cioè, ci siamo inculati Darwin, l'evoluzione, l'origine della specie e anche i piselli di Mendel.
Abbiamo vinto noi.
Eppure siamo programmati per durare 35 anni. Massimo trentasei. Da lì in poi viaggiamo con la data di scadenza già passata. Siamo oltre il da consumarsi preferibilmente.
Che sì, è vero, lo scrivono per pararsi il culo, che in realtà la roba dura molto di più, oh, resta buona per anni.
Eppure quella data è passata. E' solo una convenzione, però è una convenzione che abbiamo scavallato, non tornerà.

Ecco, oggi più o meno scado.

Che detta così pare addirittura una roba brutta. In realtà fa ridere.
E' che tra realtà e realismo si insinua sempre il nostro punto di vista. Come un dito tra le labbra madide...(no vabbé,  la puntata sulle similitudini è la prossima volta).

E niente. Rimango seduto qui, in bilico sul mio punto di vista. Vi guardo, dalle mie 444 lune e forse qualcuna è di troppo, vi guardo e penso a qualche altra cazzata.