17.6.13

GAMDT - Parte prima


La cosa più tragica è che niente d'adire l'ho già usato in un altro post...
È che boh, sarà questo caldo che non arriva ma la situazione è una di quelle tipiche: ho voglia di scrivere un post ma non ho assolutamente idea su cosa.
Nei blog seri, in questi frangenti, sono i lettori che danno degli spunti, chiedono delle informazioni, propongono gli argomenti.

Nei blog seri.
Qua al massimo arriviamo a




che per carità, potrebbe anche essere argomento interessante ma pare una domanda degli esami di maturità, o una favola della buonanotte. C'era una porca... (E comunque alla maturità ho portato Leopardi, che insomma, diciamo, era un po' fuori tema...)

O peggio ancora a




Che sì, te l'avrò detto mille volte che perché va scritto con l'accento acuto, ma non intendevo in mezzo...

E niente, stranamente devo arrangiarmi.
Che si fa?

Una bella rubrica "Gli animali mitologici del Triveneto"

La renna di Verona

La renna di Verona, a differenza di quanto potrebbe portare a far pensare il suo aspetto, è un grosso pesce gobide della stessa famiglia del perioftalmo argentato. Si distingue dalla renna dello Svalbard per le sue tipiche esclamazioni. Vive sulle rive dell'Adige e si sposta, perlopiù in solitaria, addentrandosi col suo buffo movimento ondivago fino alle abitazioni alla ricerca di tetrapack di cui è ghiotta. Curiosità: non sa nuotare.

Curiosità 2: fino a qualche tempo fa si credeva che nella lingua Inuit esistessero più di 100 parole per indicare la renna. In realtà si è scoperto che erano i nomi propri dei diversi animali addomesticati.
(pur non avendo essa nomi propri, è comune pensare che anche per la neve gli eschimesi abbiano 50 parole differenti. In realtà la parola è una sola ripetuta in parole composte. Come dire: spazzaneve, sparaneve, bucaneve, spalaneve, gattodellenevi, neverland... A impegnarci si arriva a cinquanta anche noi.

In veneto invece abbiamo circa 300 parole per dire nebbia, ma questa è un'altra storia.

Curiosità 3: i numeri delle scarpe che utilizziamo generalmente sono espressi in punti francesi. Un punto francese corrisponde a 2/3 di un centimetro. Io ho il 45 quasi 46 dipende dalle scarpe.
Gli Americani invece fanno così:
adulto maschio: 3 x lunghezza in pollici - 24
adulto femmina: 3 x lunghezza in pollici - 22,5
bambino: 3 x lunghezza in pollici - 11,67
Comodo. (Perché in pollici e non in alluci tra l'altro [ahahahahahahah])
Ah, i Giapponesi misurano in centimetri. E poi si lamentano che gli tirano le bombe atomiche.

Sì, 'sta cosa delle scarpe non c'entra niente con gli animali mitologici, che le renne mica indossano le scarpe. Esitono le scarpe di renna, sì, ma non le mettono mai. È un po' come dire la guêpière, che magari una ce l'ha anche ma non la mette mai.

[per i feticisti: sì, il perioftalmo argentato è il matsugoro!]

Ecco, fine post. Così imparate a far fare tutto a me.










6 commenti:

  1. Cambiato i ricostituenti? Hai confuso le pilloline, tesoro?

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    Risposte
    1. sì, in effetti ho confuso la citrosodina col viagra... beh, ho risolto il problema del portatile che continua a scivolarmi giù.

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    2. Non perdi un colpo, non uno :-D

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    3. E oltretutto in quel modo non perde nemmeno il portatile ;-)

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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