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27.5.13

Sola menabò per la città....


Allora, uno c'ha un blog in cui generalmente scrive cazzate.
Capita, raramente ma capita, che ogni tanto gli venga da dire qualcosa di sensato. Niente di trascendentale eh, però un qualcosina di abbastanza lucido su un argomento. Non importa nemmeno tanto quale. Un argomento.

Ecco, in quelle rare occasioni in cui questo del blog posta qualcosa di vagamente normale: ta-daaa. Arriva un commento che non c'entra un cazzo.

Bene, il fatto che l'autrice sia una nota trolla (anzi, a dire il vero pare sia un ragioniere sessantenne di Sarno, ma ci sono delle indagini in corso e non si può dire niente) non giustifica la gravità di questa interferenza.
Che se fosse stato qualcun'altra avrei anche lasciato stare, ma trattandosi di lei, la donna dai cento nick (chi ha detto dick???), non posso soprassedere ed evitare di indagare su quella frase. Il giornale per cui scrivo... Il giornale per cui scrivo... Ma per che giornale scrive?
(in realtà lo faccio perché le fanciulla in questione è abbastanza gnagna, insomma, come descrivervela? È un'Amélie che ha appena fatto a botte con una suicide girl per l'interpretazione di un verso di Annabel Lee di Edgar Allan Poe. Ecco, direi che così rende più o meno l'idea.)

Dunque, siccome all'internet non sfugge niente, ho effettuato delle ricerche incrociate nelle varie emeroteche a disposizione online e finalmente l'ho trovato.

Ah, è notevole e da non dimenticare anche il pezzzo che la suddetta ha scritto per 'L'Umidità' e che sono riuscito a recuperare (è importante perché è stato il primo a finire in prima pagina e perché ha svelato le doti da giornalista d'inchiesta della nostra. Una giornalista scomoda. Come un costume da arachide.)


Comunque, ritornando al pesce pene, di cui giuro che non scriverò mai niente: ecco la prima pagina del quotidiano uscito la scorsa settimana e che annovera tra le sue penne la poliedrica blogger tutto pepe che nelle ulrime ore rispondeva al nome di Banana Tree (continuo a dire che Anamnesi Brizzolata sarebbe un ottimo nick per lei). Squillino le trombe: La Beata Minchia. Quotidiano di informazione marginale e gossip cabalistico.

Tutto qui. Non è nemmeno un post. Solo una precisazione.

Ciao Chiara!

7.12.12

Asserayeaye


(ex I sublimi segreti delle Aye-Aye sister)

Ho appena scritto una roba tutta seria, ma non mi va.
Davvero, non mi va più. Non adesso.

Che a guardarsi indietro tanto ce n'è già che basta.
È che non serve.
Non è mai servito. Magari.
E poi adesso non ne ho più. Dighe di castori.

Ciku l'ultima volta non ha tirato il dado. Non poteva.
Le solite questioni di controversie internazionali e regi decreti. Cose per noi tecnici.

Però l'aye-aye l'ha nominato.
Troppo tardi, forse. O forse troppo presto.
Però aye-aye l'ha detto.
(ha detto ajeje brazov e tutti giù a ridere. Solo io sono andato a cercarmelo in internet, che Aldo Giovanni e Aldo proprio non mi rimangono nella memoria. Sarà che ho fatto la scarlattina abbastanza da grande).

Non avendo lanciato il dado non è possibile redarre la scheda completa di pierangelesca fattura.
Però, e quando dico però sono assolutamente magnanimo, non è possibile che la maggior parte di voi muoia senza aver visto un aye-aye.
(sì, su questa cosa del morire so delle cose che voi non sapete [ma non posso dirvele se no dovrei uccidervi], insomma non c'è verso che vi salviate!)

Quindi vi dirò solo due cose.
L'aye-aye c'ha sempre la stessa espressione per tutto.


E infatti, vi regalo un lieve compendio che mi sono costruito negli anni per decifrare la variegata mimica dell'aye-aye. Ma solo questo.

Sì, alcuni non li ho pubblicati che me li tengo in serbo per i tempi grami.
Altri perché è una cosa segreta che solo io e l'aye-aye supremo sappiamo.

Peace!