18.1.13

In bocca chiusa non entrò mai minchia [parte prima]


(causa improvviso blackout avvenuto ieri sera e perdurato per tutta la notte, il post che doveva essere pubblicato ieri andrà in onda questa mattina. Questo ritardo comporterà un delay nel continuum spazio-temporale che si accumulerà a ogni successiva pubblicazione, fino a risolversi nel 2140 con la necessità di aggiungere un giorno al calendario per il rifasamento del computo con il movimento di rivoluzione sull'eclittica, precessione degli equinozi, oroscopo di Branko etc etc etc.
Tutto il personale del blog si scusa per il disagio, la cui causa non è comunque da imputarsi in alcun modo a questa organizzazione. Grazie)



Quando ho iniziato a scrivere questo blog pensavo che prima o poi sarei riuscito a predisporre una rubrica di curiosità storiche, aneddoti, leggende, meraviglie. Una wunderkammer digitale in cui collezionare i fatti più insoliti, un percorso di parole in bilico tra Voyager, Mistero e la Prova del Cuoco.

Dato che probabilmente questa sarà l'unica puntata, riterrei doveroso parlare di quello che probabilmente è stato l'accadimento più significativo degli ultimi cinque secoli: la giornata del 15 marzo 1562.

Partiamo però con un preambolo: nel corso dellla II^ Guerra Mondiale venne costruito nel Regno Unito il Colossus Mark II, il primo computer elettronico programmabile della storia dell'informatica. Grazie a questa macchina l'esercito inglese fu in grado di forzare i codici sviluppati dalla cifratrice Lorenz SZ 40/42 usata dai tedeschi per proteggere la corrispondenza fra Adolf Hitler e i suoi capi di stato maggiore.
Al termine della guerra il governo britannico pensò di avvalersi delle potenzialità della macchina e sfruttarla a scopi civili. A fronte di ciò, e data l'onerosità e la ristretta cerchia dei tecnici in grado di utilizzare l'elaboratore, ci si pose il problema di quale dovesse essere il progetto a cui destinare il Colossus.
Nel 1946, proprio mentre a Philadelphia stava per essere inaugurato l'ENIAC, Jeoffrey Randall, un bibliotecario di Cardiff cognato del matematico Max Newman, propose di trasferire nella memoria della macchina ogni documento storico che fosse stato fino ad allora catalogato, in modo da poter programmare l'elaboratore per individuare e tracciare la rete degli avvenimenti accaduti nel mondo durante ogni singolo giorno.

Il progetto era colossale, furono impiegate migliaia di dattilografe che si davano il turno per 24 ore al giorno, più di 10.000 camion solo nei primi sei mesi, centinaia di magazzinieri trasportavano casse ricolme di libri, diari, cartigli, corrispondenze e qualunque documento avesse in calce una data per poter circoscrivere la giornata a cui si riferisse.
Nel 1947 l'operazione si allargò dapprima agli Stati Uniti  e successivamente ad altri 114 stati.
ENIAC, UNIVAC, TX-0, Whirlwind. Tutta la potenza elaborativa fu messa a disposizione del progetto e già nel 1950 potevano essere effettuate le prime ricerche.


Ovviamente il progetto continuò e continua tuttora: Google, Facebook, Microsoft, Amazon... Grazie alla rete e alla potenza dei computer quantistici la mole di dati su cui effettuare le ricerche è ormai sterminata e incrociando ogni tipologia di elementi multimediali si è in grado di scandire quasi ora per ora quel che è successo in ogni giorno del passato.

Ma veniamo a quel famigerato 15 marzo 1562. Una domenica.
L'Europa centrale era ancora sommersa da una vasta coltre di neve mentre nel continente americano i primi coloni godevano di un'insolita estate anticipata.


La prima volta che venne messa in risalto la particolarità di quella giornata fu nel 1963.
Due studenti di Harvard, Larry Chang e Domenico Callegari, stavano sperimentando un algoritmo di rilevazione di micro-fatti negli output delle ricerche relative a un range consistenti di giornate di uno stesso anno.
In realtà la ricerca fu effettuata dal solo Chang, lasciato da solo davanti al calcolatore poiché Callegari era impegnato a ciclostilare delle dispense che avrebbe dovuto utilizzare la mattina dopo durante un corso di fisica che stava tenendo.
In realtà lo studente italo-americano stava sperimentando una nuova sintetizzazione dell'acido lisergico assieme a Donald McKanzie, schivo studente irlandese del quinto anno di Chimica.
(Questa è la versione ufficiale data in seguito da Callegari ma si sospetta che stesse intrattenendo una relazione clandestina con McKanzie nella sala fotocopie).



Altro elemento curioso è comunque il fatto che nel luglio del 1562 proprio un antenato del McKanzie, Jebedia, incise su una pietra dell'Errigal nel Donegal poche parole che chiaramente si riferivano a quell'inaspettato 15 luglio.
Testimonianza quindi che già nei giorni successivi se ne parlò, per poi però far sparire tra le pieghe del tempo il ricordo di quegli avvenimenti. Come se non fosse mai successo.
Un complotto? Una congiura? Una distrazione?

È da considerarsi vera l'incisione sul masso dell'Errigal o, come affermò lo storico Hubert Jedin, "una grave mistificazione della realtà da intendersi come attacco indiscriminato al sentire comune e alla verità"?

Fatto sta che, secondo l'analisi dei tracciati ottenuti dalle periodiche interrogazioni al cosiddetto "Diario Globale", quel che accadde il 15 marzo 1562 rimane un mistero inspiegato.

[continua...]





[forse]


12 commenti:

  1. NO! Come si può nascondere una cosa simile !!!

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    1. comunque Giack sto elaborando un algoritmo per riprodurre il tracciato delle tue apparizioni qui. Voglio dimostrare che esiste un rapporto distanziometrico pari a Phi tra i tuoi commenti e la presenza della parola figa. Ma sono solo all'inizio.

      (Ma una scansione di 'Traffico' inchiostrata da visionare a uso personale, ce l'hai?)

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  2. Le solite macchinazioni dei poteri forti.
    Ma ho eciso che non vi lascerò troppo col fiato sospeso, appena posso pubblico la seconda parte dove si svela il mistero del 15 marzo 1562 dicendo quel che nessuno dice.

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    1. Le macchinazioni dei poteri forti sono già all'opera per farti tacere...hanno cominciato a renderti meno (d)eciso, maledette loro.

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    2. E' quello che volevo ire anch'io!!

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  3. era domenica. cerco in podcast l'amanacco del giorno dopo.
    le bimbomikia hanno postato su youtube, quel giorno.
    giusto così. per fare un po' di polvere e accrescere l'attenzione dei media..

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    1. giusto. bene o male non importa. l'importante è che se ne parli!
      (solo io non ho capito di cosa?)

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  4. Ma non dovevano cancellarlo dai calendari quel giorno?

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    1. c'è stata tipo un'insurrezione delle tipografie o roba del genere...

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    2. perché erano rimaste a bocca asciutta? beh sarei insorta anche io! :)

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    3. presto, bagnatele la bocca!

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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