15.11.13

Sono Mario? ovvero non è vero ma non ci credo


C'è un libretto di cui non ho ancora parlato e non l'ho fatto perché razionalmente mi sento inadeguato a farlo.
È una questione di ignoranza, lo ammetto, ché da sempre avrei voluto avere una mente propensa a certe comprensioni, e invece no. Invece mi ritrovo con una fastidiosa zoppia nei ragionamenti, un arrancare claudicante che svia il cammino: come quegli esploratori dispersi in mezzo a sterminate distese innevate, che si accorgono dopo giorni di avere girato in torno ('sta cosa secondo me mi arriva da un libro di Cussler, tanto per rimanere in tema filosofico).

Comunque questo libretto è Sono Mario? del monolitico duo maicol&mirco, colui coloro che usano tutti i titoli che terminano con un segno d'interpunzione, così è un casino inserirli all'interno di una frase.
Ne ho già parlato.

Sono Mario? è un libro ternario.
Cosa sono i libri ternari?
Grazie per esservelo chiesto.
I libri ternari sono quei libri che leggi la prima volta e dici: beh?
Anzi, in questo caso dici: beh? perché? perché con 5 euro mi danno questo? cioè, gli altri, quelli con le vignette singole erano talmente cerebrali da essere in grado di raccontare una storia pur essendo effettivamente i disegni slegati tra loro, e questo, questo cosetto di 5 euro e 27 paginette vorrebbe raccontare e non racconta niente di sensato.
Questa prima lettura in gergo si chiama, o almeno noi del settore la chiamiamo armamento dell'ordigno.

Siccome è proprio corto, dopo un lasso di tempo relativamente breve (calcolato tendenzialmente tra i sette minuti e le tre ore) avviene generalmente la seconda lettura.
Questa seconda lettura, lo dico già, viene detta accensione della miccia.
A seguito della riproposizione del racconto e avendo già metabolizzato l'iniziale smarrimento, l'esito di questo secondo evento si riflette in quella che gli psicologi chiamano quinta fase dell'elaborazione del lutto. Si accetta il libro per com'è, ci si rende conto che effettivamente una storia c'è ma che magari non è così efficace come ci si aspettava, che quel percorso cinico già visto negli altri libri esce forse ridimensionato, magari addirittura tradito, che forse è proprio la formula a essere sbagliata, il voler esporre in forma ordinata un'entità così caotica come la natura umana. Insomma, si dice vabbé, è andata così.

Dopo qualche giorno però, quando il libricino ha già tracciato i suo invisibili percorsi tra le mura domestiche, da zaino a divano, da divano a tavolo, da tavolo a libreria, da libreria a comodino, da comodino a tavolino e via dicendo, capita di riprenderlo in mano. Il sistema ternario è così, a un certo punto quel gesto già vissuto del prendere in mano il libro per spostarlo invia al cervello un segnale che ci costringe a risfogliarlo per la terza lettura: e boom!
È la cosiddetta fase di deflagrazione.
Essere così vicini al libro durante la fase di deflagrazione comporta ovviamente una serie di lesioni, lacerazioni, ecchimosi. Ovviamente letterariamente parlando.
Perché squarciare la nostra percezione è il metodo che il libro ternario utilizza per insinuarsi nella nostra mente, esplorare i nostri dubbi, manifestarsi con intermittenza fino al limite dell'epilessia culturale.

Ecco, vorrei saperne di più per poterne parlare meglio.
Perché Sono Mario? è un libro triste, di quella tristezza kierkegaardiana che solo una crudele razionalità potrebbe descrivere senza sminuirne la dirompente e cinica progressività.

E niente, è un libretto che mi ha fregato davvero.
Ma i libri ternari son così.

Per fortuna va'.

Ho voluto far dedicare la mia copia del libro a Ciku, che tanto ha dato per la causa di questi pamphlet vermigli e che ora non c'è più!


2 commenti:

  1. torno repentinamente dal mondo dei morti (ma divertiamoci comunque a toccare ferro e a grattare balle) per dire che, se quel libro riporta il mio nome farlocco, è mio!

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    Risposte
    1. beh, da quando mi hanno operato posso fare entrambe le cose con lo stesso gesto ^__^

      Taci e rimuori!

      Elimina

È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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