23.11.13

Le seconde occasioni non esitono






Lei mi guarda come se non dovessi essere lì, non in quel punto.
Mi guarda come se nella sua percezione fossi qualche centinaio di metri più indietro. Con le palpebre che strizzano gli occhi a prevalicare sul lieve e delizioso strabismo della miopia.
Ma non sono così distante, anzi, sento il caldo buono del suo respiro che fugge scivolandomi sul viso e fisso il riflesso arancione di un lampione nello specchio autunnale del suo sguardo.

Parla. A tratti.
Non è un discorso, non c'è davvero un argomento da sviluppare, no. Sono parole, abbandonate lungo il ciglio di quel sentire, come quei sassi che ti catturano l'attenzione perché estranei allo sfondo ghiaioso su cui sono adagiati.

Parla. Ma l'unico suono che rimane nell'aria è il sussurrare fumoso del fiato. Nuvole private a raccontarci di un incipiente inverno.

"Prima di adesso e non so da quando" dice qualcuno dei due "l'unica percezione del vivere l'ho trovata nella tentazione di morire..."

Passano i fari di un'auto. Solo i fari. Nessun rumore, nient'altro.

"E ora?"

"Ora è inverno e ho sulle labbra il sapore di un tuo bacio. Potrei andarmene ma non morire."

"Non si muore dopo un bacio..."

Ora sono a un centinaio di metri, ma mi guarda come fossi ancora lì.
Parlava di giusta distanza, ecco di cosa, e dell'inganno semantico delle seconde occasioni.

"L'acqua di un fiume non sarà mai la stessa" diceva "Potresti un giorno ritornare a bagnarti nello stesso punto ma non sarà lo stesso fiume a lambirti. Un'occasione è come l'acqua, sempre nuova, mai la stessa  anche se il punto del fiume rimane quello."

Sorrido trattenendo un inutile replicare.

"Come l'acqua..."

Guido. Forse nevica.






3 commenti:

  1. è solo che all'esame di italiano, per il monografico, in programma c'era "le occasioni" di montale.

    Non recidere, forbice, quel volto,
    solo nella memoria che si sfolla,
    non far del grande suo viso in ascolto
    la mia nebbia di sempre.

    Un freddo cala... Duro il colpo svetta.
    E l'acacia ferita da sé scrolla
    il guscio di cicala
    nella prima belletta di Novembre.

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  2. montale è tipo Dio, ma senza preti... http://byroneloisa.blogspot.it/2011/09/cose-che-leggo.html

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  3. Non si muore dopo un bacio...ma ci si può anche sentire morti dentro, senza un bacio. Ti si screpolano le labbra...ma è ovvio, dev'essere l'inverno che fa di questi scherzi.

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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