11.10.13

GAMDT - parte seconda - Estremamente vago


A seguito dello strepitoso successo avuto dal post sulla mirabolante renna di Verona, mi è stato chiesto di proseguire in questo excursus su Gli Animali Mitologici Del Triveneto.

Non vi nascondo la mia difficoltà e il mio imbarazzo nel dover operare una scelta per approntare questo secondo capitolo della rubrica.
Perché?
Perchè (io la ributto lì, ma se usassimo perché come why e perchè come because?) gli animali mitologici del Triveneto sono davvero tanti e già il dover farne una selezione è un delitto. Se poi aggiungiamo il fatto che è necessario dar loro una priorità di pubblicazione, beh, vi renderete conto anche voi che il peso della responsabilità e a dir poco sovraumano. Cioè, perché i collie euganei dovrebbero essere meglio del sarto Antonio da Padova? Perché le treccine di Lavaredo sì e l'Heidi sfatta di Caporetto no?

E sono interrogativi che mi sono posto anch'io. Ma evidentemente i Cimbri no. Sono loro che mi hanno commissionato 'sta cosa, e loro non guardano mica in faccia nessuno.

Eccomi qui, quindi, a parlarvi del Vago di Garda.
Il vago è, a discapito del nome e a differenza degli altri appartenenti alla famiglia dei vagidi, un animale per nulla schivo, e anzi, proprio questa sua mancanza di paure istintive e a causa della sua proverbiale loquacità è oggi considerato un animale a rischio.

Dal manto cervone costellato a volte da macchie erubescenti, la caratteristica principale del vago è la sua costante ambiguità.
Sovente possiamo intravedere, soprattutto nelle ore del mattino più prossime all'alba, gruppi formati da 2 o 3 vaghi che fingono di tuffarsi nel Garda con la rincorsa, per poi fermarsi sul ciglio della battigia emettendo la classica risata comune a tutti i vagidi che, e questa è una delle curiosità per cui il vago del Garda è famoso in tutto il mondo, è stata campionata e utilizzata in 7 delle 13 canzoni che compongono l'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, naturalmente dei Beatles.
Addirittura pare dato per certo dai più attenti studiosi del quartetto di Liverpool che nella famosa ghost track dell'album, la cosiddetta The Inner Groove, la frase ripetuta in loop non è "Never Could Be Any Other Way" come molti credono, ma "nel veneto di notte vaghi" (naturalmente pronunciata all'inglese), che richiamerebbe le abitudini prettamente notturne dell'animale, conosciuto probabilmente dai quattro durante i concerti italiani del 1965.

Altra caratteristica fondamentale del vago di Garda è la dissimulazione.
Pur essendo animali tendenzialmente monogami, il maschio intraprende sovente dei tentativi di accoppiarsi con le femmine disponibili e per dimostrare di non essere accasato si prodiga spesso in evidenti sviamenti: è solo una buona amica, condividiamo la tana per dividere le spese, è che faceva freddo ma se no non dormiamo insieme, sì quel nome mi dice qualcosa ma adesso non l'abbino al muso... insomma, resta appunto sul vago e proprio da lì deriva il comunissimo modo di dire.

Inutile dirlo, dato che già lo saprete tutti, il vago è salito agli onori delle cronache nel gennaio del 2004 a causa di quell'indimenticabile e vergognoso fraintendimento con l'allora capo di stato giapponese e il conseguente ritiro dal mercato della nota marca di cannucce pieghevoli che ahimé troppo spiccavano nel video pubblicato (queste sono le cifre che ho trovato in internet) su 150.000 siti e visto da più di un miliardo di persone.

Vabbé, non è il caso che vi saluti con queste immagini davanti agli occhi (anche perché credo che il mulinello di cannucce imbevute nell'olio d'oliva del minuto 2.08 abbia turbato i sogni di più di qualcuno).
Quindi vi lascio con una nota divertente sul vago di Garda: la popolazione in vita dei vaghi è sempre un numero primo. Cioé, a partire dai primi due ipotetici vaghi, il rapporto tra il tasso di mortalità e quello di natalità ha descritto l'andamento di una funzione il cui algoritmo definisce la curva asintotica dei numeri primi.
E infatti tutti i più grandi matematici del mondo si stanno interessando a questo fenomeno. E anche tutti gli scassinatori. Tra l'altro i vaghi partoriscono un unico cucciolo per covata e questo comporta che la morte di un vago inneschi contemporaneamente la morte di altrettanti vaghi fino ad arrivare al precedente numero primo.
Bene. Fa ridere no?

Ecco. Forse ci vediamo per la terza puntata.


10 commenti:

  1. Mmm...troppo vago e asintotico per i mei gusti!

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    1. dopo quella storiaccia con le melanzane e il bayles non sei più credibile

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    2. Non è mai stato provato che le melanzane non fossero consenzienti!

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    3. beh vedendo le proteste che ci sono state avrei qualche dubbio http://i.usatoday.net/news/_photos/2010/03/16/eggplantx-topper-medium.jpg

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  2. Una terza puntata, dici? Quindi vuoi lasciarci nel vago ancora per un po'...

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    1. come dice la pubblicità "perché io vago"

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  3. perché io vago (cit.)

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  4. Impressionante, la natura.
    Se non l'avessi letto su internet potrei pensare che non sia vero.

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    1. lo pensavo anch'io, ti giuro. Ma poi vedi le foto e ti si apre un mondo...

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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