18.7.13

Long Wei 2 - che bel caratterismo


Se c'è una cosa che mi succede spesso in questo periodo, troppo spesso, è di uscire dal cinema lamentandomi del fatto che i personaggi non avessero spessore, e sono monodimensionali, e sono caratterizzati male, e quantomeno avrebbero potuto metterci una figa... (sì, ho visto Man of Steel, sì ho visto Pacific Rim, vabbé, è colpa mia...)

Ecco, una delle cose che già si intuivano nel primo numero, e che mi è stata confermata da questo secondo, è che i personaggi di Long Wei, protagonisti o comparse che siano, hanno il grosso merito di essere fortemente caratterizzati. Rappresentati a tutto tondo in tre, forse quattro, dimensioni. E soprattutto questa caratterizzazione, quest'anima che è stata loro insufflata, beh, funziona, è credibile nel contesto, divertente nel senso più ampio del termine, azzeccata.

Che poi, il grosso merito mica è dei personaggi, ma di chi se li è inventati.

Fatto sta che anche in questo secondo episodio succedono cose, ci si mena con e senza kung fu, l'eroe fa l'eroe, i cattivi fanno i cattivi, quelli molto più cattivi dei cattivi fanno i molto più cattivi, si avanza in verticale e in orizzontale, e, cosa non sempre così ovvia, ci si diverte. A mio avviso parecchio.

Cioè, di mio sono lieto che questa miniserie se ne sia uscita adesso, in estate, col cervello in modalità estiva: perché ci sta, è proprio quel che ci voleva, come una fetta di anguria o il ventilatore.
Anzi, proprio per quel discorso sui personaggi così ben caratterizzati, beh, ci aggiunge anche qualcosa di più, tipo l'ombrellone e quella brezza perfetta da fine giornata.

E' un numero veloce, che fila via che manco te ne accorgi. I dinamici disegni di Gianluca Maconi fanno a gara con quelli del primo numero, in positivo intendo. Con quel quasi realismo che, oh, a me trasmette l'atmosfera giusta per una storia del genere.

Copertina di LRNZ che lèvate...

Ecco, e pensare che stavolta mi ero quasi convinto di voler fare una disamina seria. Ma alla fine perché?
Cioè, se vi dico leggetelo che vi farà passare un quarto d'ora di contentezza, non vi basta?

(ah, la stampa e quelle cose lì, che pare che tutti a casa c'abbiano i fumetti in carta Amalfitana grammatura 300, mentre io sono l'unico pezzente che si legge quel che capita e che gli sbavano i neri perfino ai Dylan Dog. Tendenzialmente la stampa è in linea col precedente, la carta stavolta è bianca, un passo avanti rispetto al giallino. Però, sul primo numero non c'era la cordonatura, adesso c'è. Insomma, pare che un riscontro alle critiche mosse ci sia stato. Che ci stiano lavorando. (che per me può anche rimanere così, tra l'altro...))

Bon, basta.

2 commenti:

  1. sì ma l'ho trovato un po' caotico, 'sto giro. e con buchi riempiti troppo anche se bene (v. la scena della discoteca e il film di wei). o forse è solo che non sto attenta.
    cmq avvisali che "va" all'imperativo vuole l'apostrofo, non quell'ombrello che gli han messo.

    firmato: scassapalle

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    Risposte
    1. beh, il non essere bonelli permette di percorrere alcune soluzioni di costruzione della tavola che altrimenti sarebbero precluse... io lo trovo molto interessante e stimolante.

      Ma sì, mi ero accorto anch'io e sono andato subito a cercare un "po'" per vedere come fosse l'apostrofo. Tra l'altro c'è ben due volte... probabilmente è colpa della carta scadente ^_^

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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