9.12.11

BILO.TA = (4,1,5,2)


Non sono un integralista, anzi, spesso riesco a essere anche una persona decisamente affabile.
Polemico sì, ma neanche esageratamente. Per nulla diplomatico ma pur sempre conciliante.
Eppure c'è una cosa che proprio non sopporto: gli errori nei fumetti.

Errori di battitura, refusi, errori ortografici, grammaticali, di sintassi, coquille. Capita.
(la parola refuso l'ho sempre trovata affascinante, l'ho sempre associata alla fatica, al dover appunto rifondere la lastra tipografica, al piombo colante, al calore, al fuoco che frusta le gote... anche coquille ha la sua storia, un'altra volta però...)

E per carità, chi non fa non falla, si sa: che poi ogni cosa ha la sua gravità, s'intende.

E' che mi sorprende sempre che, nei vari passaggi di creazione dell'opera, nessuno si sia accorto di quel qual'è, del , di buoi al posto di buio, della parola che manca, del nome sbagliato.
Mi sorprende e mi spaventa.

Perché mi si dissolve quell'idea di cura amorevole, di attenzione materna, che tanto mi conforta associare alla filiera attraverso cui passa il fumetto per arrivare alla stampa.

E così quando mi succede di incontrare un errore, mi blocco.
Basta, non riesco più a proseguire.
A volte bastano 5 minuti, altre volte un giorno, magari una settimana. E' capitato anche un mai più.

E' una questione di rispetto verso la storia, un discorso tra me e la pagina.

Comunque ieri è stata giornata di grandi manovre pre-natalizie.
Una di quelle giornate in cui l'aspirapolvere la fa da padrona e il mocio è il re della casa.
Ma quando succedono dei giorni così, la prima cosa da fare è raccogliere tutti gli albi che sono sparsi per casa, radunarli in un unico punto, dividere quelli letti da quelli da leggere e poi trovare per ognuno una nuova casa tra gli spiragli delle librerie.

In questo marasma mi capita tra le mani il Dylan Dog Gigante n.20, comprato e abbandonato lì in attesa di una giornata di ispirazione dato che tra me e l'Old Boy non è che ultimamente corra buon sangue.
Comunque ora ce l'ho tra le mani, scosto la copertina, prima pagina:

BILOTA?!? Ma mica sarà Alessandro Bilotta quello di Valter Buio?
Cioè, magari c'è un motivo, magari sono rincoglionito io, magari è un altro. Ma se fosse, cazzo, se fosse, cosa posso aspettarmi da un fumetto in cui nessuno si è accorto che perfino il nome dell'autore è stato scritto sbagliato? Bilota...

Che poi la storia un po' l'ho letta e fin dove sono arrivato non è neanche male.
Fastidio.

Comunque 'sta storia della T che sparisce mi ha fatto tornare alla mente una cosa di un po' di tempo fa.
Chissà, magari un altro giorno...

P.s. Ah, quella di apertura è una crittografia coniata per l'occasione dal  titolo "IN EGITTO".
Toccherà pensare a un premio se qualcuno la risolve...

1 commento:

  1. Ma sì dai, Alessandro Bilota ai testi e Luigi Piccato ai disegni...e l'ìspirazione a leggermi i Dylan il giorno stesso dell'acquisto tarda sempre ad arrivare...

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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