17.2.13

Il lato oscuro della luna - ovvero Sartre nel buio


[AVVERTENZA: Avevo scritto questo post stamattina, non era neanche male. Poi blogger me l'ha cancellato. Giuro. Stavo facendo colazione e l'ha cancellato. Lo riscrivo ma non sarà mai più niente come prima.]

L'ideale sarebbe non parlare di questa storia.
Probabilmente sarebbe l'unico modo di rispettare l'intimità solenne in cui è stata tratteggiata.
Perché, e soprattutto, è una storia che si adatta fin troppo alle ipotesi più disparate, ognuna abbarbicata nell'incavo della sensibilità personale, e suggerisce più che raccontare, indica.

Lo dico subito, non è la storia  che stavo cercando.
Non mi capita spesso di cercare storie,  mi abbandono a quel che c'è e mi va bene.
È che stavolta ero già un po' perso di mio nel magazzino dove tengo in maniera confusa le sensazioni.

Sarà stata quella frase dal silenzio dello spazio, una minaccia senza volto... 

E io ero già in quella stanza immersa in una penombra buia, sempre. Fredda di marmo e tappeti. Sei, forse sette anni. Fantascienza cartonata edizioni SAIE, pagine ingiallite, umidità di carta porosa.


Lo presentavano così:
Lloyd ha coronato il sogno della sua infanzia: è un astronauta ed è in viaggio verso la Luna… Ma, all’improvviso, l’avventura diviene incubo. Com’è possibile che i suoi compagni siano spariti senza lasciare traccia? Perché la sua mente è assediata da dolorosi ricordi? Forse le risposte sono nascoste su quel freddo satellite, attendono nell’ombra eterna del suo… lato oscuro.

No, non è fantascienza.
Ma no come quelli che fanno i fighi e dicono che Star Wars non è fantascienza è un western.
Questa è un'altra cosa.

E infatti non vorrei parlarne. Forse dico qualcosa, forse dopo.
Prima però vorrei soffermarmi su un aspetto, che pare niente eppure dovrebbe essere di un'importanza clamorosa.
Mentre leggevo, questa storia che non mi aspettavo e che non aspettavo, mi è capitato più di una volta di fermarmi, ritornare alla pagina di copertina, guardare il prezzo anche, e rendermi conto di ciò che avevo in mano, del fatto che l'avevo preso in edicola tra Unità Speciale e le Winx.
Che a essere distratti ci si sarebbe probabilmente attesi, per qualità artistica, narrativa, umana, altra fattura, altri loghi, altri luoghi.

E forse, tra tutti i numeri già usciti, questo è quello più sorprendente.

No, non è fantascienza, è scienza.
A ogni azione corrisponde un'azione uguale e contraria.
L'ascesa del protagonista verso la luna si contrappone alla sua discesa, uno sprofondare doloroso nei meandri di sé stesso.
Crudele, allucinante, ineffabile.

Ecco, filosofia più che scienza a dire il vero.
Esistenzialismo, nichilismo, più Nietzsche che Asimov, più 2001 Odissea nello Spazio che Star Trek.
Il lato oscuro della luna è quello dei Pink Floyd, quello dove Astolfo cerca il senno di Orlando, quello dove il protagonista si ritrova. Oppure si perde.

Follia, senno, smarrimento.

E un percorso, da intuire più che da seguire.
Per questo non ne parlerei, per non violare l'intimità propria di chi legge, per non ricalpestare impronte che meritano di rimanere assolute. Come sulla luna.

Ecco. 3,50 euro. In edicola. Alessandro Bilotta e Matteo Mosca.
Bravi.

Nient'altro.



11 commenti:

  1. Secondo Galileo il mio è il nome della luna e pure io ce l'ho il lato oscuro.
    Sta a vedere che la luna sono io.

    (manie di protagonismo lo so)

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  2. quando l'ho preso in edicola, l'altro giorno, camminando per strada mi son messa a sfogliarlo (ok, ho visto come va a finire), mi son ritrovata immobile a guardare le immagini che scorrevano e mi son detta che questo non lo butto via così, che potrebbe uscirne qualcosa di molto buono. forse non avrei dovuto leggerti. anzi no. mi crea ulteriore aspettativa. ma sarà per martedì. ne avrò bisogno.

    (bilotta è decisamente figo. se lo vedi a bologna, fagli un occhiolino da parte mia)

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    1. che tu non avessi dovuto leggermi te lo dico da mesi... ;)

      E vabbé, anche Bilotta è un figo. Rimarrò soltanto io a difendere l'onore dei non fighi ^____^

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    2. ok, dai, fai un occhiolino anche a te stesso e non ci pensiamo più

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    3. Non pensare più? Foorte, sono bravissimo a non pensare più

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  3. Sì, decisamente toni più da 2001 Odissea nello Spazio, magari con un piccolo tocco di Solaris (e, volendo, anche del Jeff Hawke anni '60)...questo e molto altro in una storia che non si presta a facili schematizzazioni (e infatti della science fiction propriamente detta ci ho visto giusto alcuni echi) riuscendo a non deludere, pure se visto il soggetto mi sarei forse aspettato uno svolgimento più classico...ma comunque è andata bene così.

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    Risposte
    1. beh, mi è venuta già voglia di rileggerlo. Qualcosa significherà...

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    2. Una storia così stratificata merita decisamente una rilettura (e anche più di una)...

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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