3.10.12

La festa del Nonno





Se l'abbiamo fatto per il papà, direi che è doveroso farlo anche per i nonni.
Grazie a Gianni Rodari che si è posto nelle condizioni di non ribellarsi.


Ricordate l'alunno distratto
che al pontefice fece la festa?
Fu latore di un altro misfatto
sempre tenendo la penna in resta.

Cavaliere di mala scrittura,
candidossi futuro dottore:
bigio equino di propria natura
come disse il suo institutore.

Il pennino tremante disdegna
di vergare la giusta grafia,
così letter diverse lui segna
e a chi legge regala pazzia.

Così oggi la Festa del Nonno
lui tramuta qual nuovo Merlino,
or ricorre la Festa del Tonno
e ogni alunno c'ha in mano un grissino.

Statue a forma di pinna caudale
van sfilando per ogni calle,
anche il parroco, cosa inusuale,
dà santini del pinne gialle.

Giunge il tonno come salvatore,
con la forza suadente del tuono.
I bambini  con sigle canore
van cantando di quanto è buono.

Però al tonno appare incredibile
che lo inseguano per il viadotto,
lo raggiungon anche se insuperabile
e si accorge che lo voglion cotto.

Con le secchie di olio d'oliva
si procede all'estrema unzione,
le contrade al grido di 'evviva'
si contendono la comunione.

Tutti quanti a richiedere il bis,
chi per strada, chi nella sua stanza.
Il finale di questa via crucis
è ovviamente una bella mattanza.

Perché quando ti fanno la festa
se sei pesce non ti dan bicicletta,
niente pacchi regalo né cesta,
ma ti mettono in scatoletta.




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