ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
24.1.13
Spremi
Dice, ma questo non era un blog che parlava anche di fumetti? Tipo che ogni tanto si passava di qui, c'era qualche recensione di quelle che non si capiva un cazzo ma almeno c'era la foto del libro e uno se voleva se lo comprava, tipo che magari non era neanche interessante quel che scrivevi ma almeno c'era, insomma se lo cercavi con google arrivati a pagina trenta forse saltava anche fuori, no?
Ma hai smesso di leggerli?
Dico, macché ne leggo che son sempre in mezzo ai maroni che ogni volta che ti alzi casca un fumetto da qualche parte che pare the butterfly effect però ristretto in tre stanze e due gatti.
E comunque fatti i cazzi tuoi, che qui scrivo di quel che mi pare che mica siamo su Comicus che non è mai morto nessuno qua, a differenza, e non ho mai minacciato nessuno di rigargli la portiera della macchina. Con le lenti degli occhiali. Suoi. Mentre li indossa. Ecco, finora non l'ho fatto.
Dice, vabbé oh, senza neanche che ti scaldi tanto che era solo un pò di curiosità (po' dico io, con l'apostrofo e lui dice con l'apostrofo viene pó con la o chiusa e io dico guarda che mica si sta parlando di fonetica ma di grammatica e lui drammatica? e lì è stato che si è rigata la portiera. Io non ho visto niente ché i miei occhiali ce li aveva lui) e lui dice che c'avevi anche promesso i premi e le classifiche come nei siti seri, con le fontane a forma di trilobite che zampillano estathé e il chinotto gratis. E in più avevi detto che c'erano le vallette fighe, fighe, FIGHE (no niente, questa l'ho ripetuta per i motori di ricerca).
Dico, ma tanto io parlo solo dei fumetti che mi piacciono che di quelli che non mi piacciono che cazzo me ne frega di mettermi a fare la disamina che questo si poteva fare così e il colpo di scena che non colpiva e la sospensione di incredulità che si sospendeva e guarda che naso gli ha fatto qui pare Pinocchio (era il fumetto di Pinocchio, capita a tutti di confondersi...)
Dice non è vero, hai parlato anche di Darwin.
Vabbé, hai rotto il cazzo. Dico.
Sweet Salgari di Bacilieri, Gli scarabocchi di Maicol e Mirco, Un polpo alla gola di Zerocalcare.
Allora dice, ah ho capito, allora quelli di cui non hai parlato ti han fatto da cagare.
Mi rimetto gli occhiali. Quel che resta.
Semplice di Stefano Simeone, Full Monti di Makkox, Asso di Roberto Recchioni ma più la parte non di Roberto Recchioni, Legion75 dei fratelli Riccio, Metamorphosis di Giacomo Bevilacqua corri che è ancora in edicola che ne sono usciti solo due e ne manca uno ma merita davvero e mi sarebbe piaciuto scriverne ma vabbé, Orrore tra gli Amish di Diego Cajelli, un Martin Mystère che proprio non mi ricordo il titolo ma era davvero bello, Shangai Devil di Gianfranco Manfredi che accelera sempre più, il numero 3 di Mytico quello del minotauro di Matteo Casali e Maurizio Rosenzweig e Mytico è si è concluso col 38 e mi sarebbe piaciuto parlarne ma vabbé, Lilith - Il mondo fluttuante di Luca Enoch, Allen dopo aver visto Prometheus, uno di Nirvana di sicuro, l'ultimo John Doe nel senso proprio di ultimo.
Dice, con un filo di voce, ma il meglio?
Mi rimetto gli occhiali. Di nuovo. Pulisco il sangue prima, che non siamo mica dei selvaggi.
Guarda, per me il fumetto che proprio mi ha dato di più quest'anno è questo
Dampyr 152 RITORNO A SHEFFIELD di Mauro Boselli e Fabio Bartolini.
Lo so, è un albo di una serie, lo so, se non hai letto quelli prima e non conosci i personaggi non ci capisci niente, lo so la copertina è proprio brutta. Ma è una storia che ha tutto e ce l'ha in modo armonico, romantico, equilibrato.
Non ci sono i vampiri ma vabbé, sarà mica obbligatorio c'erano anche dei Dylan Dog senza mostri che erano belli no? (Dylan Dog è un fumetto di quand'ero giovane che adesso credo non facciano più).
Comunque, c'è un amore che va oltre, un'amicizia che resiste, rabbia, odio, ossessione, rassegnazione, tenerezza, pietà, sorpresa, inseguimenti, morti ammazzati... Insomma, di roba ce n'è. Mai troppa, sempre con la giusta misura di tutto.
E poi ci sono fili che si tagliano, fila che si tirano, epiloghi, prologhi, fini.
Dice, tanto rompere il cazzo e poi ti è piaciuto il giornaletto dell'edicola col numero 152 che son tutti uguali e manco ci sono i vampiri che è un fumetto di vampiri.
Dico, guarda che questo è un blog democratico: potete andarvene a fare in culo tutti!
E lì ridiamo insieme...
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22.1.13
baci di dramma
Ma secondo te, ci vuole più coraggio a vivere o a morire?
...
Eh?
Dimmi che non me lo stai chiedendo davvero...
Beh, sì. Che c'è di male?
C'è che tra qualche ora sarò morto, ecco cosa c'è di male!
E appunto a te lo chiedo... Ci vuole più coraggio per vivere o per morire?
Io non ho nessun coraggio. Solo paura... Ma per continuare a vivere così io di coraggio davvero non ne ho abbastanza, così come non ho abbastanza paura di continuare a vivere così per morire.
Fammi fare un tiro va'...
Tieni, finiscila.
Non so se l'ho capito bene 'sto discorso, ma guarda che mica devi morire per forza. Non c'hai mica una malattia!
Lo sai che lo faccio per noi. È un'opportunità. L'unica che abbiamo di vivere in pace.
Ma tuo padre?
Eh, cosa vuoi... Papà fa sempre la voce grossa ma alla fine cede. È più una questione d'immagine sai, che lui mica ci crede a certe stronzate, è che c'ha un ruolo, una posizione. È solo politica...
Quindi se fosse per lui...
Se fosse per lui non ci sarebbe bisogno di questa pagliacciata!
Quindi sei sicuro che alla fine interverrà? Cioè, non è che ti lascia lì? Non è meglio chiederglielo? Avvisarlo? Prepararlo? Non è meglio che vi parliate prima?
Non essere apprensivo, dai... Che cazzo, sono il suo unico figlio mica può lasciarmi lì.
Porca troia mi tremano le mani, ne hai un'altra?
Tieni, te l'accendo io.
Tieni. E stai tranquillo...
Eh, mica sei tu quello che deve morire.
Beh, certo. Per me è tutto facile no... che cazzo, tu sei il figlio di Dio, quello che muore e poi risorge, che sarà mai? Cos'è la vita? Cos'è la morte per te? Ci pensa paparino, chiudi gli occhi, apri gli occhi, per la cazzo di fottuta eternità... Ma io? A me non pensi? Non riesci a immaginare come starò io? Tre giorni a macerare nel pensiero che potresti non tornare? Che abbiamo sbagliato tutto, che sarebbe stato meglio fuggire e basta, rischiare? E se qualcosa non funzionasse? Non lo pensi? Da solo, a morire della tua assenza mentre tu sei in qualche cazzo di paradiso o che ne so... Perché papà qua, perché papà la... Ma non ci pensi che a tuo padre non gliene frega un cazzo di noi? A lui interessi tu! Che tu sia morto sulla terra ma vivo da lui gli va benissimo... Cazzo gliene frega a lui se ti amo!
Mi farà risorgere, non preoccuparti...
Mi farà risorgere, tutti crederanno che io sia morto e io e te potremo andarcene insieme, senza nessuno che si faccia domande, lontani dalle solite malignità.
Dai vieni qui, lo so, lo so che fa paura, sono spaventato anch'io ma andrà tutto bene...
Giura!
Lo giuro su me!
Ah!Ah! Baciami, stupido!
Ti amo! Mi mancherai in questi tre giorni da morto.
Guarda che io so fare delle cose che fanno risuscitare i morti...
Ah!Ah!Ah! Scemo...
E se il bacio stasera te lo dessi così?
Dai, fa' il serio! Non devi fare stupidaggini, attieniti al piano e a quel che abbiamo provato: un bacio sulla guancia e via, poi lasci spazio alle guardie.
Tutti penseranno che ti ho tradito!
Così nessuno sospetterà che siamo d'accordo...
Giura che andrà tutto bene!
Baciami!
Certo che sì, è l'ultimo bacio decente che posso darti prima di vederti morire...
... e risorgere.
Mi sembra tutto così complicato.
Lo è! Ma ti amo...
Ecco, questo mi sembra facile invece...
La cena è pronta, andiamo!
Ah, ho deciso: faccio quella roba dello spezzare il pane!
Ooh, quindi niente quella cosa che abbiamo provato con il montone in umido?
No, mi si sono rovinate tutte le unghie. Sai che figura ci farei nei santini?
Già. Vado a prendere il pane.
Già...
21.1.13
Racconto d'inverno
Te lo ricordi quel giorno?
La nebbia era salita inaspettata, come se un commensale distratto ne avesse rovesciato un boccale sulla tavola che il caso aveva imbandito per noi.
Sprofondava un gelido gennaio e pareva che la terra avesse sospirato d'improvviso, abbandonando il fiato dopo averlo trattenuto per tutto il tempo in cui ci siamo avvicinati.
A ripensarci adesso faceva freddo davvero. Ma non importava e infatti lo ricordo soltanto nello spessore dei cappotti che ci separavano, non in altro, solo in quell'ostacolo cerato che scivolava ruvido sotto ai polpastrelli arrossati.
Perché in realtà tutt'intorno si respirava un tepore buono, a pochi centimetri dal tuo collo l'aria si sfilacciava in un profumo caldo, come i forni del pane a notte fonda. A un certo punto, pensa, ho immaginato fosse vapore quel muro fumoso tutto intorno, di quei bagni enormi che si vedono nei cartoni animati giapponesi.
Ho ben presente il dopo sai, di come ho guidato nella nebbia, senza mai frenare mi sembra. Non si vedeva nemmeno il muso della macchina e ho guidato con te aggrappata al petto, stringevi più della cintura, e io non avevo peso se non quello del tuo abbraccio.
Sarei volato via, leggero, inerte. Senza quel tuo stringermi non sarei probabilmente nemmeno mai esistito in quell'istante.
Mi hai creato tu, lo giuro, io prima di quel momento non ho nemmeno ricordi.
Ore ho guidato, in quel latticinoso niente. Eppure per gli occhi altro non era che un immenso foglio da disegno in cui ripeterti, rivederti, inventarti per ammansire il fuoco delle tue braccia che bruciavano i solchi lungo i miei fianchi.
Acceleravo, per avvicinare quel domani che si allontanava dietro alle mie spalle, rincorrendo il tempo mentre lo spazio si nascondeva tra le pieghe caliginose di una notte ormai allo stremo.
Domani.
Domani avrò ancora quell'abbraccio.
E domani ancora.
E oggi.
(il disegno lì sopra l'ho rubato dal tumblr di Maurizio Rosenzweig, e forse avrei dovuto metterlo alla fine che lì all'inizio rende tutto quel che c'è sotto meno di ciò che è)
19.1.13
Wanted 6
Eccoci qui. Ritorna finalmente l'appuntamento in cui metto a disposizione il mio scellerato sapere e la mia pazienza sconsiderata per rispondere a quelle domande che i naufraghi della navigazione web hanno lanciato in bottiglie a forma di google e che l'imprevedibile marea della rete ha fatto adagiare sulle morbide sponde di questa mia isola felice. (il tutto scritto senza nemmeno una virgola che fa tanto Joyce).
So che vi starete chiedendo: perché proprio adesso? Beh, perché mi han chiesto che post stavo preparando e ho detto tre titoli, ma appena pronunciati sono stato immediatamente colto dalla necessità di fare altro.
C'è chi la chiama incoerenza, chi incostanza, chi regressione mentale. A me piace pensare che sia distrazione.
Eccomi a voi.
Abbiamo già fatto un post sull'argomento. Tu dov'eri?
È possibile che con voi debba sempre spiegare le cose venti volte? No, avevo detto che interrogavo oggi.
Non ci si giustifica, no. Adesso vieni qui e fai scena muta, non mi interessa...
Vabbé, troppo buono sono.
* nei paesi al di sotto del 45° parallelo significa 'rischi di romperti il culo' (dalla contrazione dell'inglese 'ass the risk'. Negli altri paesi invece significa 'ti userei l'uccello come una sac a poche'
Non esistono animali ciccioni e brutti, esistono solo uomini incapaci di vedere la bellezza interiore di ognuno...
Non ho niente di divertente da ricamarci sopra (la ricerca dico, non il culo). Ma mi piaceva postarlo lo stesso, è a suo modo poetico. Un po' Hikmet, un po' Neruda, un po' Brass.
Che poi adesso si scopre che Di Culo è solo il cognome del povero signor Angelo.
Ma no, no. Quello è il calendario Maya, non c'entra niente. È quello che dice che la fine del mondo sarà il 21 dicembre 2012. Cioè, il 21 dicembre a dire il vero è già passato, ma noi siamo ancora qui a dirci no dai, ancora cinque minuti ti prego, dai, aspetta un secondino solo. Adesso finisce, dai. Facciamo che se entro un minuto passa una golf finisce, dai dai...
Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers
Sì, l'ho vista anch'io quella puntata di com'è fatto. Sinceramente ho preferito quando hanno mostrato come si fa un'insalatiera di legno partendo da un tronco. Però devo dire che la sequenza del mulinello finlandese mi ha particolarmente colpito. Per quelle insalatiere...
Vabbé, nel deep web si trova di tutto si sa. Ma di donne scopate da cani ce n'è ovunque. Sarà l'egoismo, sarà il machismo, sarà il gaysmo. La colpa comunque è di noi uomini, del porno e dei giochini sullo smartphone. Dovrebbero fare dei corsi.
Vabbé, evitiamo le solite battute sugli attriti, gli scout e su quanto brucia questo amore.
Vogliamo invece dire a tutti i ragazzini che ci seguono di non fumare. Non fumate, che vi fa male, invecchia la pelle e vi si seccano le mucose. Piuttosto la sigaretta elettronica, che fa quel bel vaporino che tiene tutto ben inumidito come il contenitore delle fajitas.
Quindi figa sì, fumo no. (non è vero, fumate! Cazzo, siamo 8 miliardi al mondo, dovremmo essere meno di metà per star bene tutti. Fumate!)
Allora funziona così:
se è un cetriolo impanato è vegetariana
se è un cetriolo cotto è vegana
se è un cetriolo crudo è crudariana
se è un cetriolo di plastica è una capitalista imperialista schiava del petrolio
Intero è troppo, sgranato è troppo poco. No, non è un frutto adatto al porno.
Che da bambini ci siamo sempre chiesti ma Venus A oltre a sparare le tette che armi c'aveva?
Ecco, adesso scopriamo che c'era il pompino rotante. Altro che alabarda spaziale... E niente, tutto ciò apre dei nuovi orizzonti anche sui pugni atomici.
Bene, suppongo tu abbia una vigna molto piccola e ti serva una pompa adeguata per spruzzarla con il verderame.
Comunque tra persone adulte io eviterei i diminutivi.
Ahhh, i re magi, l'asinello, l'imene, la coda della stella cometa, l'aureola... ahhh. No, davvero, troppa roba, troppo materiale. Mi è andato in corto circuito il cervello.
Il puntale dell'albero, il pastorello, la mirra...
La fecondazione eterologa, il parto in acqua.
L'arcangelo Gabriele detto Rocco.
Ti ringrazio di avermi posto questa domanda.
Io ritengo che lo strumento migliore sia una brugola esagonale da 40 mm col manico in plastica.
Ma mi hanno parlato benissimo dei cucchiai da cucina in legno d'olivo, quelli col manico grosso zigrinato che vendono alle fiere.
Se opti per il manico dimmelo, che eviterò di venire a cena da te.
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18.1.13
In bocca chiusa non entrò mai minchia [parte prima]
(causa improvviso blackout avvenuto ieri sera e perdurato per tutta la notte, il post che doveva essere pubblicato ieri andrà in onda questa mattina. Questo ritardo comporterà un delay nel continuum spazio-temporale che si accumulerà a ogni successiva pubblicazione, fino a risolversi nel 2140 con la necessità di aggiungere un giorno al calendario per il rifasamento del computo con il movimento di rivoluzione sull'eclittica, precessione degli equinozi, oroscopo di Branko etc etc etc.
Tutto il personale del blog si scusa per il disagio, la cui causa non è comunque da imputarsi in alcun modo a questa organizzazione. Grazie)
Quando ho iniziato a scrivere questo blog pensavo che prima o poi sarei riuscito a predisporre una rubrica di curiosità storiche, aneddoti, leggende, meraviglie. Una wunderkammer digitale in cui collezionare i fatti più insoliti, un percorso di parole in bilico tra Voyager, Mistero e la Prova del Cuoco.
Dato che probabilmente questa sarà l'unica puntata, riterrei doveroso parlare di quello che probabilmente è stato l'accadimento più significativo degli ultimi cinque secoli: la giornata del 15 marzo 1562.
Partiamo però con un preambolo: nel corso dellla II^ Guerra Mondiale venne costruito nel Regno Unito il Colossus Mark II, il primo computer elettronico programmabile della storia dell'informatica. Grazie a questa macchina l'esercito inglese fu in grado di forzare i codici sviluppati dalla cifratrice Lorenz SZ 40/42 usata dai tedeschi per proteggere la corrispondenza fra Adolf Hitler e i suoi capi di stato maggiore.
Al termine della guerra il governo britannico pensò di avvalersi delle potenzialità della macchina e sfruttarla a scopi civili. A fronte di ciò, e data l'onerosità e la ristretta cerchia dei tecnici in grado di utilizzare l'elaboratore, ci si pose il problema di quale dovesse essere il progetto a cui destinare il Colossus.
Nel 1946, proprio mentre a Philadelphia stava per essere inaugurato l'ENIAC, Jeoffrey Randall, un bibliotecario di Cardiff cognato del matematico Max Newman, propose di trasferire nella memoria della macchina ogni documento storico che fosse stato fino ad allora catalogato, in modo da poter programmare l'elaboratore per individuare e tracciare la rete degli avvenimenti accaduti nel mondo durante ogni singolo giorno.
Il progetto era colossale, furono impiegate migliaia di dattilografe che si davano il turno per 24 ore al giorno, più di 10.000 camion solo nei primi sei mesi, centinaia di magazzinieri trasportavano casse ricolme di libri, diari, cartigli, corrispondenze e qualunque documento avesse in calce una data per poter circoscrivere la giornata a cui si riferisse.
Nel 1947 l'operazione si allargò dapprima agli Stati Uniti e successivamente ad altri 114 stati.
ENIAC, UNIVAC, TX-0, Whirlwind. Tutta la potenza elaborativa fu messa a disposizione del progetto e già nel 1950 potevano essere effettuate le prime ricerche.
Ovviamente il progetto continuò e continua tuttora: Google, Facebook, Microsoft, Amazon... Grazie alla rete e alla potenza dei computer quantistici la mole di dati su cui effettuare le ricerche è ormai sterminata e incrociando ogni tipologia di elementi multimediali si è in grado di scandire quasi ora per ora quel che è successo in ogni giorno del passato.
Ma veniamo a quel famigerato 15 marzo 1562. Una domenica.
L'Europa centrale era ancora sommersa da una vasta coltre di neve mentre nel continente americano i primi coloni godevano di un'insolita estate anticipata.
La prima volta che venne messa in risalto la particolarità di quella giornata fu nel 1963.
Due studenti di Harvard, Larry Chang e Domenico Callegari, stavano sperimentando un algoritmo di rilevazione di micro-fatti negli output delle ricerche relative a un range consistenti di giornate di uno stesso anno.
In realtà la ricerca fu effettuata dal solo Chang, lasciato da solo davanti al calcolatore poiché Callegari era impegnato a ciclostilare delle dispense che avrebbe dovuto utilizzare la mattina dopo durante un corso di fisica che stava tenendo.
In realtà lo studente italo-americano stava sperimentando una nuova sintetizzazione dell'acido lisergico assieme a Donald McKanzie, schivo studente irlandese del quinto anno di Chimica.
(Questa è la versione ufficiale data in seguito da Callegari ma si sospetta che stesse intrattenendo una relazione clandestina con McKanzie nella sala fotocopie).
Altro elemento curioso è comunque il fatto che nel luglio del 1562 proprio un antenato del McKanzie, Jebedia, incise su una pietra dell'Errigal nel Donegal poche parole che chiaramente si riferivano a quell'inaspettato 15 luglio.
Testimonianza quindi che già nei giorni successivi se ne parlò, per poi però far sparire tra le pieghe del tempo il ricordo di quegli avvenimenti. Come se non fosse mai successo.
Un complotto? Una congiura? Una distrazione?
È da considerarsi vera l'incisione sul masso dell'Errigal o, come affermò lo storico Hubert Jedin, "una grave mistificazione della realtà da intendersi come attacco indiscriminato al sentire comune e alla verità"?
Fatto sta che, secondo l'analisi dei tracciati ottenuti dalle periodiche interrogazioni al cosiddetto "Diario Globale", quel che accadde il 15 marzo 1562 rimane un mistero inspiegato.
[continua...]
[forse]
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