ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
31.3.13
Resort
Sono ancora in tempo per la santissima Pasqua, vero?
Comunque, lezione di storia dell'arte: da quando è stata inventata la scrittura si è sempre cercato di utilizzarla per rendere i quadri più avvincenti e comprensibili.
Purtroppo, dato l'alto tasso di analfabetismo, aggiungere parole che pochi sarebbero stato in grado di leggere veniva ritenuto disturbante. Succede quindi che ai quadri cosiddetti "muti", veniva spesso abbinato uno schema in materiale trasparente (in genere una struttura tessuta in filo di seta finissimo) dove comparivano dei primordiali fumetti e che veniva sovrapposto al quadro stesso per creare un effetto simile a quello dei lucidi.
Pescando negli archivi dei vari musei sono riuscito quindi a ricomporre la versione per alfabetizzati di famose rappresentazioni della resurrezione di Cristo.
È stato un lavoraccio.
E in più nell'uovo ho trovato un regalo da femmine.
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29.3.13
Testè
Per favore, ditemi che qualcuno l'ha già fatto.
Mettete il link così vado a leggermi il dialogo parodiato, dai.
Dai... che io stasera proprio non ci riuscirei.
Questo è già il test?
28.3.13
Anatra al porno
Stavo impacchettando tutte le cose del blog (che come sapete ha chiuso i battenti con il post numero 500), quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia], dicevo, stavo impacchettando tutto quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia] cade il dado.
Non sto nemmeno qui a spiegarvi quale dado. Quel dado!
Cade, e d'improvviso il mio sguardo si perde nelle profondità burrascose di due occhi indagatori.
Con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale, questo misterioso animale viene infatti chiamato il Clint Eastwood della Nuova Olanda e pare che riesca a far allontanare i Testimoni di Geova solamente guardandoli dallo spioncino.
Proprio per questa sua caratteristica è stato chiamato nell'arco degli anni con vari appellativi: mallamong, boondaburra, tambreet, water mole.
(Da notare come tutti questi nomi richiamino un'enorme aragosta fosforescente che inghiotte un facocero [a parte boondaburra, che si riferisce ad alcune particolarità relative alle pratiche sessuali preferite da questo curioso mammifero {ops, mi sono traditio ho detto che è un mammifero}]).
Tra l'altro, e questo l'ho appreso studiando alcuni testi di famosi
Talmente riservati che per anni i
Ed è un mammifero, no è un uccello,
L'avrete capito ormai, stiamo parlando dell'ornitorinco.
L'ornitorinco lo conosco perché l'ho portato agli esami di quinta elementare (e anche alle medie, che ho fatto tutta una roba sull'evoluzione), ma in particolar modo in quinta elementare l'ho disegnato. Così.
(chiedo ai tecnici di blogger di introdurre il reperto n.143)
Da questa accurata illustrazione (pensate che ho quasi vinto una medaglia Fields dato che: 1) il disegno era fatto su un foglio a quadretti 2) pare che descriva in maniera esatta la funzione che corrisponde alla curva che conferma la congettura di Poincaré. Ma vi assicuro che è per puro caso) si possono notare le caratteristiche principali del platipo (sì, si chiama anche così), scritte in tutti i libri di scienze dal '700 in poi:
- becco d'anatra
- tutte e quattro le zampe palmate
- corpo e coda di castoro ricoperti da pelliccia
- speroni velenosi fighissimi nelle zampe posteriori
- busto a forma di supposta
- i cuccioli hanno denti a tre cuspidi
- fa le uova
- allatta
- è per quasi tutti meglio dell'uomo ragno
![]() |
| Foto inserita solo per aumentare il tasso di tenerezza del blog. Non abbiate paura della tenerezza! (ma 'na botta di durezza ogni tanto concedetevela...). Papa Mauro. |
In realtà wikipedia dice che tutti e quattro i piedi sono palmati.
C'ho pensato un po' ma poi ho deciso di non scriverlo. L'unico animale che mi piace ricordare con i piedi è questo
![]() |
| babubabubabubabubalsa... |
Parlare dell'ornitorinco non si dovrebbe, quantomeno non in questo blog.
Tra l'altro non è nemmeno un animale strano, che di lui pare che siano tutti esperti. Quindi non fa di diritto parte di questa rubrica. Ma chi se ne frega!
Una cosa toga dell'ornitorinco (sì, non avevo mai scritto toga in vita mia, ma la crisi di mezza età inizia a farsi sentire) è che nuota con gli occhi chiusi. Sarà che i fiumi australiani sono pieni di cloro, sarà che gli occhialini gli stringono, sarà forse paura dell'uveite (pensate che fino a qualche settimana fa avrei dovuto anche spiegare cos'è [pensate che tra qualche settimana ci sarà bisogno di spiegarlo].
Ah, e poi mica c'ha solo una coppia di cromosomi, eh no. Ne ha 5. XYXYXYXYXY.
Se lo pronunciate velocemente otterrete il verso che fa l'ornitorinco mentre scopa xyxyxyxyxy (per avere un quadro completo considerate che l'animaletto è poliginico [poliginico significa tipo quei film porno dove c'è un uomo con tante donne, e che hanno titoli come L'importanza di chiavarsi Ernesto o Spingigonzales]).
Tante altre cose ci sarebbero da dire su questo simpatico monotremo.
Ma questa e internet signori, mica la vita vera.
Arrangiatevi!
(post pubblicato senza rilettura. Tutti i refusi che troverete sono quindi voluti.)
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27.3.13
incerte notti
Dormi, adesso.
Davvero, dormi. Non c'è più nemmeno il rumore dissennato della notte a disturbarti, non quassù, sospesi sul limitare dell'orizzonte. Solo il vento.
Ti guardo da qui, dalla luce funerea di questo inverno prepotente, sei lì, accoccolata come un'equilibrista sul filo che separa sole e luna, il mio mondo dal tuo.
E io di qua, lontano, ti osservo.
Sei bella.
Di nuovo ho smarrito le parole, io, compulsivo d'aggettivi, prolissità da punta delle dita: e dico bella.
Come se non esistesse nessun'altra immagine in cui riporre il pensiero che percorre questa distanza che lenta sfuma verso il tuo sonno.
Non è avvenente, seducente, incantevole, affascinante. Solo bella, come il torpore cullato dal caldo buono delle lenzuola.
E dormi.
Fossi un poeta ti canterei la mia ninna nanna, di stelle e intenti, di mondi nuovi, di dolci stenti, di te che provi a dare un senso a questo tempo, di me che penso a te che intanto, stai già dormendo, così lontano, da questo mondo, dalla mia mano; in questa notte, silenzio e sogni, le cose dette non son più pegni, tu che nascondi nella mia penna, pochi secondi di ninna nanna.
Ma non sono un poeta, lo sai, so solo guardarti. Affidare alla memoria la necessità di non perdere quell'attimo, guardarti, scandendo la meraviglia al tempo del tuo respiro. Nient'altro.
Finché non viene notte, non viene sonno.
E sto lì, senza nemmeno sfiorare i tuo capelli, ma volendolo.
Sussurrando una ninna nanna che si perde nel momento in cui gli occhi si abituano a questo buio, in quell'attimo esistono le mie parole, solo lì.
E buonanotte.
25.3.13
Seconde fini
Inesorabilmente incede.
Il nulla.
Si fa spazio. Anzi, lo spazio lo ruba, lo nasconde con la tronfia altezzosità di un prestigiatore in smoking.
A quindici anni pensavo che bastasse andare a capo per fare una poesia.
Andare a capo
così
dove capita
senza un metro
un senso
saltando una riga
ogni tanto;
e i punti e
virgola.
Impetuosi, irrequieti,
disturbanti; addirittura;
Magari era questa la vera poesia e non lo sapevo. E non lo so nemmeno ora, anzi, forse lo so meno.
Sarebbe il momento, questo, in cui il suddetto prestigiatore estrae dal cilindro un confortante post sulle chiavi di ricerca. I tempi son maturi, dicono, e le gerle di vimini sono ricolme di parole.
Solo che, insomma, cosa ci è successo?
[Leggevo Leopardi, ieri. Non è una cosa che avesse un motivo, eravamo in una caffetteria e leggevo Leopardi.
Io quando arrivo a 'E l'infinita vanità del tutto' vorrei sempre avercelo di fronte, sentirlo parlare con accento marchigiano, capire come ride una persona così.]
Cerco tra le keyword e trovo solo
E penso se davvero dovrei. Cioè, davvero adesso mi metto lì a pensare alla frasetta per far ridere, alla boutade, magari spiazzante, che dimostri quanto sottile possa essere la mia testolina, anche quando si maneggia materiale di basso livello come questo?
Un cazzo per cinque fighe non si può moltiplicare, è come sommare mele con pere, lo dice sempre anche la maestra, quella di Nuoro, quella delle tette... e via così, potrei andare avanti, passando per autogril ricolmi di suore infoiate e rustichelle, teatri che applaudono fighe enormi frustate da vecchiette col pannolone in latex.
E in effetti no, non dovrei.
Qui, adesso dico, mentre scrivo sta nevicando. 25 marzo 2013.
(E no, non è il marketing virale estremo di Games of Thrones).
In questi giorni seguo con mestizia il falso profilo twitter di Casaleggio.
Cioè, il profilo mi fa molto ridere.
Chi non ha i mezzi culturali, informatici, sociali per riconoscere che sia un fake mi intristisce. E mi spaventa.
La gente che crede mi spaventa, la gente che spera, che prega, che idolatra.
Mi spaventa la gente che ti inoltra le cose senza averle capite, che condivide perché non costa nulla, non è vero, costa tantissimo, l'acriticità è un costo sociale enorme. Mi spaventa la gente che generalizza, che sono tutti uguali, la gente che non sa distinguere, mi spaventa le gente che noi e voi, la gente che non percepisce quante sfumature possa avere un cambiamento, la gente che non capisce come funzionano gli antibiotici.
Mi spaventa la gente che ha bisogno di un racconto, la gente che la sospensione d'incredulità riesce ad attuarla ovunque, mi spaventa la gente che basta che sia confortante, la gente che col zip war airganon si debella.
Mi spaventa le gente, da sempre, molto prima di tutto questo, prima del Drive-In anche.
Anche se in fondo è solo gente, o forse per quello.
Credo che diventerò sempre più noioso, che magari riuscirò a trovare un linguaggio, un alfabeto che si possa utilizzare per descrivere tutto ciò che scompostamente mi passa per la testa travestendosi da nulla.
Fino ad allora sarò noioso, poi, se possibile, forse un po' di più.
E userò punti e virgola, provando a dar loro un senso stavolta. E inizierò le frasi con 'come volevasi dimostrare' e scrivero in vece staccato.
(Lo so, adesso inizio tutte le frasi con la congiunzione, è un vezzo...)
E fingerò di essere un amico di Leopardi, di quelli che possono chiamarlo in piena notte per scherzo e dirgli Giacomo che palle, cazzo, la gente non è poi così male. (sapendo che in realtà lo è, e sapendo che lui lo sa che lo è, ma rimanendo lì comunque, a sogghignare del fatto che esistono cambiamenti lunghi, diluiti come farmaci omeopatici, ma più efficaci).
Giacomo, e su dai, un po' di ottimismo! E ridere sapendo di pensarla come lui. E che lui lo sa. E ride.
Perché non è speranza ma coscienza, e... e niente, dannato alfabeto.
[post che continuerebbe, ma mi sono rotto il cazzo, è il mio blog e faccio quel che mi pare]
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