3.6.15

Dì vani e dì vani (da piccolo saltavo i se fossi per lungo)



A cosa pensa un assassino quanto torna sul luogo del delitto?
Forse solo che è un luogo comune.

Ecco, questo invece è un luogo non comune, scomunicato. Non tanto nell'assenza imperterrita di sacralità, ma piuttosto nell'evidente mancanza di comunicazione.
Cioè, magari qualcuno se n'è anche accorto che qui non sta scrivendo più nessuno.

Infatti sono qui solo per dire che, se tutto è andato per il verso giusto, la barra lì sopra dovrebbe avvisarvi di quella roba dei cookie di cui parlano tutti su internet, chiedervi gentilmente l'autorizzazione e mandarvi a un link dove viene spiegato tutto per bene dal signor Google.

Fosse per me potreste anche evitare di passare di qui, ché la verità è che non mi interessa avere testimoni, non ho lasciti da condividere né necessità d'essere ammirato, o compiaciuto, e nemmeno detestato.

Comunque, sappiate che il vostro browser non è così candido come vorrebbe darvi a sembrare. Non è vostro amico. È una puttana che invece di vendere sé stessa mercifica la vostra identità. Do ut des, sinallagma. Non c'è niente di male, ma dovreste saperlo, cioé avreste dovuto saperlo già da prima che ve lo dicessi io poche righe fa, è l'essenza di questo nuovo secolo.

Volete un consiglio? Regalatevi delle consapevolezze. cercate di capire come funzionano le cose, perché funzionano. Vale per tutto: dal bicchiere d'acqua sulla vostra tavola alle ruspe che inseguono i romanì.

Fatto sta che adesso non posso scrivere più.
È che questo blog l'ho sempre scritto da un angolo del divano che avevo a Padova, come se fossi rannicchiato all'interno di un punto di fuga di una prospettiva spalancata a 360°, come se fossi protetto da quella tela ruvida, convinto che coprendo gli occhi nessuno mi vedesse, come se fossi assolto per il solo fatto di scrivere.

Ecco, forse è solo arrivato il momento di saltare i se fossi.

Quindi niente. Per ora leggo libri e fotografo cose che trovo abbandonate per strada, poi magari un giorno scriverò un post in cui ringrazierò tutti per questa esperienza incredibile, addio e grazie al cazzo ché qui ho fatto tutto da solo, e farò la lista dei nomi, e a quella dirò che sei una persona magnifica continua così, e a quella che se mi fossi accorto prima di quel diastema magari ci provavo, e spiattellerò giù la lista dei titoli di tutti i post che non ho pubblicato e anche tutte le parole in dialetto che mi piacciono, tipo sbacio o dopodisnà.

Oppure l'inverso.

Ricordatevi i cookie!


9 commenti:

  1. regalarsi delle consapevolezze è l'augurio più bello che ho sentito/letto da un bel po' di tempo a questa parte. sappi che ti citerò.

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    1. no. i testi di questo blog sono in copynight.
      Potete usarli, copiarli, rielaborarli basta che non mi citiate.

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  2. Cookie o non cookie, non so se in questo caso vada meglio un "addio" o un "arrivederci a quando non si sa"... Vedi un po' tu. Comunque non è che si stesse male da queste parti, eh.

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    1. per me addio è solo voce del verbo addire

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    2. Concordo con quello che addici

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  3. (ma da te si saltan i se fossi par longo o par eòngo?)

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  4. A volte tornano, poi ritornano per addire e poi riritornano per ringraziarc...
    Ma il divano non te lo potevi portare?
    Potresti postare le foto, così giusto x farci un po' gli affari tuoi.

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    1. Eh vabbè, col divano qui non mi veniva più il giochino del titolo... È rimasto a Padova (Pd) che qui non c'è posto...

      E non ho per niente il senso degli affari (senza doppi sensi)

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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