2.1.15

L'ultimo post del 2015



Non mi aspettavo che questo sarebbe stato l'ultimo post del 2015.
Davvero, non ero pronto.
Non so se sia perché quest'anno è arrivato davvero in fretta, forse mi sono distratto io, forse ero solamente disattento. Mi capita. C'è un aneddoto divertente sulla mia distrazione: un giorno ho cercato per tutto il giorno gli occhiali, cioè ho ribaltato casa perché ero convinto di averli lasciati in un posto, poi in un altro, poi un altro ancora e niente, non li trovavo. Allora ho chiesto a mia moglie e lei sorridendo e indicandomi il naso mi fa: "ma tu non hai mai portato gli occhiali!", e allora ho pensato: "ma io non sono sposato!". Ecco, cercando gli occhiali ero finito in una realtà parallela dove non sono mai diventato miope.

Comunque, durante il 2014 ho praticamente smesso di scrivere questo blog. Le motivazioni sono diverse, ma principalmente è perché ho rinunciato a salvarmi. Avete presente quando i vecchi elefanti sentono che è giunto il momento e si allontanano dal branco per andare a morire in solitudine?
Ecco, così ma con la differenza che gli elefanti sono vegetariani.

Ogni tanto avrei voluto fare cose, lo ammetto. Tipo riscrivere le poesie di Neruda.

Voglio fare con te
ciò che l'autunno fa coi ciliegi.

Oppure parlare di Gesù.
Gesù è un personaggio fantastico di cui non sono riuscito a parlare abbastanza nel 2014.
Aveva l'ombelico? Nutrirsi del corpo di Cristo è un simbolismo zombi? Cosa diventa l'ostia dopo la digestione?
Di domande a cui rispondere ce ne sarebbero a iosa. Quel che più mi ha interessato in questo 2014 è stata però la rappresentazione del volto di Gesù. Cioè, e se in realtà la Sindone fosse un selfie?
Comunque uno dei più grandi miracoli di Gesù è stato quello di riuscire a farsi un selfie con le mani inchiodate, e soprattutto con un Nokia 3310.

Per gli scettici, la datazione al C-14 colloca il Nokia 3310 tra il 70 a.C. e il 135 d.C.

Altra cosa di cui non sono riuscito a parlare abbastanza sono i fumetti.
Per dire, mi sarebbe piaciuto fare un post che parlasse degli effetti di Zerocalcare sul fumetto italiano.
È come con Gomorra no, che tutti poi iniziano a dire du fritur e sta senz pensier.
Zerocalcare fa i fumetti che vendono, va da sé che per tentare di vendere come lui si cerchi di imitarne lo stile e le caratteristiche.
Che so
oppure Dylan Dog con Mater Morbi interpretata dalla bella e provocante Miss Dronio.

E come queste tante altre.
Tipo il post su come dimagrire senza mangiare, oppure degli inutili consigli per il nuovo anno.
Nella salsa rosa non ci mettete il peltro, le bici meglio lavarle nei giorni pari o per rendere più morbido il bucato cucinare degli spinaci nella stessa stanza.

Ma perché?
Gli elefanti non hanno il pollice opponibile, si siedono dalla parte del torto senza problemi, e quando se ne vogliono morire prendono la loro strada e se ne vanno per i cazzi loro.

E niente, ora  ci penso.

30.12.14

Nel nome del pard


Allora, leggo Dylan Dog da quanto? Vent'anni? Di più mi sa, direi venticinque.
Leggevo fumetti da bambino, poi ho smesso, poi è arrivato lui.
Pareva non ci fosse altro, poi boh, è capitato il momento in cui Dylan Dog iniziò a risultarmi meno interessante. Non c'è una data precisa, un numero. È stata più che altro una questione di atteggiamento. Il punto, e credo proprio sia stato quello il punto, è che non avevo più motivo di non far sapere a mia mamma che lo leggevo. Era svanito il timore di lasciare qualche albo incustodito, che sfogliando distrattamente qualche pagina vedesse dei contenuti inaccettabili.
Che non era solo una questione di tette o corpi dilaniati, era anche e soprattutto un discorso di messaggi, di rivoluzione, di ribellione, anticonformismo. Ma anche di tette e aghi infilati nella pupilla.

Comunque, svanita quella sensazione è scomparsa anche la magia. Io in una direzione, Dylan in un'altra, è stato un concorso di colpa.
A voler ritornare a quell'attimo, adesso nel 2014, a un qualcosa che il mio equivalente tredicenne di oggi non farebbe leggere a sua mamma, bisognerebbe probabilmente ripartire da cinquemila copie. Insomma, sarebbe un'altra roba che Dylan Dog probabilmente non può più permettersi di essere.

Proseguo dunque così, sbirciando ogni mese in edicola per vedere se è arrivato, con quel sentimento che da queste parti chiamano nostalcuriositudine: quel misto ben ponderato di nostalgia, curiosità e abitudine.

Negli anni mi sono fatto diverse domande, alcune sorprendentemente intelligenti, altre miserabilmente stupide. Certe questioni non me le sono mai poste però.
Per dire, una delle cose di cui proprio non mi è mai interessato nulla è sapere quale fosse il nome di battesimo dell'ispettore Bloch.

Ecco, per mia gioia, nel numero attualmente in edicola si svela finalmente il nome del nostro beneamato ispettore. Chi lo ha letto già lo sa, chi non lo legge adesso lo saprà, chi deve ancora leggerlo è avvertito del fatto che adesso lo dirò.

Quindi, dato che fisicamente è ispirato a Robert Morley, il cognome è un omaggio a Robert Bloch.... <suspance>: Bloch si chiama Sherlock Holmes!












Cioè, un investigatore che in tempi non sospetti i genitori avevano chiamato Sherlock Holmes.
È come se uno strampalato inventore si chiamasse H. G. Wells, oppure una uguale uguale a Kim Novak si chiamasse proprio Kim. In nomen omen.
È un po' come se Johnny "Freak" facesse davvero Freak di cognome.

Comunque io me lo immagino il trauma di 'sto ragazzino, cioè come fai a portarti addosso un nome così? Alla fine viene spontaneo doverselo giustificare, indirizzare la propria vita verso una direzione che possa appianare il divario tra ciò che sei e il nome che ti identifica. Probabilmente se Bloch non si fosse chiamato così non avrebbe avuto nessuno stimolo ad arruolarsi in polizia, nessun libro da leggere per affinare le proprie doti deduttive, nessun concorso, nessuna Scotland Yard.
Avrebbe scelto di diventare un barista forse, o un artigiano, magari lavorerebbe in banca.
Fatto sta che senza quel nome non ci sarebbe probabilmente stato l'ispettore Bloch, nessuno ad accogliere la giovane recluta Dylan Dog, istruirla, proteggerla, assecondarla.
Nessun ispettore Bloch uguale nessun indagatore dell'incubo e nessun Sherlock Holmes Bloch uguale nessun ispettore Bloch.
Quindi boh, se non fosse per quel nome avremmo un fumetto su un  barista di nome Sherlock Holmes Bloch e un alcolizzato di nome Dylan Dog con le stringhe delle scarpe rosse. Ci si potrebbe anche lavorare, ma di primo acchito non mi pare un soggetto così interessante.

Il pub di Bloch
Comunque, ora che è caduto questo velo scopriremo anche il nome degli altri personaggi?
Cioè, Groucho è il cognome? Si chiama Julius Zaccaria o Karl? E se si chiamasse davvero Felix e fosse uguale a Battiato, come nell'edizione americana quella senza baffi? Allora in Italia magari si chiama Franco. Franco Groucho.

L'importanza di chiamarsi Franco

E se Xabaras  si fosse chiamato che so, Arduino. Sarebbe stato più o meno cattivo?
Ma dato che resuscita i morti forse il suo nome completo è V. F. Xabaras. Victor Frankestein. [L'alternativa è G. C. Xabaras, ma magari è blasfemo...]

E chi si è autoiniettato il siero che fa rivivere i morti?

Anna Never e Ann Never sono la stessa persona con una permanente diversa?


Il direttore degli Inferni ha un nome solo o uno per ogni faccia?




Se Lord Chester è un formaggio, Bree Daniels è un refuso?
Madame Trelkovski è parente di Tabitha Madame?
La M di Geoffrey M. Gideon per cosa sta? Morte?  Signbifica che un giorno ucciderà davvero Dylan? E Dylan è proprio il vero nome di Dylan Dog? Nel 1666 quando è nato si usava già? E soprattutto, e se in realtà si dicesse Dailan e quelle che abbiamo visto finora fossero solamente le avventure di un impostore che impunemente si veste uguale? Certe volte lo fanno.

Insomma, ci sono ancora tante cose da scoprire su questo personaggio. Probabilmente ci regalerà ancora tante sorprese...

(sì, avrei dovuto dare un giudizio anche sull'albo, ma non importa. Sappiate che c'è un mostro.)






24.12.14

Barbo Natale



Il Natale si sa è una rottura di coglioni e non a caso si dice palle di Natale.
Appunto per questo ho deciso di addottare l'unico rimedio possibile in tali contesti: controllare le parole chiave con cui sprovveduti utenti sono arrivati al blog partendo dai motori di ricerca, e dare finalmente delle risposte a chi le ha talmente agognate da affidarsi ai moderni oracoli sacrificando un olocausto di grammatica e spesso di dignità.

Quindi, per l'ultima volta nel 2014, in esclusiva per voi, a grande richiesta, solo per oggi, a sorpresa, solo 9,99 euro: le keyword.












Beh, devo ammettere che mi aspettavo un po' di più da questo film.
Il trailer mi aveva entusiasmato, ma a voler essere sinceri la storia è un po' buttata lì e soprattutto crolla definitivamente nel finale col discorso dei tentacoli cresciuti secondo la teoria di Lamarck.
Insomma, bella l'intenzione ma pessima la realizzazione. Il film parte bene, con una straordinaria interpretazione di Mandy Patinkin, ma EVOLVE davvero in maniera approssimativa.







 















Non è vero, i dinosauri non sono morti: se ne sono solamente andati perché si erano rotti i coglioni.
A seguito dell'invasione dei mammiferi, che ovviamente avevano molti più diritti di loro che in quella Terra ci abitavano già da milioni di anni, è uno schifo vergogna, hanno deciso a malincuore che l'unico modo di sopravvivere era o suicidarsi o andarsene. Infatti non so se avete mai notato ma abbiamo trovato tantissime orme di dinosauro e pochissimi fossili, adesso sapete perché.






































Continua l'esuberante ricerca che da diversi mesi si è insediata nella top one delle keyword di accesso al blog. Pare impossibile ma tutti arrivano qui cercando fighe pelose. Che, al di là dei gusti, andrebbe anche bene. ma perché proprio qui? Google ma come mincha è fatto 'sto cazzo di algoritmo che dagli altri ci si arriva cercando "l'iperbole di acrostici nei paralipomeni della batracomiomachia" e da me "figa pelosa".
Comunque dato che la situazione è questa, la domanda è: ma perché proprio francesi? Cioè, da cosa si capisce che sono francesi? È forse che sono differenti che so da delle fighe pelose australiane? I più maliziosi stanno pensando alle baguette, non ho dubbi... In realtà ho cercato in internet, cioè ho cercato tante ore, ho guardato e riguardato. Sono stato su siti che vabbé, ma era per la ricerca. Insomma, a me sembrano uguali.

Però mi fanno ridere quelli che sbagliano a digitare e arrivano qui lo stesso.





Fuga pelosa, da "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi" - 1989













Secondo me no. Anche perché mi sa che un po' brucia... Poi, per carità, uno fa quel che gli piace. Non sono un bacchettone, però tenderei a tenere distinti sesso e anticrittogramici a largo spettro.


















22.12.14

Serie - Comunque vada sarà un successo


Ogni tanto mi arrivano delle mail.
Lo so, non è una cosa così strana, a tutti arrivano delle mail. Quel che volevo dire è che mi arrivano delle mail sull'indirizzo di questo blog (byroneloisa1@gmail.com) con cose che di solito non capisco.
Ci sono cose che non capisco anche al di fuori delle mail che mi mandano qui, ma devo ammettere che la percentuale di incapibilità di quel che passa da queste parti è incredibilmente fuori scala.

Mi è quindi parso strano ricevere una mail normale (per normale intendo senza foto di gente che finge di essere morta in luoghi pubblici o minacce di venir scuoiato (sì, avevo scritto squoiato, poi mi è arrivata la solita mail al solito indirizzo e tutto si è risolto. Ho un'amica che una volta ha chiuso la relazione con un tipo perché questo le ha scritto squotere in un sms. Baudelaire diceva che la q è una lettera di merda, ma era francese.) da un ipotetico dio buono e misericordioso ma non con me), una roba tipo ciao, mi piacerebbe sapere quali sono le tue serie preferite.

Ecco, è una cosa talmente semplice che mi fa addirittura piacere rispondere.
Caro utente misterioso, grazie per avermi posto la domanda. Di serie posso dire che un po' ne vedo e ne ho viste, da poco si è conclusa l'amabile The Newsroom e probabilmente inizierà la seconda stagione dell'entusiasmante Halt and catch fire. Siamo tutti in attesa del nuovo capitolo di Shameless e forse la misericordia saprà darci anche altre tre puntate di Sherlock. Hannibal lo stanno girando or ora in quel di Firenze.
Quindi diciamo che un po' preparato sull'argomento lo sono.

Se però mi chiedi le preferite, cioè, proprio le serie di cui non potrei fare a meno, le serie che non smetterei mai di guardare, beh, credo di avere le idee abbastanza chiare in proposito.
Le tre serie che preferisco sono queste:

La serie di Fibonacci.
È un classico lo so, eppure mantiene quel fascino magnetico della prima volta che l'ho vista.
La serie di Fibonacci riesce sempre a soprendere e soprattutto è la base per fare dei triangoli di numeri esteticamente sublimi.
Una chiara metafora della vita
Nonostante i vari tentativi di imitazione, tipo la serie di Tribonacci o la serie di Tetranacci, la serie originale continua ad essere quella più solida e probabilmente dai risvolti più avvincenti.
SPOILER: due numeri di Fibonacci vicini non hanno fattori comuni.
Fattore comune

La serie di Mian-Chowla
È una sequenza ricorsiva di numeri interi definita in modo tale che le somme a due a due dei termini precedenti ad uno dato siano tutte distinte.
Una somma distinta è ovviamente elegante e raffinata, quando cambia l'ordine degli addendi lo fa con grazia e maestria ridisponendoli secondo le tecniche più avanzate del feng-shui, ma senza modificare il risultato.
SPOILER: Non contano le coppie ottenibili mediante proprietà commutativa.
Coppia ottenuta con proprietà commutativa
La serie di Thue–Morse.
Devo ammettere che questa è quella che mi piace di più.
Innanzitutto perché funziona sì con i numeri, ma funzionerebbe uguale anche con puntine da disegno e canederli.
Il bello della successione di Thue-Morse è che può essere definita ricorsivamente mediante la negazione, aggiungendo ad ogni passaggio alla sequenza il suo esatto opposto. Quando si posseggono i primi 2n elementi della stringa, si può così conoscerne i successivi 2n, che consistono nel bit opposto alla prima metà. Lo so, è una cosa che fareste all'infinito.


Che poi è così che vanno le cose. Fino a ieri eri certo di un qualcosa e poi in un attimo cambi idea e ti convinci del suo contrario. Passiamo dal proibito all'obbligatorio, dal consentito allo sconsigliato, con la rincuorante certezza che tutto a un certo punto cambierà, in meglio o peggio non è dato sapersi, che allo Ying si contrapporrà uno Yang. E noi disillusi nel fatto che nessuno dei due potrebbe essere definito senza il vuoto che li circonda.

La meraviglia del vuoto che dà un senso a Ying e Yang


Bene, caro utente spero di averti risposto.

15.12.14

La resa dei corti


Capita ciclicamente che qualcuno salti fuori con quella cosa che le dimensioni non contano.
A me, quando lo dicono, verrebbe sempre da rispondere: e i tesseract allora? Ma Flatlandia l'avete mai letto?
Cioè, se mi capitasse di vivere in una dimensione in più non è che direi di no. Li avete mai visti i modelli in 3D delle varietà differenziabili di Calabi-Yau?







Io vengo da qui

che certe mattine d'autunno davvero non vorresti stare da nessun'altra parte, ma davvero non regge comunque il confronto.

Insomma, con la teoria delle stringhe si ipotizzano più o meno una ventina di dimensioni in aggiunta a quelle che conosciamo, e ce ne stiamo qui ad arrovellarci su qualche centimetro in più, sulla profondità media della vagina, sulle coordinate del punto G e su quale sia il metodo migliore per misurarsi la lunghezza dell'uccello (io personalmente posso suggerire il metodo cosiddetto "dell'arredatore", che prevede l'utilizzo di un flessometro o metro a nastro da usare agganciandone l'estremità allo scroto, o più prudenzialmente allo sfintere. Oltre ad arrecare delle inequivocabili soddisfazioni metriche, potrebbe anche rivelarsi insospettabilmente interessante).

Comunque, il mio intento iniziale era quello di scrivere un articoletto del cazzo (ahahahahaha!) su qualche curiosità, qualche aneddoto, quelle cose che le balene ce l'hanno di tre metri ma c'hanno comunque due tacche al cellulare e che mettendo in fila tutti i peni presenti sulla Terra si potrebbe arrivare su Giove ma si rimarrebbe sterili.
Insomma, pareva una cosa divertente. Poi ho trovato questa tabella qui.


È proprio dura essere un consulente informatico nel 2014.
Ecco, io il 29 gennaio del 1986 decisi che avrei programmato i computer.
Non la sapevo questa cosa delle misure, altrimenti non so se avrei fatto la stessa scelta, ma forse sì, a dieci anni mica ci pensi a 'ste cose, è come la casa di centomila lire del piccolo principe, a dieci anni ti interessa se ci sono i mattoni rosa e i vasi di geranei alle finestre.
Quella mattina, ero in quarta elementare forse, la maestra Arianna è arrivata e ci ha chiesto se avessimo visto le immagini dello shuttle che esplodeva. Io l'avevo visto sì, mi impressionava quell'enorme missile arancione a cui l'aereo era abbracciato come un Wile E. Coyote, mi immaginavo le proporzioni, avrei voluto metterci un omino o una macchina vicino, tanto per capire. L'ho rifatto anche coi lego il giorno dopo, ma non essendoci lego arancioni l'ho ricostruito col rosso.
Ecco, ci disse, pensate che è esploso per un errore di chi ha programmato il computer. Si è distratto e ha sbagliato una virgola, ha messo una virgola in più in un listato di pagine e pagine di software scritto in una lingua incomprensibile. Chilometri di caratteri uno in fila all'altro, numeri, tanti numeri che quando si programma si abbonda sempre, e virgole, punti e virgole, e una virgola sbagliata, una sola, un apostrofo rosa tra le parole t'esplodo.
Io mica l'avevo capito che ce l'avesse detto perché voleva che stessimo più attenti quando scrivevamo i temi. No, io l'ho sempre creduto un avvertimento sulle virgole.
E sono cresciuto così, con quell'incauta idea di voler risolvere le cose, di mettere le virgole sempre al posto giusto, e ho studiato anche, ho imparato a programmare, ho analizzato righe e righe di codice, scritto e cancellato, eseguito, riscritto. Ho messo virgole a caso per vedere cosa capitava e ho sbagliato virgole involontariamente e me ne sono accorto.
Tutto per quel monito, quel timore atavico che mi si era aggrappato alla gola come uno shuttle al suo serbatoio arancione.

Avevo vent'anni poi, internet era come se fosse arrivato da tipo dieci secondi, avevo un modem a 56kb che gracchiava come una cornacchia e dovevo coprirlo con un asciugamano quando mi connettevo a notte fonda.
Saranno state le tre quando ho scoperto che è stata colpa di una guarnizione. Nessuna virgola, nessun programmatore distratto.
Fu solo che quella mattina era particolarmente freddo, avevano rimandato il volo già un paio di volte per il brutto tempo, e quella mattina c'erano meno di 10 gradi in Florida. Non capita quasi mai.
Non è mai capitato in nessuno dei test che avevano fatto, non ci sono mai meno di 10 gradi in Florida.
Ci fossero stati si sarebbero probabilmente accorti che quelle guarnizioni sotto i 10 gradi si rompevano, ma non c'ha pensato nessuno. In Florida, c'è il sole sempre, figurati se ci sono meno di 10 gradi.

Probabilmente c'è una morale in tutto ciò; Oscar Wilde diceva che l'esperienza è una maestra così cattiva che prima ti fa l'esame e poi ti insegna la lezione. Magari avrei dovuto pensare che tutta la mia vita fino ad allora si era basata su un inganno, tutto il lavoro, le notti insonni, tutto frutto di un errore o di un imbroglio.
Forse avrei addirittura dovuto convincermi che non bisogna fidarsi di nessuno, mai, che comunque ti tradiranno. Sempre.
Oppure solo che vale la pena di essere pessimisti, immaginarsi il caso peggiore, presagire che anche nella calda Florida potrebbero esserci meno di 10 gradi.

Ci penso spesso, me ne giro per casa guardando in basso, assorto nei miei ragionamenti, col capo chino osservo giù e capisco. Capisco che quella roba del consulente informatico mica è vera...