4.5.12

La favola di Adamo ed Eva


E' che uno guarda una cosa per anni e non ci fa mai caso.
Cioè, ma l'avete mai notato voi che nelle rappresentazioni di Adamo ed Eva c'è sempre qualcosa di ridicolo?
Come se non bastasse 'sta cosa che sei nel Paradiso Terrestre (MI)* mangi una mela e subito vengono a prenderti a manganellate manco fossi un black bloc e ti imbarcano seduta stante con in mano il foglio d'estradizione.

* Cit. Davide La Rosa

Una breve ma intensa carellata:

Hugo van der Goes
A: Scusa, ma non avevamo detto serpente?  E: Lo sai che mi fanno impressione, ho messo un capottino allo schnauzer


Tiziano
A: Guarda un visitors!  E: Ancora 'sta scusa del visitors per potermi toccare una tetta! Ada', siamo senza peccato ma che te frega...

Menabuoi
A: Eva, ammore prendiamo le distanze da questi cafoni... Questi vestiti fashion fatti coi sacchetti della Melinda ci sono costati l'ira di Dio e 'sti buzzurri non li apprezzano  E: Il diavolo veste Melinda

Masolino
A: Eva, pss, Eva, fa' finta di niente... Lo vedi anche tu il serpente a forma di Nino d'Angelo dietro di noi?  E: Fingiamo nonchalance...

Guariento di Arpo
A: Masturbaché? Ma ti pare? Da quando hai sostituito le banane con le mele andiamo sempre a letto presto  E: Giuro!

Domenichino
A: Mela? Nun ci stà nisciuna mela accà signò... Vabbuò, iamme ià, frà. Puosso forse ammentà? Guarda che faccetta onesta, che pare 'a Maronna do' Carmine...

Michelangelo
A: Eva, lascia stare il serpente girati di qua! (Vai che ci scappa il primo pompino dell'umanità! Un piccolo passo per l'uomo...)

3.5.12

Dylan Dog Color Fest 8 - ovvero rimanere sulla Breccia



"Ragazza che limoni sola, limona con fierezza..."

Tocca scomodare perfino gli EELST per introdurre questa nuova fatica dell'indagatore dell'incubo.
La fatica naturalmente è di chi legge.

Ma partiamo dall'inizio: mettendo da parte l'idea che sono io a essere troppo cambiato per lui e non viceversa  (cosa che ho scritto su qualche post che adesso non ho voglia di cercare), il personaggio Dylan ormai è un bel giovanotto che limona da solo. 

Potenzialità inespresse, passioni addomesticate in una spirale autoreferenziale in cui si smarrisce il pessimo imitatore dell'Old Boy, pose da sfigato.
E mica scopriremo tra qualche numero che in realtà è un robot, o che è stato sostituito da Xabaras o meglio ancora che è davvero un attore squattrinato che gioca a fare Dylan e in tutto questo tempo siamo stati vittime di questa crudele macchinazione degli autori, e il caro vecchio Dylan che conoscevamo ritornerà dalla vacanza che si era concesso più in forma che mai...

Tra l'altro la fierezza mi sa che l'ha pure un po' persa.
E cosa può fare Breccia nel cuore di un innamorato? No, dico Enrique Breccia quanto può solleticare il desiderio di un amante dell'inquilino di Craven Road 7 di Dylan Dog?

Parecchio, piuttosto e anzichenò.

(vi chiederete: ma se ogni volta deve parlarne male, non può smettere di leggerlo e morta lì? La risposta è no!)


Comunque, innanzitutto fate lo sforzo di immaginarvi questo Dylan Dog Color Fest in bianco e nero. Meno fastidio per gli occhi e per il cuore, meno stress, meno macheccazzohanfatto?

Il filo conduttore dell'albo stavolta è il fatto che tutti i disegnatori sono latini. Spicca sulla copertina la scritta 'Historieta' e un Dylan con la camicia di una taglia di meno e le pieghe della panza tipo pancetta arrotolata.

La grande nevicata di Mignacco/Breccia non è una storia di Dylan Dog e già questo la salva.
Breccia c'è ed è sicuramente la miglior prestazione di tutto l'albo. La sua interpretazione dell'indagatore è assolutamente personale, inventa un Dylan tutto suo che oltre a essere ottimamente caratterizzato è addirittura piacevolmente lontano da tutti quelli visti in precedenza. Mi ha decisamente convinto e invogliato ad attendermi una nuova prova.
La storia è roba da Eternauta invece, che mica è da buttare. Ma di sicuro non è Dylan Dog.

Persecuzione dall'aldilà di Ruju/Fernandez e Un patto diabolico di Gualdoni/Font. Li metto insieme tanto le cose da dire sono le stesse. Titolo inutile, storia picubica (piatta, povera, prevedibile), disegni amatoriali con Dylan che cambia fisionomia a ogni vignetta.
Non deludono solo perché è proprio quello che ci si aspettava. Più da Gualdoni che da Ruju, ma le attese quelle erano.

La dimora stregata di Cavaletto/Ortiz. Ecco, qui la cosa si fa un po' più complicata, perché lo sceneggiatore ci mette del suo per tessere una trama quantomeno originale. Colpi di scena ben dosati ma che a un certo punto si perdono nella narrazione, riferimenti e citazioni sparsi qua e là, una casa che pare infestata ma forse no, ora sì, ora no, ora cambio di ritmo e colpo di scena. Poteva essere più armonica ma il numero di pagine limitato ha probabilmente influito sull'andamento della storia e certi passaggi sono decisamente bruschi. Certo l'avesse disegnata che so, chiunque altro, beh, allora sarebbe stata una storia decisamente godibile. Ma così, con quel colore poi...

Una cosa è certa: negli ultimi albi Dylan Dog va accettato per ciò che è.

Virus Dei

Ecco, forse Dio non giocherà ai dadi ma probabilmente i suoi seguaci vanno sui siti di poker on-line a prendersi i virus... No, nessuno dica che dove ci sono bambini ci sono malattie.





Ecco, io ve l'avevo detto che era meglio il Norton...

2.5.12

Facecook: l'angolo cottura del mercoledì (con cose a caso) 16


Sì, lo so, i fumetti... Ecco, magari dopo. L'ho detto, mi ricordo, c'è il Dylan Dog Color Fest, i primi tre di Mytico!, il Martyn Mystère dei 30 anni, il Dylan di Nizzoli.
C'è che oggi c'ho la testa FIFO e dato che mi son svegliato con 'sto pensiero ora me ne libero e poi ricominciamo come se non fosse successo niente.

Allora, l'estate si sta avvicinando. La prova costume è alle porte.
Siamo pronti.

Per lasciarci alle spalle questa capricciosa primavera, due piatti che più invernali non si può. Li ho fatti i giorni scorsi che faceva un freddo maledetto e me ne sono ricordato solo stamattina con l'avvento della tanto vituperata mezzastagione.
prima metà
seconda metà

Iniziamo, prima che vi rendiate conto della cazzata soprastante.
Costicine di maiale al forno in salsa di miele.

Dunque, accendete il forno a 200 gradi.
Ho detto 200 non 90!
Nel mentre versate in una teglia (meglio se in pirex) tre cucchiai colmi di miele, va benissimo anche quattro.
Il millefiori ci sta, ma ovviamente ogni miele ha il suo sapore e in questo caso una melata di quercia sarebbe l'ideale.

Avete presente quella storia dell'ape che poi c'è il fiore e l'ape che vola sul fiore e il fiore che sembra che sì, ma poi si fa solo annusare e l'ape allora va da un altro fiore e allora il fiore di prima adesso sì che davvero, ma sembrava più grosso in foto quel pungiglione, ma che magnifica corolla me la presti, ma divina, ma chi è quel fuco e impollinami tutta...Ecco, poi alla fine c'è il miele.

Ora prendete delle costicine di maiale (magari lasciate marinare un paio d'ore nell'aceto), passatele in poca poca farina, e fatele rotolare nel miele in modo che si intingano totalmente.

Sale, pepe, paprika dolce e una spolverata di erba cipollina.
Annaffiate con un bicchiere di vino (ve bene anche con un bicchiere d'acqua - assolutamente no il crodino) e lasciatele in forno per almeno 40 minuti.

Il miele tende a bruciarsi, quindi se si asciugano troppo correte ai ripari e aggiungete un po' d'acqua.

Mangiatele e scoprirete che non è un caso che maiale e miele, se li fate pronunciare dal traduttore di Google in inglese, si dicono allo stesso modo.

Ne avrei anche un'altra con le capesante, ma per stasera vi ritengo a posto.

Ospiti:
Gli ebrei non mangiano il maiale, i musulmani non mangiano il maiale, non vorrei che mi stessero nascondendo qualcosa...

Meehehe!
Una ricetta proprio niente miele!
Dalla tua costola una maiala con le mele, dalla costola del maiale un arrosto con il miele

1.5.12

Sapete voi qual è dei romani la città diciamo più grassuttella, diciamo più preputente la più grossa?


Non sono abitudinario, nemmeno nel lungo periodo. Eppure quando passo per Roma mi rendo conto che ci sono certi gesti che hanno un certo che di rituale.
Quel rito blando da credente non praticante, intendiamoci, eppure sono azioni che portano con sé un trascorso, un percorso, un discorso e un decorso.
Prendere i cornetti in via Labicana, sedersi sul muretto di fronte al Colosseo a contare i gatti, cenare da Cadorna, chiedersi come si costruiva il ponte di Leonardo montato sotto Villa Borghese, cercare sulle scale della metro il vento dei treni in arrivo.

Cose da niente. Ma se penso alle volte in cui le ho vissute, gli intervalli di tempo, le epoche.
Non so, si vede che sto diventando vecchio (ah, quest'anno finalmente compio gli anni) ma il fatto di essere capitato qui sempre per caso rende certe azioni ancora più stranamente deliziose.

No, niente foto.
Per le foto serve l'umore giusto, altrimenti il colore ne risente.

E poi, sarebbero state:
- Mauro che legge il Kindle al Colosseo
- Mauro seduto ai Fori Imperiali che legge il Kindle
- Mauro a Villa Borghese che testa l'antiriflesso del Kindle leggendo al sole
- Mauro in metropolitana che fa l'intellettuale col Kindle

Il Kindle è un robo che ti porti in tasca un casino di libri e ci leggi anche bene, e a quello che viene a dirmi 'eh, ma la magia della carta' ricordo che a Padova gli appartamenti costano 1800 euro/mq e i libri in casa mia cominciano a occupare una porzione economica considerevole.

Comunque in Kindle Touch (KiT) è davvero un trabiccolo interessante. Trovassero una soluzione analoga per i fumetti, diciamo che almeno ci penso, poi non so. Però ci penso.

KITT
Vabbé, in questi due giorni ho fatto cose, ho visto gente passare. Mi piace Roma, c'è sempre gente che passa.

Ho pensato alcune cose:
1) In spagnolo 'stanco' si dice cansado. Sposato invece si dice casado. Una sola lettera di differenza. In italiano spossato e sposato hanno una sola lettera di differenza. Boh, qualcosa magari significa.
2) In Fiori rosa, fiori di pesco (Battisti/Mogol) a un certo punto c'è la finta rima tremi/mi ami. Ma se in realtà fosse un errore di trascrizione? Se fosse stato scritto Miami (Florida)? Allora si sarebbe letto maiemi che guarda caso fa proprio rima con tremi! Vabbé, dato che Mogol ormai dice sempre le solite cose, speriamo che Battisti sia più efficace e sciolga questo mio dubbio.
3) Ma che cazzo potrà aver mai fatto l'Uomo Ragno in sgarro alle industrie di caffè?
Ha corretto un espresso col chinotto? Non ha voluto sostituire Baudo alla Kimbo? Ha partecipato a una puntata di Camera Cafè? Ha lavato la moka in lavastoviglie?
4) Altre che mi risparmio...


I prossimi giorni ho deciso che parlerò di fumetti.