Mi dispiace. Mi dispiace davvero tanto.
Perché quelle poche volte che mi è capitato di vederlo e sentirlo mi ha dato l'impressione di un uomo buono.
E perché a volte non ci fai caso, ma ovunque ti giri in casa mia va a finire che incontri il suo nome stampato da qualche parte.
E se una persona è a suo modo così presente nella tua vita, beh, la vita contribuisce a cambiartela.
E così è stato.
ovvero l'imprescindibile necessità di scrivere qualcosa (nell'attesa di una buona idea)
e comunque questo blog si sarebbe dovuto chiamare "dalla Parte di Topper Harley"
26.9.11
Sergio Bonelli.
25.9.11
Sesso, bugie e grilloblattoidei

[ATTENZIONE, LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO. SIATE MAGGIORENNI]
Mi capita spesso di abbandonarmi ai link. Senza un disegno preciso, uno scopo. Solo per assecondare un istinto al sapere, stravolgere il causa-effetto ottenendo una risposta ancora prima di essere stato in grado di formulare la domanda.
Quando, qualche giorno fa, si discuteva un po' ovunque di nodi, bondage, shibari e le tv riestraevano per l'ennesima volta dai cassetti naftalinati i soliti psico-qualcosa da trasmissioni del pomeriggio, mentre amabilmente si dissertava di deviazione, perversione, parafilia. Mentre il mondo serio dava un giudizio insomma, io me ne cliccavo serafico col mio mouse e saltavo da una pratica all'altra (le chiamo pratiche anche se sembra una cosa da assicurazioni, ma perversioni e affini non mi sembrano mai adeguati come termini).
Tralasciando quindi le "solite cose" che tanto le conosciamo tutti, ché mica posso mettermi qui adesso a parlavi di spanking, fisting, pissing, pegging, trampling o bondage(ing). Se mi state leggendo significa che avete una connessione internet, togliete il filtro bambini di google e cercatevele! (ma se non sapete 'ste cose cosa ci fate qui?).
Comunque, non posso esimermi dall'esplicitare ciò che più mi ha incuriosito. Naturalmente lo farò col garbo e il gusto che da sempre mi si confacciono.
Iniziamo
Pony-play
Vabbè, cominciamo soft e più che altro con una cosa affettiva. Perché io The Secretary lo adoro (e chi non l'ha visto vada a vederselo prima di continuare e sappia che non ha mai vissuto), e il pony-play non può che ricordarmelo.
Comunque, gioco erotico in cui uno dei partecipanti assume il ruolo del cavallo (pony) e l'altro del padrone. È solitamente praticato nell'ambito del BDSM e viene definito "la perversione di Aristotele", in riferimento alla leggenda che il filosofo avesse la predilezione ad essere montato come un cavallo.
Figging
Rimaniamo in tema equestre poichè questa pratica trae origine dall'abitudine di dissimulare l'anzianità di un cavallo, inserendo nell'ano del cavallo la suddetta radice [zenzero N.d.R.], ottenendo così il risultato di spingerlo a sollevare la coda e muoversi nervosamente, comportamenti tipici di un animale giovane.
Il modo in cui tale macabra usanza sia stata traslocata in ambito sessuale mi sembra superfluo spiegarlo.
Anche se quel che più mi interessa di questa cosa è lo zenzero. Cioè, perché non il rafano? O un jalapeño? O un peperoncino di Soverato? No, proprio lo zenzero. Addio piccolo omino di zenzero, diciamo che questo Natale ti vedrò con occhi diversi... (Grazie a Makkox per essersi fatto rubare l'immagine)
Gerbilling
Vabbè, il gerbilling non esiste. Oppure esiste e quindi assumono un senso anche i suicidi di massa dei lemming. Ma a me la scena di Richard Gere in uniforme che prende in braccio un criceto fa ridere.
Furniphilia
E' una attività sessuale particolare, consistente nel farsi sottoporre o sottoporre altri soggetti a varie forme di travestimento del corpo, tali da renderlo simile, nell'aspetto e/o nella funzione, a un oggetto di arredamento.
C'era quella volta il piccoletto tozzo che sembrava un comodino, e il tipo allampanato lungo lungo che somigliava a un attaccapanni, e si vantavano, e si vantavano... Cazzo, avevano ragione loro!(Che uno poi è morto d'infarto all'Ikea l'anno scorso...).
Crush Fetish
L'ho tenuta per ultima, ma solo perché volevo darle più importanza.
In pratica è una forma di feticismo che consiste principalmente nel desiderio di vedere altri individui (generalmente il proprio o un potenziale partner) calpestare un oggetto o un insetto.
Non me ne vogliano gli adepti, ma mi fa ridere. Una risata sana s'intende, e del tutto rispettosa. Ma a me pestare una cimice proprio non mi ecciterebbe, mi sa.
Che poi, mi vengono in mente certe sere, qui nella paludosa pianura veneta, in cui è tutto uno schiacciare di zanzare, un appiattimento di pappataci, uno spiaccicamento di moscerini. Quanti orgasmi inespressi, quanto inutile spreco...
Quanta voglia di non fare un cazzo che c'ho io oggi!
24.9.11
La soluzione
Quando ti ho incontrata ero già morto.
Per due volte avevo deciso, senza neanche una lettera, una spiegazione. Solo il fatto, così, nella spoglia semplicità di ciò che era: fine. Maschile e femminile, in quel gesto sovrapporre entrambi i significati. Senza neanche una lettera.
Sai, quando dicono ‘il freddo della lama’? E’ una stronzata, non lo senti. Solo il calore del sangue che si affaccia ai lembi di quel taglio perfetto.
Prima è il bruciore, un dolore consolante che ti strappa un sospiro e ti fa chiudere gli occhi come se ti stessero accarezzando. Chissà se è la morte o la vita?
Poi comunque è il sangue, colore, calore e il palmo della mano che arde di quel passaggio vermiglio.
La cicatrice neanche si vede, si è nascosta con precisione nella piega del polso, nello stesso punto in cui hai infilato le unghie per la prima volta, per portarmi via, trascinarmi nella tua realtà.
E’ così che ti ho messo la vita tra le mani, con la consapevolezza che tenendola nelle mie avrei fatto solo disastri.
Quanto tempo è passato da allora: forse secoli, forse addirittura mi confondo e non fa nemmeno parte di questo tempo quella storia.
Tuttavia, davvero non lo so dove sia finita quella vita. Io non ce l’ho, tu non ce l’hai. A volte davvero mi chiedo se sia mai esistita. E se sei esistita tu, così come ti ricordo.
Oggi c’è il sole. Oggi troverò l’assoluzione.
23.9.11
Il senso delle cose
O più che altro, il senso di me.
Non lo trovo.
Probabilmente ho un senso per qualcuno, ma il mio senso, quella particella di tutto a cui abbandonarsi completamente, non so, io non lo percepisco. Non adesso quantomeno.
Comunque oggi è il 23 settembre, fra qualche ora pezzi di satellite precipiteranno sulla Terra colpendo i politici gay omofobi presenti nella lista, che però verranno salvati dai neutrini che viaggiano superando la velocità della luce sospinti dai tunisini che se ne vanno da Lampedusa costringendo i R.E.M. a sciogliersi.
Il senso delle cose.
Non lo trovo.
Probabilmente ho un senso per qualcuno, ma il mio senso, quella particella di tutto a cui abbandonarsi completamente, non so, io non lo percepisco. Non adesso quantomeno.
Comunque oggi è il 23 settembre, fra qualche ora pezzi di satellite precipiteranno sulla Terra colpendo i politici gay omofobi presenti nella lista, che però verranno salvati dai neutrini che viaggiano superando la velocità della luce sospinti dai tunisini che se ne vanno da Lampedusa costringendo i R.E.M. a sciogliersi.
Il senso delle cose.
22.9.11
Facecook: l'angolo cottura del mercoledì 3 (post che avrei dovuto scrivere un bel po' di mercoledì fa)
Metti caso che lunedì avessi voluto fare del sushi e con l'ingenuità che imporpora le tue gote e l'esuberanza della tua giovane età avessi comprato un avocado.
Poniamo poi che l'avocado non fosse stato proprio al culmine della sua maturità, ma che anzi, pur avendo quella cedevolezza al tatto, ben descritta nel famigerato manuale "Paralipomeni del riconoscimento della maturità ideale del frutto dell'avocado" (libro che noi massaie provette ci siamo ovviamente scaricate da emule), non avesse quella sua caratteristica burrosità e ciò fosse indice di una crudescente crudità. Che poi c'hanno insegnato fin da bambini che verde=crudo altro=maturo, e che cazzo ci fa in natura un frutto che da crudo è uguale al maturo?
Comunque, come dice il proverbio, ciò che è crudo il lunedì è maturo il mercoledì (soprattutto se lo metti in finestra dentro un sacchetto con un pomodoro, ché come ben si sa l'avocado è un frutto climaterico di quelli tosti e in due giorni ti produce tanto di quell'etilene che neanche in Vietnam)... Dunque abbiamo 'sto inutile avocado del diavolo (ahahah!) è ovvio che non vediamo l'ora di trasformarlo in una salsina dal gusto deciso ottima per accompagnare un delizioso antipasto per i tuoi amici: così almeno era scritto su giallozafferano ma non sono riuscito ad andare oltre quindi non lo so come fosse la loro salsa!
La mia l'ho fatta così:
prendiamo il burrosissimo e maturissimo avocado, tagliamolo a metà ed estraiamo il nocciolo, con un coltello togliamo la buccia e poi apprestiamoci a produrre la più classica delle dadolate. Poniamo i dadini in una scodella e iniziamo a schiacciarli con una forchetta emulsionando con un paio di cucchiai di olio evo (che, e lo dico per quelli che hanno internet solo per entrare in fb, significa 'extra vergine d'oliva'). In questo parkinsoniano incedere aggiungiamo di soppiatto un quarto di cipolla e un quarto di pomodoro tritati finissimamente, che se mia morosa si accorge che c'ho aggiunto il pomodoro fresco mi proibisce per un mese di andare a leggere la pagina fb di Militia Christi.
Pepe sale e un pizzico di paprica e la salsa è pronta.
Buonanotte a tutti!
Ok, ok...e con che cosa la mangiamo la salsa? Cervantes diceva che "la miglior salsa è la fame", d'altronde Wilde dal canto suo disse che "La cosa negativa di internet è che è sempre complicato stabilire la paternità delle frasi"...Mauro invece dice: la mangiamo con degli spiedini di tacchino aromatizzati alle spezie per kebab!
Ridadolate il petto di tacchino, cilindrate della salsiccia di tacchino e parallelizzate un peperone (rosso o giallo fa lo stesso, basta che non sia verde - vedi sopra -), saltate tutto in padella con un filo d'olio sale pepe e nell'ordine paprika, aglio, cumino, cipolla, origano, visto? le iniziali formano la parola "pacco" (caso? mistero? sindrome di assembach?), basilico e senape tritata (best?), magari sfumate con un po' di vino bianco che io non ce l'ho che in casa non beve nessuno...
Quando la carne sarà insaporita spegnete la fiamma e appena si sarà raffreddata (per i temerari, i masochisti, gli stupidi e la torcia umana va bene anche da bollente) infilatela con amorevole alternanza democratica su degli spiedini che poi adagerete su una piastra in ghisa arroventata da un fuoco allegro, addirittura ilare.
Voilà! Il titolo è 'Spiedini di kebab di tacchino impreziositi con salsaspeziata di avocado' ma potete anche dire 'il tacchino con l'avocado' o per noi giovani il T.A. (ti-ei).
Rapidissimo il giudizio dei nostri commensali.
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| Lo spiedino piace tantissimo ai pampini! |
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| Meehehe! |
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| Ma che ancora??? TACCHINO! TACCHINO! Non attacchino...sigh! |
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| E' BONOOOOOOOOOO! |
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