31.3.13

Resort


Sono ancora in tempo per la santissima Pasqua, vero?

Comunque, lezione di storia dell'arte: da quando è stata inventata la scrittura si è sempre cercato di utilizzarla per rendere i quadri più avvincenti e comprensibili.
Purtroppo, dato l'alto tasso di analfabetismo, aggiungere parole che pochi sarebbero stato in grado di leggere veniva ritenuto disturbante. Succede quindi che ai quadri cosiddetti "muti", veniva spesso abbinato uno schema in materiale trasparente (in genere una struttura tessuta in filo di seta finissimo) dove comparivano dei primordiali fumetti e che veniva sovrapposto al quadro stesso per creare un effetto simile a quello dei lucidi.

Pescando negli archivi dei vari musei sono riuscito quindi a ricomporre la versione per alfabetizzati di famose rappresentazioni della resurrezione di Cristo.

È stato un lavoraccio.

E in più nell'uovo ho trovato un regalo da femmine.











29.3.13

Testè






Per favore, ditemi che qualcuno l'ha già fatto.
Mettete il link così vado a leggermi il dialogo parodiato, dai.
Dai... che io stasera proprio non ci riuscirei.

Questo è già il test?





28.3.13

Anatra al porno



Stavo impacchettando tutte le cose del blog (che come sapete ha chiuso i battenti con il post numero 500), quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia], dicevo, stavo impacchettando tutto quando da uno scatolone ricolmo di foglietti dei baci e copie tarocche di Torre di Guardia [nell'edizione fake di Torre di Guardia Dio viene rappresentato nella Bibbia come un'enorme aragosta verde fosforescente che inghiotte un facocero, ma questa è un'altra storia] cade il dado.

Non sto nemmeno qui a spiegarvi quale dado. Quel dado!
Cade, e d'improvviso il mio sguardo si perde nelle profondità burrascose di due occhi indagatori.

Con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale, questo misterioso animale viene infatti chiamato il Clint Eastwood della Nuova Olanda e pare che riesca a far allontanare i Testimoni di Geova solamente guardandoli dallo spioncino.
Proprio per questa sua caratteristica è stato chiamato nell'arco degli anni con vari appellativi: mallamong, boondaburra, tambreet, water mole.
(Da notare come tutti questi nomi richiamino un'enorme aragosta fosforescente che inghiotte un facocero [a parte boondaburra, che si riferisce ad alcune particolarità relative alle pratiche sessuali preferite da questo curioso mammifero {ops, mi sono traditio ho detto che è un mammifero}]).

Tra l'altro, e questo l'ho appreso studiando alcuni testi di famosi naturisti  naturalisti, 'sta bestia tu puoi chiamarla come vuoi, come e quanto vuoi, tanto non è che viene lì, la chiami e manco ti caga, che sono animali timidi e riservati.
Talmente riservati che per anni  i naturopati naturalisti si sono scannati per portare avanti la propria teoria.
Ed è un mammifero, no è un uccello, no è Superman. E quelli che mi assumo la responsabilità di dire che è un mammifero, e quelli che no ha il becco ed è per forza un uccello, e quelli che siamo per una classificazione di larghe intese e facciamo che è un ovoviviparo basta che ci date il colle del presidente dei naturalisti.

L'avrete capito ormai, stiamo parlando dell'ornitorinco.

L'ornitorinco lo conosco perché l'ho portato agli esami di quinta elementare (e anche alle medie, che ho fatto tutta una roba sull'evoluzione), ma in particolar modo in quinta elementare l'ho disegnato. Così.
(chiedo ai tecnici di blogger di introdurre il reperto n.143)

Da questa accurata illustrazione (pensate che ho quasi vinto una medaglia Fields dato che: 1) il disegno era fatto su un foglio a quadretti 2) pare che descriva in maniera esatta la funzione che corrisponde alla curva che conferma la congettura di Poincaré. Ma vi assicuro che è per puro caso) si possono notare le caratteristiche principali del platipo (sì, si chiama anche così), scritte in tutti i libri di scienze dal '700 in poi:
- becco d'anatra
- tutte e quattro le zampe palmate
- corpo e coda di castoro ricoperti da pelliccia
- speroni velenosi fighissimi nelle zampe posteriori
- busto a forma di supposta
- i cuccioli hanno denti a tre cuspidi
- fa le uova
- allatta
- è per quasi tutti meglio dell'uomo ragno

Foto inserita solo per aumentare il tasso di tenerezza del blog. Non abbiate paura della tenerezza! (ma 'na botta di durezza ogni tanto concedetevela...). Papa Mauro.


In realtà wikipedia dice che tutti e quattro i piedi sono palmati.
C'ho pensato un po' ma poi ho deciso di non scriverlo. L'unico animale che mi piace ricordare con i piedi è questo
babubabubabubabubalsa...

Parlare dell'ornitorinco non si dovrebbe, quantomeno non in questo blog.
Tra l'altro non è nemmeno un animale strano, che di lui pare che siano tutti esperti. Quindi non fa di diritto parte di questa rubrica. Ma chi se ne frega!

Una cosa toga dell'ornitorinco (sì, non avevo mai scritto toga in vita mia, ma la crisi di mezza età inizia a farsi sentire) è che nuota con gli occhi chiusi. Sarà che i fiumi australiani sono pieni di cloro, sarà che gli occhialini gli stringono, sarà forse paura dell'uveite (pensate che fino a qualche settimana fa avrei dovuto anche spiegare cos'è [pensate che tra qualche settimana ci sarà bisogno di spiegarlo].

Ah, e poi mica c'ha solo una coppia di cromosomi, eh no. Ne ha 5. XYXYXYXYXY.
Se lo pronunciate velocemente otterrete il verso che fa l'ornitorinco mentre scopa xyxyxyxyxy (per avere un quadro completo considerate che l'animaletto è poliginico [poliginico significa tipo quei film porno dove c'è un uomo con tante donne, e che hanno titoli come L'importanza di chiavarsi Ernesto o Spingigonzales]).

Tante altre cose ci sarebbero da dire su questo simpatico monotremo.
Ma questa e internet signori, mica la vita vera.
Arrangiatevi!

(post pubblicato senza rilettura. Tutti i refusi che troverete sono quindi voluti.)



27.3.13

incerte notti


Dormi, adesso.

Davvero, dormi. Non c'è più nemmeno il rumore dissennato della notte a disturbarti, non quassù, sospesi sul limitare dell'orizzonte. Solo il vento.
Ti guardo da qui, dalla luce funerea di questo inverno prepotente, sei lì, accoccolata come un'equilibrista sul filo che separa sole e luna, il mio mondo dal tuo.
E io di qua, lontano, ti osservo.

Sei bella.
Di nuovo ho smarrito le parole, io, compulsivo d'aggettivi, prolissità da punta delle dita: e dico bella.
Come se non esistesse nessun'altra immagine in cui riporre il pensiero che percorre questa distanza che lenta sfuma verso il tuo sonno.
Non è avvenente, seducente, incantevole, affascinante. Solo bella, come il torpore cullato dal caldo buono delle lenzuola.

E dormi.

Fossi un poeta ti canterei la mia ninna nanna, di stelle e intenti, di mondi nuovi, di dolci stenti, di te che provi a dare un senso a questo tempo, di me che penso a te che intanto, stai già dormendo, così lontano, da questo mondo, dalla mia mano; in questa notte, silenzio e sogni, le cose dette non son più pegni, tu che nascondi nella mia penna, pochi secondi di ninna nanna.

Ma non sono un poeta, lo sai, so solo guardarti. Affidare alla memoria la necessità di non perdere quell'attimo, guardarti, scandendo la meraviglia al tempo del tuo respiro. Nient'altro.

Finché non viene notte, non viene sonno.
E sto lì, senza nemmeno sfiorare i tuo capelli, ma volendolo.
Sussurrando una ninna nanna che si perde nel momento in cui gli occhi si abituano a questo buio, in quell'attimo esistono le mie parole, solo lì.

E buonanotte.

25.3.13

Seconde fini


Inesorabilmente incede.
Il nulla.
Si fa spazio. Anzi, lo spazio lo ruba, lo nasconde con la tronfia altezzosità di un prestigiatore in smoking.
A quindici anni pensavo che bastasse andare a capo per fare una poesia.
Andare a capo
così
dove capita
senza un metro
un senso
saltando una riga

ogni tanto;
e i punti e
virgola.
Impetuosi, irrequieti,
disturbanti; addirittura;
Magari era questa la vera poesia e non lo sapevo. E non lo so nemmeno ora, anzi, forse lo so meno.


Sarebbe il momento, questo, in cui il suddetto prestigiatore estrae dal cilindro un confortante post sulle chiavi di ricerca. I tempi son maturi, dicono, e le gerle di vimini sono ricolme di parole.
Solo che, insomma, cosa ci è successo?

[Leggevo Leopardi, ieri. Non è una cosa che avesse un motivo, eravamo in una caffetteria e leggevo Leopardi.
Io quando arrivo a 'E l'infinita vanità del tutto' vorrei sempre avercelo di fronte, sentirlo parlare con accento marchigiano, capire come ride una persona così.]

Cerco tra le keyword e trovo solo






















E penso se davvero dovrei. Cioè, davvero adesso mi metto lì a pensare alla frasetta per far ridere, alla boutade, magari spiazzante, che dimostri quanto sottile possa essere la mia testolina, anche quando si maneggia materiale di basso livello come questo?
Un cazzo per cinque fighe non si può moltiplicare, è come sommare mele con pere, lo dice sempre anche la maestra, quella di Nuoro, quella delle tette... e via così, potrei andare avanti, passando per autogril ricolmi di suore infoiate e rustichelle, teatri che applaudono fighe enormi frustate da vecchiette col pannolone in latex.

E in effetti no, non dovrei.
Qui, adesso dico, mentre scrivo sta nevicando. 25 marzo 2013.
(E no, non è il marketing virale estremo di Games of Thrones).

In questi giorni seguo con mestizia il falso profilo twitter di Casaleggio.

Cioè, il profilo mi fa molto ridere.
Chi non ha i mezzi culturali, informatici, sociali per riconoscere che sia un fake mi intristisce. E mi spaventa.
La gente che crede mi spaventa, la gente che spera, che prega, che idolatra.
Mi spaventa la gente che ti inoltra le cose senza averle capite, che condivide perché non costa nulla, non è vero, costa tantissimo, l'acriticità è un costo sociale enorme. Mi spaventa la gente che generalizza, che sono tutti uguali, la gente che non sa distinguere, mi spaventa le gente che noi e voi, la gente che non percepisce quante sfumature possa avere un cambiamento, la gente che non capisce come funzionano gli antibiotici.
Mi spaventa la gente che ha bisogno di un racconto, la gente che la sospensione d'incredulità riesce ad attuarla ovunque, mi spaventa la gente che basta che sia confortante, la gente che col zip war airganon si debella.
Mi spaventa le gente, da sempre, molto prima di tutto questo, prima del Drive-In anche.

Anche se in fondo è solo gente, o forse per quello.

Credo che diventerò sempre più noioso, che magari riuscirò a trovare un linguaggio, un alfabeto che si possa utilizzare per descrivere tutto ciò che scompostamente mi passa per la testa travestendosi da nulla.
Fino ad allora sarò noioso, poi, se possibile, forse un po' di più.
E userò punti e virgola, provando a dar loro un senso stavolta. E inizierò le frasi con 'come volevasi dimostrare' e scrivero in vece staccato.
(Lo so, adesso inizio tutte le frasi con la congiunzione, è un vezzo...)

E fingerò di essere un amico di Leopardi, di quelli che possono chiamarlo in piena notte per scherzo e dirgli Giacomo che palle, cazzo, la gente non è poi così male. (sapendo che in realtà lo è, e sapendo che lui lo sa che lo è, ma rimanendo lì comunque, a sogghignare del fatto che esistono cambiamenti lunghi, diluiti come farmaci omeopatici, ma più efficaci).
Giacomo, e su dai, un po' di ottimismo! E ridere sapendo di pensarla come lui. E che lui lo sa. E ride.


Perché non è speranza ma coscienza, e... e niente, dannato alfabeto.



[post che continuerebbe, ma mi sono rotto il cazzo, è il mio blog e faccio quel che mi pare]

22.3.13

Complottomatica (il Nuovo Ordine Mondiale parte dalla tua scrivania)


La caratteristica più affascinante delle teorie scientifiche è che, dovesse saltar fuori un elemento che in qualche modo le invalida, beh si ridiscutono. Ci si mette lì, si riesamina tutte informazioni, si ricombinano alla luce dei nuovi presupposti e si formula una nuova teoria, si riaggiusta un modello standard, si modifica un postulato.
Una teoria scientifica ha il merito di essere vera fino a prova contraria.
Addirittura è scientifica solo se risulta falsificabile, pensa te.

Questa cosa non dà molta sicurezza, mi pare evidente, ma, una volta che si riesce a farci la giusta tara, permette di stare al mondo con la giusta dose di circospezione ma senza annaspare nella paranoica ossessione del complottismo e soprattutto senza adagiarsi sul sentito dire.
Sapere che esiste una percentuale di fallibilità in qualsiasi certezza dovrebbe darci lo stimolo di cercare, informarci, non limitarci alla prima riga ed elaborare una coscienza critica che ci elevi da meri condivisori di stronzate a esseri pensanti, così come era nella volontà di Kratnw che ci ha creati plasmandoci dalla pirofillite.

Credo quindi nella scienza? No, però la stimo tantissimo.
Non stimo invece religioni, culti, fedi calcistiche, fedi politiche, messia, guru, megafoni, complottismi, fatelagirarismi e quelli che dicono faccialibro.

Possiamo quindi discutere di tutto, ma credo che su alcune cose (almeno fino a convincente prova contraria) per ora non cambierò idea. Quindi:

- col bicarbonato non si cura il cancro, al limite si muore senza quella fastidiosa acidità di stomaco;

- i vaccini servono. Per evitare alcune malattie infettive gravi e soprattutto per isolare possibili epidemie, e no non ti fanno diventare gay. Io ho fatto anche l'antimeningococco qualche anno fa e posso certificare la voglia di figa;

- la Bio Washball è una palla. Anzi, non è nemmeno quella che manco è sferica davvero. E comunque è certificato che ha lo stesso potere pulente dell'acqua, grazie alle microsfere in ceramica rigenerabili al sole e che emettono raggi infrarossi che scindono le molecole di idrogeno. Come se fosse antani;

- le Torri Gemelle sono crollate a seguito dell'impatto con due Boeing 767 dirottati da alcuni terroristi islamici. Niente esplosivi nei pilastri, niente crollo preordinato, niente complotto giudaico. E no, non c'era il volto di Satana nella colonna di fumo;

- l'Hiv esiste. Lo isolano, lo fotografano, lo studiano, ne hanno addirittura decodificato il genoma. E sì, lo isolano perché è uno stronzo. Ah, per pura casualità 'sto Hiv soddisfa anche i quattro postulati di Koch come causa dell'AIDS. Ma è un particolare. In effetti è molto più comodo pensare che ci sia un accordo segreto tra casa farmaceutiche, medici, governi, associazioni, studiosi, giornalisti e fiorai per spillare agli omosessuali tutti i soldi che fanno vendendo scarpe di moda;

- le scie chimiche c'erano da prima del 1996 e io me le ricordo, e no non sono scie chimiche. Però se le chiami scii chimichi fa morire dal ridere;

- il signoraggio bancario cammina mano nella mano con lo strategismo sentimentale. E a stampare soldi a cazzo, oltre ad alimentare fenomeni iperinflazionistici, si disboscano le foreste;

- la democrazia diretta dovrebbe essere vietata anche nelle assemblee di condominio. Che 'sta cosa che abbiamo fatto potare la siepe con gli angoli curvi non mi è andata giù. Comunque, se è così una figata, cominciamo ad adottarla nei pronto soccorso e poi ne riparliamo. Che, e aggiungo porca troia, il lunedì al bar siamo tutti più bravi dell'allenatore.

- ah, si chiama teoria dell'evoluzione perché è ancora da stabilire chiaramente il come. Che ci sia stata e ci sia un'evoluzione non è proprio messo in dubbio. Certo, a sentire certe affermazioni ci si potrebbe anche ricredere.

E niente, oltre al rasoio di Occam invito a usare anche il rasoio di Hanlon. (questo post non ha nessun link per ragioni di complottismo).

Ovviamente ci sono anche altre cose che in questo momento non mi vengono in mente. Al limite se ne parla.

Rimangono invece da verificare, e quindi non mi esprimo in merito, alcune altre teorie:

- le donne che fanno almeno tre pompini al giorno vivono in media 15 anni di più (che in pompini fa più di 16400);

- le lenti degli occhiali non servono a nulla, sono le stanghette che agiscono sui nervi posizionati dietro alle orecchie. Lobby degli oftalmologi;

- Adamo e Eva non potevano sapere che mangiare la mela fosse sbagliato perché solo dopo aver mangiato la mela iniziarono a capire la differenza tra male e bene. Massoneria/Lobby/Ordine Mondiale di Dio;

- nelle patatine in sacchetto non c'è effettivamente l'olio, in quanto sono cotte in enormi altoforni. La sostanza untuosa che le ricopre è in realtà una secrezione di un'orchidea amazzonica che fa venire il tartaro. Complotto degli odontoparadontologi;

- si può telefonare gratis digitando #23 prima del numero;

- il Molise non esiste;

- il sesso anale non è un peccato secondo la chiesa cattolica, in quanto nel 1958 è stato comprovato un caso di fecondazione e quindi è possibile concepire anche in quel modo. E' solo statistica.

- se metti 100 lire in un bicchiere di coca cola per una notte diventano  5 centesimi (sfatando tra l'altro la diceria che tutto è raddoppiato con l'euro [ah, per il discorso euro/non euro se non siete almeno laureati in numismatica applicata all'economia iperuranica non venite a rompermi il cazzo. "Mi" inteso come globo terracqueo.])

Altre cose ancora.

19.3.13

Senza titolo


Vi racconto un aneddoto.
Due anni fa, era aprile, stavo partecipando a una maratona di avverbi. Era sera già, quindi non c'era il sole, ma il tempo era stato clemente per tutta la giornata. Anzi, possiamo pure dire che l'estate bussava fremente alle porte di quel tempo.
Mi ero incaponito su un fallimentarmente da più di quindici minuti, pur sapendo che sarebbe stato necessario passare oltre, desistere in modo strategico per recuperare quel mio sfortunato incamponimento. Eppure rimanevo lì, la penna stretta tra tre dita e le labbra a separare gli incisivi.

Gli avverbi in -mente si riparano dietro l'egida del dubbio. Mentre li scrivi sei lì che ti chiedi: e se stessero parlando di me? Stanca-mente, Perduta-mente, Sciocca-mente.

Fallimentar-mente. Non colsi subito la cosa, quando sei troppo concentrato su una soluzione ti sfugge addirittura la soluzione più grande in cui essa è contenuta.
Fallimentarmente.
Quante altre volte sarebbe capitato che per vincere avrei dovuto perdere?

A un tratto si fece avanti uno del pubblico, si chinò sul banco dove avevo abbandonato il peso di tutti i miei tentativi e guardandomi negli occhi mi disse: lo sai vero che quando è tutto falso la verità diventa essa stessa una menzogna?

Fine dell'aneddoto.

Lo sai vero che quando è tutto falso la verità diventa essa stessa una menzogna?

Non lo sapevo.
E prima d'oggi, prima di mettermi a scrivere questo post che è il cinquecentesimo, non c'avevo più pensato.

Lo ammetto, mi sarebbe piaciuto arrivare a questo traguardo e viverlo come fosse stato una festa.
L'inequivocabile dimostrazione che anche per me, per la mia capricciosa discontinuità, potesse sussistere una redenzione fatta di costanza, un percorso regolare, addirittura assiduo.
Mi sarebbe piaciuto, sì, ma non sarebbe stato giusto.

Va bene, togliamoci 'sto sasso dalla scarpa e ricominciamo a camminare: questo non è il cinquecentesimo post!

No, non è il solito giochino dei conteggi e se moltiplichi per phi allora e sì perché era tutto in base 8 e che binario si chiama così perché tre-no.
No, questo non è il cinquecentesimo post che scrivo perchè i post che ho scritto sono zero.
ZERO.

E pensare che a volte, in qualche commento, l'ho detto addirittura a mo' di scherzo. Un bieco trucco per cercare di ripulire la coscienza.
Ma l'acqua sporca dell'imbroglio non si può usare per mondare i propri peccati.

Devo dire che non è nemmeno imbarazzo ciò che provo, forse è il preambolo dell'atarassia, non è imbarazzo e non avrei voluto ingannare nessuno se non me stesso. Ché orgoglioso non lo sono mai stato, è che, sì insomma, è come quando da ragazzino vedi quelli che suonano la chitarra e sai che tu non potrai mai perché ti manca un pezzo di dito.

Ecco, quando ho aperto il blog speravo che quella mancanza fosse supplita da altro, ma no, non la suoni la chitarra senza un dito.

Questo blog è tutto copiato!
Dall'inizio alla fine, ogni parola, ogni virgola. Perfino il titolo.
Ogni giorno riporto i post da un blog danese che si chiama http://forelobig.blogspot.com.
Sono loro quelli bravi, quelli che vi hanno fatto sognare, ridere, pensare, innamorare, arrabbiare, discutere, eccitare.
Freden Grundtal e Bolmen Gasgrund, a loro va il merito di questo cinquecentesimo post, e del primo, e del trecentoventinovesimo.

E niente, spero solo di non aver offeso nessuno. La cosa mi è sfuggita un po' di mano, lo ammetto, ma chi è che non ha mai sbagliato?
Tutti perfetti voi?
E le foibe?

So che vi starete chiedendo adesso cosa succederà?
Nella migliore (o peggiore) delle tradizioni italiane potrei fregarmene, andare avanti per la mia strada come se niente fosse, anzi magari potrei iniziare a copiare da JogerssonMaelstroom che è un blog ancora meglio.
Ma non sarebbe corretto.
In verità quel che è emerso è che non ho proprio il titolo per continuare a ingannarvi con le parole.

Quindi se riesco mi prendo una bella pausa di riflessione, dieci giorni sabbatici, tipo fino ad aprile che è un mese di merda per l'umanità in genere, e poi ne riparliamo magari tutti insieme.
Si fa una bella riunione in streaming e si decide tutti quanti cosa fare e dove si vuole andare.

#fine

[vi scrivo una cosa ke nn cè nel sito danese, robba mia quindi, niente di tradotto. Che magari se mi va in questi gg qualcosa la posto uguale, ke sono loro ke fanno la pausa mika me.]


18.3.13

Ritratto dell'arista da giovane


D'altronde qualcosa la si lascia sempre indietro, è fisiologico.

Nel titolo ho perso una T.
Fa ridere.
Una volta mi han chiesto di scrivere la sceneggiatura di un corto e c'ho fatto tutta una storia su questa T che si smarriva. L'amore e la morTe separati da quell'esile traliccio, una croce posticcia, un martello che annienta, schiaccia i significati fino a stravolgerli.

Ecco, ho trentasei anni e sono ossessionato dalla T.
Me ne sono accorto soltanto adesso.
Pare sia terribile.

Ah, 'sta roba poi l'avevo messa anche in un soggetto di Dylan Dog con lei che a un certo punto dice 'sono incinta' e invece è in Cina e c'è confusione. Tanta.

Visto? Nemmeno me ne ricordavo. Ormai lo faccio in automatico. 

Che Dedalus è stato preso e riabbandonato svariate volte da Joyce, sarà che non c'è atto più rivoluzionario che ribellarsi a sé stessi.
Ma di solito non parlo di politica in questo blog, ultimamente mi piacerebbe lo ammetto, ma l'ho sempre considerata come dialogo, e qui è un monologo. Non ha senso.

Però, per dire, oggi leggo dei senatori ribelli e non so, m'immagino quei pianeti polverosi dove la luce tende al viola, e Dune e Tatooine, e le arringhe furenti da pulpiti sospesi che sfidano la forza gravità, e le toghe sul braccio come antichi Romani a bilanciare tecnologie a noi sconosciute, e la rivolta dei senatori al crudele editto imperiale, coi pretoriani che serrano le pesanti porte dell'aula e le spade e i raggi laser...
Vabbé, anche a voler parlarne vi sarete resi conto che non sono la persona adatta.

Che poi, e sarà la deformazione professionale, ma ogni volta che leggo 'Crimi ha detto ai nostri microfoni...", ecco, io non riesco a fare a meno di pensarci.

Potrà mica essere una cosa seria?
E lo è.

Tra l'altro, a voler andare veramente a fondo (come ogni giorno, si affonda, pare una poesia di Montale vista da qui), a partire dal Portrait of the Artist as a young man Dylan Thomas è sbarcato sul suo Portrait of the Artist as a young dog e Sclavi pescando un po' dal titolo e un po' dall'autore ha confezionato il suo Dylan Dog. Quello della Cina, tanto per capirci.

Perché le cose ritornano, si lascia sempre indietro qualcosa, ma poi ritornano.

E oggi è una giornata di quelle lì, quelle in cui manca una T e in aggiunta piove, ma è più la cosa della T.

L'arista da giovane. Fortuna che ho trentasei anni ormai.


15.3.13

Parole, parole, parole: Infinire


Che pare niente quell'inesorabile smarrimento dell'ultima parola.
Il pezzo mancante del puzzle che hai nascosto nella sorpresa di un ovetto kinder, rinchiuso, risigillato con un sospiro di accendino, riavvolto nella carta che eri stato attento a non strappare. L'ho fatto. La cosa peggiore è quell'alluminio leggero leggero, che poi mica è come incartare un libro, è come incartare un tango. Il pallone, dico.

Può esserci prima la paura del dopo? Oppure è solo l'incapacità di realizzarsi, l'apotropaica necessità di procedere, di nuovo e ancora. Sisifo, Tantalo.
Li chiamano supplizi, ma se fosse soltanto il bisogno di sentirsi incompleti, la gioiosa rassegnazione all'incolmabilità del proprio essere sconfinati. Inesatti.

Che infinire pecca d'indefinitezza.
Ché è estroflettere le proprie incertezze fino a travalicare il confine dell'ignoto [ha un senso questa frase, nella mia testa, giuro], eppure arriva a lambire i lombi (alambiccandosi direi) del suggellare, compiere.
Del terminare, raffinire.

E tu te ne stai lì, di fronte a una parola che è sé stessa e il suo contrario, e in quest'altalenante dicotomia ridiventa sé stessa. Non ha soluzione nell'atto stesso di averla. E capisci che è un imbroglio. Lo intuisci senza però avere i mezzi per reagirvi, e d'indeterminatezza si appassisce. Dicono.

E viene da pensare al tempo, a quanto sia risibile per noi che non ne avremmo a vederci bene.
Ma non importa, è un sonno vigile, come quello dei delfini.
E ci si risveglia ogni volta come se avessimo chiuso gli occhi la notte prima. E ci ritroviamo a contare gli anni sulla punta delle dita. E non bastano più.

E pecchiamo impudicamente d'infinire.

14.3.13

Titolo papale


Scrivo dalla sedia del dentista.

Habemus Pampa mi sa che l'hanno già fatto.
Angus Dei di sicuro.
El pope de oro non c'è dubbio che sì.
Non è Francesco va da sé che c'è già.
Papagonia era bello ma l'ho usato io ieri.
Mannaggia la Maradonna inflazionato.
Don't cry for me Orsolina?

Altre robe sul tango? Altre robe su Videla?


Io mi prenoto "Bertoglio e pregiudizio" per quando dirà la prima cazzata sui gay. Grazie.

Papagonia


Potrete non crederci,  ma quando hanno eletto il Papa il mondo era già entrato di diritto (cioè, più che di diritto di arcuato. Vabbé, fra un po' capirete) in quello che viene considerato uno dei giorni più importanti dell'anno.

Questo blog, l'avrete già capito, adora le ricorrenze.

E oggi è LA ricorrenza (lo so, ho detto la stessa cosa per il towel day, per la giornata mondiale dei proseliti, per la festa della donnola, per il giorno della marmotta, per l'anniversario del primo anniversario, per la pasqua esquimese, per la giornata mondiale della toilette e per la festa del garage).

Ma oggi è il pi greco day. (applausi finti).

Su cosa significhi tutto ciò abbiamo già discusso approfonditamente l'anno scorso.
(tra l'altro, andatevi a vedere la fine di quel post. Nelle ultime 5 righe, al tempo,  improvvisai una predizione che mai come oggi si rivela così attuale. E poi ringraziatemi pure.)

Avere un Papa che è stato eletto quando in qualche parte del mondo era già il Pi Greco Day non è cosa da poco. Anzi.

Tra l'altro ho fatto una scoperta straordinaria.
Se andiamo a leggere l'elenco di tutti i Papi  scopriamo che questo è il numero 266.
E voi direte, e che c'entra 266 con pi greco?

Beh, se a questo numero sommiamo anche gli Antipapi che non si è capito perché dovrebbero essere esclusi perché non è che sono anti perché erano contrari al Papa, anzi, erano Papi pure loro (a meno che non siano i rappresentanti in terra di un Antidio ma allora doveva esserci tutta una struttura di Antichiesa con gli Antipreti e gli Antichierichetti [tra l'altro l'Antichiesa paga l'IMU, tanto per rinforzare la tesi che gli Antipapi sono meglio dei Papi]), comunque se sommiamo gli Antipapi e cioè 48, beh. otteniamo 314.

Ora, il Papa 314 viene eletto il giorno del pi greco 3,14.
C'è ancora qualcuno che pensa sia solo una coincidenza?
E c'è qualcuno che non ha ancora visto Zeitgeist? (io l'ho visto su youporn, ma mica c'erano i chip. Cioè, a meno che non si parli della versione in inglese che allora chip significa patata e tutto torna).

Comunque, questo sarà il Papa del cerchio.
Archimede I, Eratostene XXIII, Cartesio Pitagora II.
Francerchio.

Quello che iscriverà il crocifisso in una circonferenza come l'uomo vitruviano, quello che smetterà di mettersi le scarpe a punta, quello che le ostie, no le ostie sono già tonde, a posto.
Quello che quando dirà cerchiamo Dio, avrà tutto un altro significato.

Quello che d'irrazionale non ci sarà più solo pi greco.

E tutto finalmente quadrerà.


13.3.13

Comunicazione disservizio


Per pubblicare il prossimo post attendo la nomina del Papa.
Ci tengo.

A presto.

EDIT: approfittando del fatto che fossi in palestra, hanno eletto a tradimento il nuovo Papa.
Ho già chiesto il riconteggio.

Vabbé, dovrò rimettermi al lavoro.
Prima però devo andare su Facebook, cercare tutti quelli che hanno scritto "Speriamo che il nuovo Papa sia come Giovanni Paolo II" e rispondere "Morto?"

11.3.13

Blog on demand: Il favoloso fondo di Ovaltine


Ovvero, frammenti di futuro di una maestrina slava digitalmente letti nei fondi del cappuccino d'orzo (travolta da un insolito destino vendo yogurtiera praticamente nuova manca un vasetto).

Ecco, ci siamo.
Come detto l'ultima volta instauriamo l'usanza del blog on demand.
Non paghi dell'esperienza sulle lumache ermafrodite ed evidentemente ancora galvanizzati dal post sulle 101 cose da fare a Carmaidano, ritorniamo sul luogo del delitto per dedicarci a quella che, a detta di Aldo Giovanni e Alan, è "l'apoteosi dell'esotismo sincretico nell'estetica della percezione": la caffeomanzia.

Cosa sia la caffeomanzia non serve che ve lo spieghi, se frequentate abitualmente questo blog sapete quanto ammantato sia di pratiche esoteriche, divinazioni, oroscopazioni, cuspidi e when the moon is in the Seventh House And Jupiter aligns with Mars, e poi vi ho messo il link a wikipedia (però leggetevelo, vi prego, quando arriva alla scimmia urlatrice col monaco tibetano, beh, comincerete a crederci davvero. Sono tre giorni che mi nutro di caffè ormai, ma sto bene eh, vado a spegnere la moka. Cazzo. Cazzooo! CaZZo!!!)

(tanto per certificarmi: ciao sono Mauro, nel '92 del secolo scorso ho conseguito il diploma del 6° livello di auruspico vegan [in pratica non potendo divinare squartando stomaci, cuori e polmoni l'auruspico vegan legge il futuro nelle melanzane. Io ho un master in parmigiana conseguito nel Wisconsin e una tesi sulla costruzione di un Love Calculator usando l'acqua di vegetazione]. Nel '99 ho fatto un corso di oroscopo sensoriale ninja e sono morto due volte lanciando dei tarocchi affilatissimi. Ho uno spirito guida inglese, e ciò è scomodo che in Inghilterra c'è la guida a sinistra. nell'oroscopo cinese sono drago ma anche a Ghost 'n Goblin non me la cavo male. Vorrei occuparmi di mesmerismo e viabilità.)

Comunque, questa è la tazza che Ciku ha gentilmente inviato e per cui , nei commenti del precedente post, chiede delucidazioni sul futuro in essa nascosto.

A un occhio inesperto potrebbe sembrare il profilo di una soave fanciulla, seduta con la sua ampia gonna sopra uno spuntone di roccia che si affaccia su un tramonto che si spegne in mare, i suoi lunghi capelli scompigliati dalla brezza irrequieta della sera.
In sottofondo sospira Somewhere over the rainbow cantata da Judy Garland, le onde si inseguono schiumose e cullano i pensieri di lei, immersa nella lettura di in un sottile libricino. La telecamera scivola lungo il tessuto della gonna che si increspa con la stessa cadenza dei marosi e indugia sulla copertina del libro. Ne scorgiamo il titolo: Di lato: tra daikon e colla di pesce, le nuove frontiere del Sesso Anale.
La musica si interrompe simulando il nastro che si inceppa. (so che esistono persone che non hanno mai visto una musicassetta. Ecco, potrei spiegarvi che cos'è. Ma rimarreste comunque persone non gradite in questo luogo. Come tutte le altre. Non fatevi illusioni!)

Quindi, in base a quanto potrebbe formulare un occhio inesperto (che per la cronaca, appartiene a circa il 98,7% dei caffeomanti o presunti tali attualmente in circolazione), nel futuro di Ciku si potrebbe prevedere (ma anche qui vale l'interpretazione)  che in un periodo in cui non è molto partecipe (l'osservazione dallo spuntone di roccia), mentre la vita scorre lontana da lei (le onde) e il vento scompiglia i suoi capelli che si attorcigliano (il movimento 5 stelle), un evento del suo passato (il libro scritto) la coglierà alla sprovvista (il sesso anale). Poi tutto il resto va a gusti.
[ma chi conosce Ciku sa che alla fine un evento tanto spiacevole non sarà, magari un po' all'inizio ecco, ma lì conta molto l'esperienza. E la colla di pesce.]

Se però anche voi come me appartenete  a quell'1,3% di veri caffeomanti avrete già capito qual è il grave errore che contraddistingue la divinazione appena letta: la tazza era messa al contrario. Cioè, è stata fotografata dal lato di chi ha bevuto e non di chi doveva divinare.
Dilettanti.

Basta infatti ruotare di 180 gradi la chicchera per ribaltare il precedente responso e visualizzare davvero cos'ha preparato il futuro per la nostra maestrina dalla penna rossa.





L'avete già individuata vero?
Eh, sì. E' proprio lei.

 La balena di Bubble Bobble.

Ora, se andate a riguardarvi il link di wikipedia leggerete che la balena di per sé indica un successo professionale.
Ma la balena di Bubble Bobble?

Se andiamo a spulciare tra le pagine di Divinazioni e torrefazioni: il libro che il tuo barista non ti farebbe mai leggere, al capitolo XVI "Toccare il fondo: modificare il futuro spostando i fondi col cucchiaino" leggiamo: nel 2003 Kate Wilfred di Pittsburgh (Pennsylvania) scorse una balena di Bubble Bobble nel fondo della tazza in cui il suo bimbo di 3 anni aveva appena bevuto dello Sprint. (come facesse la signora ad essere in possesso di  una confezione di Sprint rimane tuttora un mistero al vaglio degli inquirenti).

Ecco, quel bambino, Ed, proprio oggi 11 marzo 2013 ha l'erpes zoster.

Poi, uno può crederci o non crederci. Però questi, signori, sono dei fatti, mica cose campate in aria o roba fatta col digitale CGI come in Harry Potter. Questi sono fatti.
E questo è il futuro.

[Bon, fine del blog on demand. Com'è andata? Posso togliermi la parrucca adesso? metto su un caffè. cazzo! Caaaazzzzzzzo! Cazzzzzzzo!!! !!!!!111!!!!!CENTOUNDICI]


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