5.6.13

Long Wei ovvero Medicina made in Cina


L'ignaro turista che si fosse trovato a passeggiare per i vicoli di Padova nei primi mesi di quest'anno, avrà avuto una buona probabilità di imbattersi in uno strano adesivo giallo e nero.
È un'adesivo circolare con al centro un pugno. Sembra uno di quelli delle scuole di arti marziali. C'è solo una scritta 'Long Wei'.

Ecco, è questo qui:


e ve l'ho detto che somigliava a quello di una scuola di arti marziali
Lo so perché li ho attaccati io (ah, casomai venisse fuori che è una roba illegale, caro amico delle forze dell'ordine, sappi che me la stavo solo tirando e mica li ho attaccati io, anzi, li ho fotografati e poi staccati che si denotava l'evidente reato e ho proceduto immantinente alla rimozione...)

Comunque quel simbolo era tipo il bat-segnale e indicava ai distributori di giornaletti a fumetti che in quella città avrebbero dovuto portare le copie della nuova miniserie Aurea scritta da Diego Cajelli e che si chiama appunto Long Wei.
Ma i distributori, si sa, si orientano nei loro viaggi con il magnetismo, come i pinguini, e probabilmente il passaggio dell'asteroide QE2 in prossimità dell'orbita terrestre ha fatto sì che dal giorno dell'uscita prevista (31 maggio) arrivassero a Padova solo nella giornata di ieri. Avreste dovuto vedere com'erano ridotti, poverini...

Fatto sta che solo ieri ho potuto stringere tra le mani il primo numero di questa attesissima miniserie, e solo ora posso quindi dire questa cosa: ALZATE IL CULO E ANDATE IN EDICOLA A COMPRARLO!

Adesso argomento, anzi, faccio l'elenco dei motivi per cui vale la pena di comprarlo:

- era da diverso tempo che non rileggevo un fumetto subito dopo aver voltato l'ultima pagina
- è un'opera che si prospetta fresca, divertente, genuina. Già dalle prime battute non si perde in tanti fronzoli, vuole far divertire e lo fa. (che divertire non vuol dire far ridere eh, che mi tocca spiegarvi tutto. Significa ricreare, sollazzare distraendo l'animo da cure e pensieri molesti)
- è scritta bene, anzi, molto bene. Fila via che è un piacere e arrivi all'ultima pagina che nemmeno te ne accorgi e ne vorresti ancora
- è strutturata in modo moderno, rifacendosi ai meccanismi delle serie tv e cogliendo a pieno quell'esigenza di innovazione che potrebbe dare nuova vita al fumetto da edicola
- i disegni di Luca Genovese sono proprio quelli che piacciono a me, realistici ma non troppo, caricaturali ma non troppo, equilibrati ma non troppo. Insomma, a me piace il disegno ma non troppo (magari a voi no, ma ci sono altri disegnatori, giovani, bravi, appassionati. Io li ho visti a Lucca, ognuno ha il suo stile. Provate, che almeno uno vi piacerà.)
- sì, ok, la copertina è fatta col cartone della pizza e la carta è abbastanza una mer grossolana. Ma a conti fatti la qualità di stampa è accettabile e si legge tutto bene. E poi, abbiamo letto tutti di peggio su supporti peggiori, cioè, ci guardiamo Games of Thrones in streaming che non si distinguono manco i capezzoli, questa a confronto è un'edizione deluxe
- il protagonista è un immigrato cinese e la storia è ambientata a Milano. La Milano di oggi, con i lavori per l'Expo e i suoi scorci caratteristici. È stata coinvolta la comunità cinese, è stata fatta una campagna virale che mai per un fumetto. Ed è ambientato in Italia. (Sì, lo so, anche Santiago era ambientato in Italia. Ma questo è un'altra cosa...)
- LRNZ è il copertinista che tutti vorremmo. Che se avessi LRNZ per casa mi farei rifare le copertine di tutti i cd e i dvd che si trovano in giro. E mi farei disegnare la porta di casa che così diventerebbe la copertina di casa. (Insomma, è bravo. [Lo ammetto, questa prima copertina inizialmente mi aveva lasciato perplesso. Poi l'ho guardata, e riguardata. E niente, ero io che non capivo.])
- c'è il kung fu, le botte da orbi, i Bruce Lee, i Jackie Chan, i Jet Li, c'è il cinema cazzaro degli anni '70, il poliziesco, il buddy movie, il Milano criminale
- è il primo numero di una miniserie, e le miniserie si comprano fin dal primo numero. Non esistono quei cazzo di discorsi che aspetto di vedere come va avanti che magari non vende e la interrompono prima e mi ritrovo con in mano metà miniserie e non so il finale. Porca troia, se tutti comprerebbero ma nessuno compra, i numeri per proseguire decadono fin da subito e così si tarpano le ali a prodotti meritevoli. Quindi questo è un discorso del cazzo. (lo so, la Star ne ha fatte di ogni e la fiducia in queste pubblicazioni è traballante. Ma traballante non significa inesistente, dunque provateci!)
- Diego è una persona carina. Umanamente carina. Fisicamente è, ehm, umh... un tipo. E c'ha messo una passione spropositata in questo progetto, e tanta competenza, professionalità, ricerca, documentazione, esperienza. Insomma, è una cosa fatta bene e si percepisce mentre la leggi. E questo va sicuramente al di là del fatto che Diego sia una persona carina. (niente, la captatio benevolentia proprio non fa per me).

Ecco. Sicuramente c'è dell'altro. Magari mi verrà in mente.
Sì, si potrebbe parlare della storia di questo primo numero, dei riferimenti circolari, dei rimandi al cinema di genere, dei personaggi da sviluppare, del ritmo, delle trovate, ma perché? Tanto siete già andati a prenderlo, no?

Basta. A me è piaciuto. Mi ci sono avvicinato con titubanza, c'erano delle buone probabilità che non fosse il mio genere, e invece mi ha sedotto. Sono curioso di vedere come cresceranno i comprimari, come si intrecceranno le storie. Insomma, è la prima puntata della prima stagione della serie che segui e che è arrivata alla settima e non vedi l'ora di vederti il prossimo episodio...

16 commenti:

  1. ok, se a padova è arrivato ieri da me arriva con il prossimo asteroide.
    cmq anche gea era ambientato in italia, mi pare.

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    1. approfitterà della prossima migrazione di comete...

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    2. eh sì, proprio ambientato in
      Italia era... cori va...

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    3. va' che quel posto lì sta dietro casa mia.

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    4. le allusioni sessuali non sono tollerate in questo blog...

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    5. va' che sono innocente e pura. sei tu che sei malpensante.

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    6. evidentemente queste foto son di qualcun'altra allora... ^_^

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    7. no, bè, spetta. se è splendida son io. (ho long wei. con calma lo leggerò. ma 'zzo avete contro la copertina? a me piace il cartone grezzo della pizza. se dentro c'è la pizza anche meglio)

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  2. invece nella mia edicoletta alle porte di Treviso è arrivato da 5 giorni e me lo sono trovato lì senza cercarlo. Ma mi ha lasciato un pò tiepido, nonostante tutto l'entusiasmo che mi era stato trasmesso. Forse i disegni, che a me lo stile 'schizzato' di Genovese non entusiasma; invece mi piace lo stile del frontespizio, sai se l'autore disegnerà anche degli episodi? Sulla copertina stessa perplessità tua, non buca l'edicola... e Milano per ora è rimasta sullo sfondo, mi aspettavo più aria di 'casa'. Però cerca di convincermi, vorrei farmela piacere di più (la miniserie intendo).

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    1. Treviso caput mundi.

      Sinceramente penso che il primo episodio di una qualsiasi serie debba essere visto in prospettiva. Se faccio mente locale sulle serie tv che avrei abbandonato ai primi due episodi e che poi mi hanno conquistato a partire dal terzo, direi che è quasi la regola. (Che per dire, anche Dylan Dog fosse stato per i primi numeri...)
      Quindi, provando a leggere tra le righe, vedo un eroe ben caratterizzato, interessante e dei comprimari che salteranno fuori e che spero siano altrettanto interessanti.
      Poi, a me ha divertito. E' dinamico, movimentato, non ti annoi. E' onesto.

      Il frontespizio è di Davide Gianfelice, che però non sarà tra i disegnatori di questa prima stagione. Gli altri li ho visti a Lucca, tutti con uno stile semi-realistico e secondo me qualcuno ti soprprenderà. Magari stasera ti mando delle screenshot del numero 0.

      In realtà la copertina si distingue molto in edicola, è diversa da tutte le altre, sia come grafica che come colori. Insomma, a mio avviso si fa notare. Poi, l'ho trovata anch'io un po' timida, ma conoscendo i lavori di LRNZ credo che riuscirà a sorprenderci.
      Se l'Aurea ha eccelso in qualcosa in questi anni sono state proprio le copertine...

      Milano si è vista poco? Forse sì, ma si è lasciato spazio alla presentazione del protagonista. O forse hanno mostrato dei posti che tu non conosci ^_^ Credo comunque che la città ritornerà prepotentemente...

      (comunque vieni qui, approfitti della mia ospitalità, dici "Treviso", non ti entusiasmano i disegni che piacciono a me e alla fine della fiera ti permetti di scrivere po' con l'accento??? Io ti faccio del male serio...)

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    2. Niente da fare, quel 'pò' lì non mi passa, nonostante le frequentazioni. Poi non ho detto Treviso, ma 'alle porte di Treviso' (non mi hanno fatto entrare) , e infine okkio alle minacce perchè per un po' saro' Lockjaw per via di un gioco sul sito dell'Antro del doc Manhattan (infatti a sinistra mi vedi trasformato). Attendo numero 2 ed altri.

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    3. A me i cani fanno da cagarissimo... quindi, dato che hai i superpoteri, teletrasportati a giocare di là che ci sono i tombini aperti... e comunque sei il cane degli Inumani. Se lo sa Gentilini ti rispedisce in Inumalandia...

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  3. Avrei concordato praticamente su tutto. Ma dire "a conti fatti la qualità di stampa è accettabile" mi ha fatto capire che o ti pagano, o ti tengono in ostaggio o il servizio sanitario statale (nella fattispecie i reparti oculistici) sta andando proprio in malora.

    Luciano

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    1. Luciano, non mi pagano nemmeno per il mio lavoro vero, figuarti per scrivere robe di giornaletti sul blog...

      Fasiamoci sul termine accettabile: la stampa, pur essendo abbastanza una merda, è comunque meglio di quella degli ultimi John Doe. Un po' peggio di Methamorphosis forse. Rimane abbastanza una merda, e infatti l'accettabile era messo in relazione con certi video sgranati che ci guardiamo in streaming con gli occhi appiccicati allo schermo.

      Detto ciò, con la consapevolezza di ciò che si ha in mano, che evidentemente non è un'edizione deluxe stampata su carta Dalì Cordenons, io durante la lettura non sono stato più di tanto infastidito dalla stampa che, lo ripeto, è abbastanza di merda, e anzi, l'ho addirittura trovata coerente con le atmosfere un po' anni '70 del fumetto, sì, come odori, ruvidezze, giallosità, mi è sembrato di leggere un fumetto di quelli che trovavo da bambino a casa di mio nonno nei primi anni ottanta.

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    2. La stampa sarà anche grossolana, ma visto che tutto il resto non lo è si può soprassedere senza troppi problemi (e non sei il solo a subire quell'effetto vintage). Riguardo allo stile di Genovese, seppur io rimanga orientato verso un maggior realismo, ammetto che il risultato finale non mi è dispiaciuto e sono curioso di vedere all'opera gli altri disegnatori...della copertina, invece, mi lascia leggermente dubbioso uno sfondo pulito ma piuttosto anonimo, in contrasto con un Long Wei al contrario molto ben reso (una seconda e una terza occhiata attenuano questa impressione, ma non riesco a liberarmene del tutto). Comunque, da buon cittadino della Milano criminale, continuerò a fare il tifo per lui...

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È l'ultima cosa che potrete dire in questo posto. Pensateci bene prima di scrivere le solite cazzate...

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