30.9.12

Arca assassina


Come diceva Ambra prima di fare i film: io prometto e poi mantengo.
Quindi ecco che mantengo.

L'home page di Adamo è un trabocchetto, ché si parla di Noè.
L'antefatto è quello dell'altra volta.

Acqua in bocca!


Ah, Blogger ridimensiona le immagini a cazzo e adesso è troppo tardi per mettermi lì a cincischiare.
Se si legge bon, e se no fate un bell'applauso per l'impegno (sopra la terza postare le tette è equivalente a un applauso, che non vorrei mai vi rovinaste le mani...)

29.9.12

Quello sgarro alle industrie di caffè


Per caso qualcuno di voi ha mai tentato di trasformare "Hanno ucciso l'uomo ragno" in una poesia classica?
Una cosa tipo:

In maldito rione la notte è l'abituo di fere boschive,
tra cerchia del loco le note di petre declive.
Di cotal taberna truce umanità affolla,
che alcolica pozion di cereal e agave ingolla.

Ma di repente dall'uscio riecheggia
l'ansimar dell'orbo di nuove fraseggia:
certa novella il volgo borbotta
dagl'obici l'aere immantinente rotta.

Da ignota man fu spento l'aracnoide eroe...

Ecco, non fatelo mai perché il risultato fa da cagare.

Cos'altro stasera? Ah, gli angeli...
Prima ho visto questa immagine.

"Scusa, ma che c'hai le ali attaccate con le bretelle?" "Guarda, lasciamo perdere. Volete un consiglio? Non fate mai la posizione del missionario!" "Ma quella storia che gli angeli non hanno sesso?" "Beh, sesso no. Ma il buco del culo sì che ce l'abbiamo!"

Ora è notte, pare.
Domani se mi verrà l'ispirazione farò quella roba a comando, tanto per non deludere le ragazzine, dio che slave che mi sento...
Poi magari si fa un salto a Treviso Comics, poi magari no.

Poi magari buonanotte.

(ah, dovremo parlare di che cazzo ha fatto l'uomo ragno alla Lavazza)

26.9.12

Alla incirca del tempo perso


A volte forse dovrei saperlo perché da dietro agli occhi i ricordi si affannano a convergere verso il nucleo gommoso di quel maelstrom che vortica urticante lungo un percorso vetroso livido della nudità di piedi scalzi e anneriti di corse impacciate verso traguardi irrisolti fenomenologia del vivere salite ingannevoli da cui lanciarsi a perdifiato fino a scontrarsi con l'esanime trascorrere del tempo e si ritorna lì travolti dall'ipnotico inseguirsi delle spire che trascinano l'anima inerte verso quell'attimo interminato lontano forse ma di sicuro inadatto inespresso inesatto in in in perché è un istante che ti scava dentro goccia a goccia a perforare la scorza callosa e affettata dell'ostilità e commisera l'inazione più che gli sbagli e ritorni lì non tanto come punto da focalizzare quanto come simulacro di un'estate allungatasi per quanti anni? forse cinque o sei e quindi parti da lì da diciassette anni dai suoni gracchianti delle cassette nello stereo dalla prima volta in cui c'hai creduto davvero dall'insormontabile cumulo deille tue insicurezze o forse solo dallo sviare subdolo delle intenzioni delle idee delle poesie e poi lei e lei e lei e lei e lei e lei e un sorriso che era tutto e un tutto che non era niente e a saperlo davvero a saperlo non si può nemmeno dire che alla fine è un discorso generale che a saperlo e non è questo no non è una questione di rimpianti non è il tornare indietro ma l'andare avanti è questo che non ha funzionato non completamente almeno e qualcosa è rimasto lì a fissare i blocchi di partenza analizzare sezionare scorgere e aspettare aspettare che la scena proseguisse secondo la sequenza che stavi vivendo dietro alle palpebre immaginate dei sogni a occhi aperti e una canzone di allora che è anche di adesso e del tempo che non sai dove sia finito e soprattutto perché sia finito. Alla incirca del tempo perso, non ce l'ha un altro posto.


[avrei dovuto scrivere il post di una nuova rubrica che durerà un solo post, poi delle serie poco serie tipo quello di Banderas e la gallina che non è un animale intelligente e neanche la gallina, altre serie poco serie che boh ci sono già gli altri che le fanno e magari sono in più, poi che altro? ah, non si rubano i portafogli, poi la mappa semiotica degli utenti del blog, e poi uno scandaloso uso privato di blog privato per fare gli auguri ma gli auguri veri a una persona importante di quelle che, insomma importante, e qualche giorno fa mi ha detto di essere felice: ecco, auguri!]

25.9.12

Rotta per causa di Dio

Voi che vi scambiavate le sozzerie con l'amante, voi che denigravate i colleghi, voi che mandavate la foto del capo in sala fotocopie seduto sulla stampante, voi che andavate a pesca a Brokeback Mountain e poi vi mandavate le foto, voi che dopo messa di Natale andavate a troie e condividevate il video. Ecco, tutti voi ce l'avete in culo adesso ché Facebook vi ha messo online tutti i messaggi privati.


Tra tutti quelli che sono apparsi negli ultimi giorni nelle bacheche dei poveri ignari, è stato riportato alla luce anche questo scambio di messaggi di persone un po' famose. Insomma, vi sto presentando uno scoop con tutti i crismi e non serve neanche che mi ringraziate: è tutto gratis.


Grazie a DLR per essersi fatto prendere in prestito senza permesso la sua foto di Dio.

24.9.12

A more bare

Mi era sembrato di avere avuto un'idea carina.

Ed escludendo il fatto che:
- non è poi così carina
- non è nemmeno molto originale
- non è che faccia più di tanto ridere
- è stantia e non apporta per niente quell'ondata di novità che si prospettava per il blog
- è noiosa
- ha rubato il posto a post più interessanti che a causa sua rimangono nel limbo dell'incompiuto
- è in bianco e nero

Ecco, a parte tutto ciò sarebbe un'idea simpatica. Ma l'hanno già fatta.
Solo che me ne sono accorto tardi, e sono le undici e mezza e oggi proprio no, non è propro il momento.

Quindi per oggi beccatevi gli avanzi e non rompete il cazzo e perdonatemi la frettolosità e la sfrontata sufficienza.

(sì, c'è anche il titolo che gioca di false friend, sciarade e babazuf... post rubato all'agricoltura!)











22.9.12

Facecook l'angolo cottura del mercoledì (d'autunno)


È inutile nascondersi dietro alle solite scuse: l'autunno ha il ditino sul campanello ormai.
Anzi, qui dalle ormai fredde lande padane la mezzanotte è passata da un'ora, astronomicamente siamo entrati nell'equinozio.

La giusta notte.

Giusta per chi? Per lo strudel ovviamente!

La mente e gli atteggiamenti umani sono spesso impre... impes... im... imperscrutabili.
Ho trascorso gli ultimi mesi immerso in una relativa calma, beandomi di orari abbastanza docili e dedicandomi a pros... porsp... posporre qualunque incombenza mi si presentasse a tiro.

Ora invece che ringrazio il fatto che la respirazione sia un atto involontario, e quindi non ho bisogno di ricordarmene, mi scapicollo per riuscire a infilare in una giornata già temporalmente erosa anche tutto quello che avendo invece tempo avrei rimandato. (anche la consecutio temporum è un atto involontario, almeno così pareva!).

Quindi, pur tornando a casa alle 21, sta' sicuro che mi vien voglia di cucinare.
Bando ai sofficini, quindi.

Dato che la zucca piace a tutti, ho pensato di usarla per fare un ottimo minestrone.
La ricetta è un po' complicata: tagliate le verdure a dadini e mettetele in una pentola riempita di tanta acqua pari al peso delle verdure.
...
...
...
Sì, dovete accendere il fuoco sotto la pentola.

Il fuoco ve lo accendo solo se cucinate i sofficini, merde!


Generalmente per sbucciare una zucca ci sono due metodi:
occorre avere tra le mani la zantetsu-ken, o adottare in alternativa il vecchio trucco del passarla prima al vapore.
A dire il vero esiste una terza via, ma è un segreto che si tramanda di generazione in generazione e attualmente solo una persona al mondo lo conosce.
E io non so chi sia.
Poi, adesso che mi viene in mente, si potrebbe anche... Vabbé, ci sono diversi modi di sbucciare una zucca, noi abbiamo scelto di rischiare e di andare di coltello sull'eburnea scorza temprata dall'italico sole. Mica ci si taglia così, no no, è praticamente impossibile.

Passatemi un cerotto, va'.


Dicevamo, prendete un quarto di zucca, sbucciatelo (!) e tagliatelo a fettine fine, tanto strette al punto che dovete immaginarvi a come starebbero su una padella sfrigolante con dell'olio d'oliva e uno spicchio d'aglio.
Lasciatela lì (la zucca) a conversare con un fuoco decisamente allegro.

Come si rende allegro un fuoco?
L'alcool è un buon metodo per dare allegria, ma finisce subito. Meglio una barzelletta di quelle che fanno faville (ah ah ah): sapete come fa a rilassarsi un caminetto? Con una canna... fumaria.

Bene, ora che il fuoco è allegro lasciamo che il destino della zucca si compia: bastano 8-9 minuti, giusto il tempo di prendere 250 grammi di funghi champignon e affettarli doviziosamente seguendo la linea longitudinale.
(Affettare i funghi è divertente, ti sembra di essere un incrocio tra Marrabbio, lo chef Tony e un Power Ranger).

Ora aggiungete il fungame alla zucca e speziate con del pepe, del prezzemolo, del sale e basta.
Basta, non aggiungeteci altro, lasciateli lì, a danzare al ritmo psichedelico della fiamma che ballonzola cambiando colore e si ritorce su sé stessa aggrovigliandosi in una spirale multicolore che si stringe intorno alla padella come le spire di una serpente piumato sorridente...

(cazzo di funghi ho preso???)

Tagliatele la zucca!


Quando il piatto sarà pronto lo scoprirete da soli, ve lo dirà lui col suo sapore e i suoi colori autunnali.
Se non parlate l'autunnese, lasciateli su per un quarto d'ora - venti minuti.

Ora tagliate a dadini due mele. Sì, siamo già passati allo strudel. Sbucciate due mele giallo-verdi (prima di tagliarle a dadini, mi raccomando che se no poi vi ci vuole una vita dadino per dadino per dadino [dadino al cubo]).

Mettete i dad cubetti in una terrina e aggiungeteci dell'uva passa a piacimento, dei pinoli a goduria, due gran cereale croccante sbriciolati, un cucchiaio di zucchero, una spolverata di cannella e... rullata di tamburi.... rrrrrrrrrrrrrr.....rrrrrrrrrrrrrrrr.rrrr.....tatatatattatatatata....tatatatattata...rrrrrrrr...rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
CAZZO BASTA, TE LO SPACCO QUEL TAMBURO!!! BONGHI DIMMERDA...

dicevamo, un bicchierino abbondante di Vov (di quei bicchierini che dite, ma è solo un bicchierino e se lo misuri scopri che è mezzo litro, dai, sapete a cosa mi sto riferendo. Io sono astemio).
Vi chiederete, perché? Perché è tutta roba che avevo in casa.
Avvolgete tutto in una sfoglia di quelle preconfezionate: io l'ho presa a 0,98 in offerta, ma se vi danno fastidio i due centesimi di resto potete anche farla seguenedo il procedimento scritto da qualche parte su questo blog... (mi sa che era su giallozafferano).

Chiudete i bordi e infornate a 220 °C per trenta minuti.
Servite caldino con del gelato alla crema variegato amaretto del Prix.
Qualsiasi altro tipo di gelato lo rovinerebbe, per via del Vov penso, ma io il Prix ce l'ho di fronte casa (guardate su Google Maps) e quindi non mi cale.

Non ho spennellato la crosta di uovo o latte: no! Che poi restano lì aperti e vanno a malo.
(Malo è in provincia di Vicenza, guardate su Google Maps).

Fin.

Huespedes.
Ho chiesto il corpo di Cristo e mi date un fungo? Come? Cap...? Ma tipo la Sistina?

Meehehe!
Onde meco egli si strudel...

Post tribolo

Ciao blog,
  io stavo scrivendo un bel post culinario, quelle cose che fai finta di saper cucinare, dici quattro stronzate, metti due foto prese da internet e copi una ricetta di giallozafferano.

Stavo.

Perché d'un tratto ho sentito una musichina che faceva tatatatata-tata tatatatata-tata, sono stato abbagliato da un'accecante luce azzurrina e tra i bagliori ho scorto una figura opalescente che indicava il computer che avevo su maroni (la batteria bollente del pc a contatto con la sacca scrotale è un ottimo anticoncezionale, ha una percentuale di sicurezza pari a un voto di castità ed è più divertente).
A un certo punto sento anche una voce che dice: Mauro, checcazzo, ci sono decine di religioni al mondo, avresti potuto scegliere tranquillamente dal taoismo al cargo cult, e invece niente, mai una soddisfazione, una preghierina nei momenti di sconforto, niente, blasfemo verso tutti. Bon, ora ti cancello il post.

Non chiedetemi chi fosse, non l'ho visto in viso e forse nemmeno ce l'aveva un viso.
Sappiate che più o meno tutti gli dei inventati esistenti hanno almeno un motivo per avercela con me: ho messo lo zucchero nel serbatoio dell'Harley di Zeus, ho cosparso di attak i chiodi della croce di Gesù, ho legato a due a due i polsi di Shiva che ogni volta che si grattava il naso s'infilava un dito in culo, ho suonato il citofono di Geova alle 4 di mattina e ho telefonato a Buddha dodici volte al giorno facendo finta di essere uno della Vodafone.
Poi ci sarebbe anche quello scherzone che ho fatto a Scamorza (e credetemi, sostituire 72 vergini con altrettanti sosia di Magdi Allam non è stato facile.

Comunque sia, mi hanno cancellato il post.
(Per la cronaca, questo è tutto quel che si è salvato)


Ecco, volevo solo dire che non ho voglia di riscriverlo.
Quindi di come ho fatto lo strudel e i funghi con la zucca diciamo che son cazzi miei e morta lì.

Buon autunno a chi ce l'ha.

20.9.12

Dio, casa e fanghiglia

Vabbé, pareva brutto non parlarne. Dice Repubblica.it che c'è un fogliettino in font copto di otto righe, scritte anche in grande, in cui c'è Gesù (il figlio di Dio, quello della Bibbia) che dice 'Mia moglie'.

Lo so, non è proprio periodo, che da un giorno all'altro il mondo si è svegliato e pare che le religioni siano addirittura una cosa seria: più di Batman o Superman, per dire. E vaglielo a spiegare te che Superman è esistito davvero e ci sono i libri che lo provano, ed è morto per salvarci affrontando il giorno del giudizio.

Comunque, dicevo, qua basta una parola di troppo e finisce che t'incendiano l'ambasciata (e io manco ce l'ho un ambasciata [ambasciator non porta pene e io manco ce l'ho un pene {va bene, ce l'ho. Non volevo vantarmi}]), e si può essere più coglioni? Beh, sì si può, ma questo non significa che non si sia già abbastanza coglioni così.
Per evitare ogni sorta di ritorsioni facciamo così, se per caso mi scappasse di citare quel famoso personaggio di cui non si può rappresentare l'immagine, che manco poteva mettersi la foto sulla patente che rischiava di doversi lapidare da solo, dirò il nome di un formaggio.

Quindi?
Quindi Gesù dice: "Mia moglie", che pare il finale di una barzelletta, e si sa quanto ci tenesse quel guascone del bel nazareno a fare lo splendido coi suoi discepoli.
"E allora il cammelliere sguercio si gira verso Morlacco e gli fa: ma quella è tua nipote? E lui: no, MIA MOGLIE!" ah! ah! ah! tutti giù a ridere con le lacrime agli occhi che ogni volta che alzavano la testa si ribattezzavano tra di loro.

È che a Gesù 'sta storia che Cheddar si scopava le regazzine un po' gli rodeva. Se ne stava solitario nel suo sepolcro e pensava: un giorno fonderò una religione dove i preti potranno scoparsi i regazzini, padre Zeus ti prego, aiutami tu.
E Dio: figliolo 'sto Puzzone di Moena ce la sta mettendo in culo a noi, altro che alle regazzine.
E Gesù: ma padre ma te non sei lo stesso dio di Scimudin? E Dio: lascia stare va', che da quando mi han dato quelle pastiglie non ci capisco più un cazzo. Personalità multipla ha detto la psichiatra, personalità multipla un cazzo è che qua tutto a me mi tocca fare, porco me, che 'sti cazzo di arcangeli partono e portano annunci accazzo anche all'ultimo degli stronzi. E gira che ti rigira mi ritrovo già tre religioni sul groppone, e mica si mantengono da sole, eh no, e dio qua e dio là, e fa il roveto ardente, e punisci e profetizza. Zoloft, zooooloft...

Fatto sta che Gesù aveva una moglie. Chissà che vita la povera signora Di Nazareth.
Gesù cammina sulle acque, fighissimo, ma poi il pavimento lurido di fango e alghe chi lo pulisce?
La signora Di Nazareth.
Gesù moltiplica pani e pesci, strabiliante, centinaia di persone a cena e i piatti poi chi li lava?
La signora Di Nazareth. 
Gesù che si gira tutta la Galilea, a spasso con gli amici a fare le zingarate, e chi è che se ne sta a casa ad aspettare, in ansia che manco il telefonino hanno inventato ancora?
La signora Di Nazareth. 
Gesù che sparisce per tre giorni che tutti pensano che sia morto e poi se ne ritorna a casa bello bello come se niente fosse. E chi è che si è speso tutto per il funerale, la sindone, il sepolcro, i fiori, che manco assicurato era e si è dovuta arrangiare?
La sign... vabbé avete capito.

Probabilmente ha chiesto lei di essere tolta dai vangeli!

Vabbé, potrei anche concludere con delle riflessioni serie: ne varrebbe la pena? Ovviamente no, ché ho capito che in fondo è come il calcio e quando si pestano poi succede che c'è sempre quello che dice che 'ste cose non c'entrano niente col calcio e io penso sempre, cazzo, pensa se avessero c'entrato, il fatto che si pestino sempre allo stadio e che non ci sia correlazione sgretola la legge dei grandi numeri.

Ecco, adesso che sto chiudendo mi vengono solo in mente stronzate sul Brie (la boca no xè straca se no la sa da vaca), ma se ne parla un altro giorno.

Se ci sarà.

xoxo Gossip Girl.



19.9.12

Parole, parole, parole: osculo


Dice che è diminutivo di bocca, diminutivo. Come se diminuire fosse realmente alla portata di questi pensieri.
Perché la bocca è parola (innanzitutto), linguaggio, espressione, dire.
E il diminutivo di dire è solo non dire.

On-off, nessuna cazzo di sfumatura di grigio, o bianco o nero, il gatto è vivo o è morto. Schrodinger è morto, forse, ma non importa. O meglio, importa e non importa allo stesso momento.

Importa e non importa nello stesso istante in cui pronunci la parola labbra e ripensi al sapore di ogni bacio.
Ce li hai tutti lì, in un catalogo disordinato, sparso, crittografato. Eppure ti assale mentre scivoli sui bordi arrotondati di osculo.

Consistenze, tonalità, modalità, gusti, tepori: tutti lì, buttati in un sacchetto come biglie che tintinnano mentre scuoti i pensieri. E solo tu conosci il filo invisibile che le unisce, il percorso che penetra la trasparenza di ognuna di quelle magie opalescenti, le raccoglie in una fila ordinata, solo tu, solo nella tua testa e un po' nella memoria. Solo un po'.

Inoscularsi. Dice che significa baciarsi.
Tu pensi Inoscularsi a Nuoro. Un attimo, solo il tempo di un sorriso.

17.9.12

Troppologie

Sparse per il pc ho foto che non ricordo di aver salvato.
E ho mal di testa.

Mi sono laureato in troppologia con una tesi sul bue che dà del cornuto ad Asimov.
Mai discussa però, non si discute con me.

È che il troppo si accumula, pesa sulle idee come foglie secche in una grondaia, e ciò che è nato per accogliere rischia di piegarsi a causa della sua stessa natura contenitrice. Troppe cose.
E ho mal di testa.

Cioè per dire, ieri 16 settembre 2012 a Padova.

No, lì in basso a destra dico, di fianco alla nutria col sombrero e il sigaro.

Dovrei dire, scrivere, qualcosa di serio, qualcosa che leggi e pensi beh, è un coglione però sa scrivere. È il DFW italiano. È il Federico Moccia italiano. Mal di testa.

Rodari non ha mai scritto una filastrocca sul mal di testa, non credo almeno.
L'emicrania ce l'ha il gatto, ce l'ha il topo, ce l'ha il matto.
Ogni scimmia di Eritrea ha una bella cefalea,
pure il re della foresta soffre di un gran mal di testa.
Dal dottore van di fretta si fan fare la ricetta.
Una morbida coniglia si è già presa una pastiglia,
solo dopo quattro dì han scoperto che è LSD,
ma è una dose da elefanti, e ha ammazzato tutti quanti.
 (G.Rodari)

Comunque l'idea è quella di rifare le poesie classiche in stile death metal. Cioè, si mantengono i testi come sono e si inseriscono in una canzone rock duro duro.
Per esempio, la pioggia nel pineto sarebbe così:
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini etc etc etc

Lo so, solo il testo non è che renda molto l'idea, cioè il senso è quello di metterlo in musica ma mica si sente la musica sul blog. Vabbé, devo lavorarci.
(Questa è una parte surreale di questo post, no, lo dico per quelli che stanno pensando coglione)
Ecco, basta, fine.
Che da qualche parte bisogna pur finire.


15.9.12

L'estathè sta finendo


E se si sbagliassero i poeti?

Qualcuno l'ha mai contemplata come possibilità? Qualcuno qui dico, qualcuno di vivo.

Se non fossero state le migliori menti di quella generazione? Sarebbe stato ancora tempo sprecato?
E se davvero avesse già detto tutto ciò che di bello poteva dire? Se quella dimora d'argilla fosse stato l'unico posto in cui realmente sentirsi vivi, invece? E se i passanti non fossero stati interessati ai ragazzi che si amano, avrebbe significato qualcosa quel gesto ormai depauperato dalla sua propria ribellione?
Se avessero detto è solo uno che parla a una capra, una sera che tarda l'arrivo, che non piove e più nulla ci illude. O Ermione, se le Pleiadi snobbassero la luna.

E se si potesse essere seri a diciassette anni.

Già, a diciassette anni vagavo nella canzone che sta riempiendo l'incertezza di questa notte.
Madeleine.
No, ché anche Proust si sbagliava. Poeti e scrittori.
Ed ero serio.

Poi ti domandano, perché capita sempre che prima o poi ti domandino, ma tu se tornassi indietro?
Spiegaglielo te che torni indietro ogni giorno, da sempre quasi, per arrivare fuori tempo massimo, per illudere di futuro un avventato presente. Millantato credito di ogni spicciolo d'esistenza.

E rimani lì, incerto tra il rifarei tutto uguale e l'azzarderei ogni scelta opposta, in bilico tra il sentiero già battuto e la schizofrenia dei bivii.
Osando in ogni caso, cercando mentalmente una terza via, una fuga, il pertugio da cui divincolarsi, rinascere sgusciando dalla placenta della supposizione. Senza rendersi conto, in fine, che altro non c'è che poesia nella vaghezza di quell'ipotesi.

E da qui ci si arriva solo pensando che i poeti si stessero sbagliando. Tutti.

Sono stato serio a diciassette anni.

Rimbaud, ciupa!


ROSITA & ANTONIO IN:CASA BANDERAS


12.9.12

Wanted 3


Rieccoci al consueto appuntamento trimestrale con le mirabolanti chiavi di ricerca con cui gli improvvidi cybernauti sono giunti a queste lande desolate (sì, quando non mi viene in mente un cazzo da scrivere allora pesco a caso tra le keyword e vado sul sicuro, ché di decerebrati persone curiosi qui ne arrivano a mazzi come la rucola. (sia ben chiaro, non ho nulla contro la rucola! [no, preferisco specificarlo che con quel che gira per 'sto blog non si è al sicuro mai con nessuna affermazione]).

Comunque ecco, le ho prese davvero a caso ché non ho tempo di mettermi lì a leggere (e quel che ne è venuto fuori la dice lunga su  quel che si vede da queste parti).

Risposte brevi, secche, che qui mica abbiamo tempo da perdere (lo abbiamo già perso).





"Eva, Dio mi ha detto che devi prendere in bocca questa banana..."
"Ma veramente mi stava giusto dicendo il gentilissimo signor serpente che dovrei prendere in bocca quella mela"
"E tu preferisci la mela alla banana?"
Sappiamo com'è andata a finire.







sì, beh, quando faccio le cose generalmente mi impegno, ma in questo caso no, hai sbagliato blog pervertito!







non avendo il pollice opponibile i dinosauri non potevano fare polpette






no. però è dimostrato che c'è un legame strettissimo tra yoga e verdure alla julienne





ci sono io, e un attacchino cinese.
Dietro facebook invece c'è un signore che si legge tutti i post e poi prepara i link con le frasi degli attori famosi scritte col pò.







ci abbinerei un bianco secco, magari un po' fruttato.
Molti però lo preferiscono col nero.






beh, a volte dipende dal vino. Hai provato con un bianco secco, magari un po' fruttato?
Comunque è una cosa abbastanza normale, figurati che io godo di più con la patata.





beh, diciamo che dipende molto da che parte ti metti. se sei in mezzo e sono in tanti ricordati che devono essere trascorse almeno tre ore dall'ultimo pasto, ché rischi di annegare







il cock-ring di Gordon Ramsay








beh, dipende da dove sei rispetto al meridiano di Greyskull







sono stato sei mesi in Colombia e, insomma, beh, cercate una foto perché le vagine colombiane sono proprio un qualcosa di mai visto, proprio niente a che vedere con le vagine nostrane. Cento volte la differenza che c'è tra patata e patata americana








lo sanno tutti che i giapponesi sono geneticamente e anatomicamente diversi da noi. non hanno il buco del culo. la bandiera giapponese è evidentemente un vorrei ma non posso.





no davvero. non ho nemmeno la forza di risponderti. ma ti ricordo solo che Jeeg Robot d'acciaio non ha la bocca.




11.9.12

ROSITA & ANTONIO IN: CASA BANDERAS 3

Ultima puntata giuro.
Ché, a costo di star su fino alle tre di notte, nei prossimi giorni scrivo.

Per la gioia delle titoliste, oggi avrei voluto scrivere un post sul tacchino ai peperoni e salsa di soia che ho appena fatto con quel poco che rimaneva in frigo. Titolo: " Avanzi, popolo!" oppure "Scarpetta col tacchino 12".


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